L’ala sinistra del Chievo ha incontrato i ragazzi del liceo scientifico dribblando solo la domanda sui cori razzisti: «Meglio ignorarli...». E promette: «Torneremo a San Zeno di Montagna»

Manfredini scrive hurrà anche per il Verona

25/11/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

«A quale cal­ci­a­tore m’ ispiro? A Zan­deri­go, ovvi­a­mente». Un atti­mo di stu­pore e subito una fragorosa risa­ta. Dif­fi­cile d’al­tronde rimanere impas­si­bili alla spara­ta di Cris­t­ian Man­fre­di­ni, impareg­gia­bile pro­tag­o­nista dell’incontro dibat­ti­to svoltosi al liceo sci­en­tifi­co di Gar­da. Al suo fian­co il «famoso» Alessan­dro Zan­deri­go, rap­p­re­sen­tante d’is­ti­tu­to che insieme a Francesco Rizzi e al pre­side del­l’is­ti­ti­tu­to Car­naci­na, Arman­do Gal­li­na, ha lan­ci­a­to la sfi­da al noto gio­ca­tore del Chie­vo. Un’assem­blea davvero friz­zante che ha mes­so in luce da una parte la sim­pa­tia, schi­et­tez­za e disponi­bil­ità di Man­fre­di­ni dal­l’al­tra la forza e l’a­bil­ità nel porre domande dei gio­vani stu­den­ti. Un bot­ta e rispos­ta sen­za fil­tri, gen­uino e diret­to con tem­pi mor­ti pari a zero. Una sfilza di curiosità, bat­tute e provo­cazioni lan­ci­ate con gar­bo e con quel­la com­plic­ità nata sul pos­to qua­si si trat­tasse di un dial­o­go tra conoscen­ti. Uno spir­i­to pos­i­ti­vo che ha aleg­gia­to per più di un’ora nel­l’aula magna del­l’is­ti­tu­to garde­sano gra­zie alla capac­ità del­l’ala sin­is­tra del Chie­vo dei mira­coli di dare risposte pre­cise, mai eva­sive o vuote come spes­so siamo abit­uati ad ascoltare in Tv o leg­gere sui gior­nali. «Per col­pa dei gio­ca­tori ma anche dei gior­nal­isti che pon­gono domande banali», ha volu­to sot­to­lin­eare il pro­fes­sor San­drel­li, ciuf­fo ribelle, rimas­to estasi­a­to dal­la filosofia essen­ziale e prag­mat­i­ca del ven­ti­sei­enne gio­ca­tore nato a Port Bou­et in Cos­ta d’A­vo­rio e adot­ta­to a cinque anni dal­la famiglia Man­fre­di­ni di Bat­ti­paglia. Un dial­o­go a 360 gra­di sen­za un filo con­dut­tore pre­ciso, una chi­ac­chier­a­ta lib­era spazi­a­ta dagli sche­mi di Del Neri («non sono dif­fi­cili ma se li sbagli il mis­ter si arrab­bia come una bes­tia»), al recente der­by per pas­sare alla rete più impor­tante («quel­la con il Cosen­za la scor­sa sta­gione») o al futuro di Man­fre­di­ni («uno mira sem­pre al mas­si­mo»). Tra le tante curiosità anche quel­la rel­a­ti­va al prossi­mo ritiro del­la squadra. Sarà anco­ra San Zeno di Mon­tagna ad accogliere il sodal­izio del­la Diga? «Del Neri è un tec­ni­co molto super­stizioso. Se ci salver­e­mo, ne sono sicuro, il Chie­vo sarà di nuo­vo a San Zeno», ha repli­ca­to Man­fre­di­ni. Non pote­va man­care la doman­da più atte­sa e preved­i­bile sui cori razz­isti. «Sì i cori con il Verona me li aspet­ta­vo ma se per­me­t­tete mi rifi­u­to di rispon­dere. Il moti­vo è sem­plice: meglio igno­rare i defi­ci­en­ti. Io sono lega­to al mio paese di nasci­ta, non lo rin­nego, ma mi con­sidero ital­iano a tut­ti gli effet­ti tan­to che mi vedo… bian­co». Una risa­ta e poi avan­ti a sod­dis­fare la curiosità dei pre­sen­ti. «Da pic­co­lo vole­vo fare l’ingeg­nere. Quan­do mi han­no det­to che c’era trop­po da stu­di­are ho rin­un­ci­a­to. Sono però rius­ci­to ad ottenere il diplo­ma di geome­tra. Ho pre­so 42 e cre­de­te­mi non era facile stu­di­are e con­cil­iare gli allena­men­ti con la Juve. Al cal­cio mi han­no avvi­c­i­na­to i miei gen­i­tori per social­iz­zare con gli altri ragazzi e a tredi­ci anni sono anda­to via da casa per inseguire una car­ri­era di gio­ca­tore. Non è sta­to sem­plice las­cia­re mam­ma e papà. Per emerg­ere in questo ambi­ente non occor­rono solo i numeri ma anche rin­un­cia­re a parec­chie cose del tipo non uscire alla sera. Per car­ità non mi lamen­to e sono cosciente dei van­tag­gi del­la pro­fes­sione. Gli ingag­gi dei gio­ca­tori? Non sono giusti se con­frontati con lo stipen­dio medio di un lavo­ra­tore ma se li relazio­ni­amo al mon­do ret­to dal cal­cio il dis­cor­so cam­bia. Sin­ce­ra­mente spero in futuro di guadagnare quelle cifre che oggi intas­cano i miei col­leghi più famosi». Alla fine, pri­ma di las­cia­re il liceo, per andare a salutare i ragazzi del­l’is­ti­tu­to alberghiero di Bar­dolino l’ul­ti­ma pro­pos­ta inde­cente. «Su questo foglio è ripor­ta­ta la for­mazione del Verona che ha dis­pu­ta­to il der­by», ha spie­ga­to con fac­cia can­di­da Fil­ip­po. «Potresti far­mi un tuo auto­grafo e scriver­ci sopra Forza Hel­las?». Uno sguar­do appar­ente­mente tor­vo e poi il drib­bling da cam­pi­one con due hur­rà ver­gati sul fogli­et­to: uno per il Chie­vo, l’al­tro per il Verona.