Gareggia da un anno e si piazza sempre fra i primi il dodicenne di Portese

Manovali stella del canottaggio Argento al Festival dei giovani

18/07/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Ha com­in­ci­a­to quest’an­no, ma è rius­ci­to a cogliere subito risul­tati eccel­len­ti. Mas­si­mo Manovali, la pun­ta di dia­mante del­la squadra di can­ot­tag­gio dei , viag­gia come un sil­uro. E’ nato nel dicem­bre ’89 e gareg­gia nel­la cat­e­go­ria Allievi B. L’im­bar­cazione: un 7 e 20. Mas­si­mo abi­ta a Portese e ha il lago nelle vene. La sua è una famiglia di antichi pesca­tori, che ora si ded­i­ca all­l’arte nau­ti­ca. Un ragazz­i­no che ha pre­so sul serio gli impeg­ni, tan­to da allenar­si quat­tro volte alla set­ti­mana, nel­la palestra del­l’ex calza­tu­rifi­cio di Salò. Il debut­to, in feb­braio, a Cer­nob­bio, sul lago di Como: Manovali pri­mo sui 500 metri. Il 4 mar­zo sec­on­do a Ispra, sul Mag­giore, stes­sa dis­tan­za. Il 18, a Varese, suc­ces­so nel­la gara dei mille metri. Mas­si­mo non accusa l’ac­cresci­u­ta lunghez­za del per­cor­so. L’8 aprile, a , per l’undices­i­ma edi­zione del­la Pasqua del can­ot­tag­gio, anco­ra pri­ma. Da notare che, all’, pote­vano iscriver­si anche soci­età fuori del­la Regione. Il 27 mag­gio nuo­va vit­to­ria, sta­vol­ta nel berga­m­as­co, a Endine. Dopo lo stop di Varese, a causa di un vio­len­to tem­po­rale, il 17 giug­no si è impos­to a Gavi­rate, sem­pre sui mille metri. La set­ti­mana scor­sa, a Can­dia, in Piemonte, ha parte­ci­pa­to al Fes­ti­val dei gio­vani, una rega­ta nazionale giun­ta alla dodices­i­ma edi­zione. Manovali ha chiu­so al sec­on­do pos­to con­qui­s­tan­do l’ar­gen­to, super­a­to dal mas­s­ic­cio Visi­gal­li. Pre­mi­azione effet­tua­ta da Gian Anto­nio Romani­ni, pres­i­dente del­la Fed­er­azione. Iden­ti­co risul­ta­to nel doppio, assieme a Val­ter Visi­oli del­la Can­ot­tieri Gar­da, scon­fit­ti dal Bar­let­ta. O pri­mo o sec­on­do, dunque. Mai un piaz­za­men­to peg­giore. «Mas­si­mo è grin­toso e agile — spie­ga Erik Zan­ca, il suo allena­tore -. Dota­to di una rema­ta flu­i­da e red­di­tizia, per nul­la ner­vosa. L’in­ten­si­fi­car­si del lavoro non lo spaven­ta. Prospet­tive? Bisogn­erà atten­dere la cresci­ta fisi­ca. Cer­to che, alla sua pri­ma sta­gione, ha ottenu­to risul­tati molto buoni». Intan­to il team man­ag­er, Mario Crip­pa, ha già rice­vu­to offerte di spon­soriz­zazione che sta val­u­tan­do atten­ta­mente. Il can­ot­tag­gio è tra le dis­ci­pline più com­plete. Si può prati­care ad ogni età, sen­za cor­rere rischi per la salute. I ragazzi ven­gono avviati a questo sport a otto-dieci anni, affinché appren­dano il gesto tec­ni­co, e inizino per tem­po un’adegua­ta preparazione fisi­ca gen­erale. Tra i ben­efi­ci: l’ac­qui­sizione di una cor­ret­ta posizione e di una migliore mobil­ità delle arti­co­lazioni, lo svilup­po dei mus­coli. Altri van­tag­gi: la mag­giore effi­cien­za del­l’ap­pa­ra­to car­dio-cir­co­la­to­rio e di quel­lo res­pi­ra­to­rio (da qui deri­va la bradi­car­dia, vale a dire un minor numero di bat­ti­ti del cuore, che per­me­tte un più rapi­do recu­pero dopo lo sfor­zo), un’­ef­fi­cace cir­co­lazione per­ifer­i­ca, la perdi­ta di peso. I medici assi­cu­ra­no che la prat­i­ca del can­ot­tag­gio con­sente di man­tenere i para­metri ema­tochimi­ci (glicemia, coles­tero­lo, trigliceri­di, ecc.) su liv­el­li nor­mali, a dif­feren­za di chi è poco atti­vo. Dunque, buon sangue per chi rema.

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