Il più grande lago italiano è 85 cm sotto la media del periodo: il problema per ora riguarda l’agricoltura ma rischia di allargarsi

Mantova chiede acqua al Garda

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Con­tin­ua la grande sete. Il è 50 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co, cioè 85 in meno rispet­to ai 135 cen­timetri che sono la media dei liv­el­li in ques­ta sta­gione. In aggiun­ta, non piove da oltre un mese. Al capez­za­le del­l’a­gri­coltura, per­chè è questo il grande mala­to per ora, ieri si sono incon­trati i rap­p­re­sen­tan­ti dei con­sorzi irrigui e agri­coli del man­to­vano, del­la (il vicepres­i­dente Vin­cen­zo Ces­chi­ni, che è anche il respon­s­abile ed esper­to del set­tore Ambi­ente) coor­di­nati dal pres­i­dente del Con­sorzio Min­cio. Se non piove e se non ver­rà rilas­ci­a­ta acqua dal Gar­da nei prossi­mi giorni, oltre 100 mila ettari di col­ture rischi­ano di andare in fumo. Il set­tore è sull’orlo di una crisi irre­versibile. Sui rilievi del baci­no gard­sano non c’è più neve, i ghi­ac­ciai sono com­pro­mes­si da tem­po, in cinque mesi è piovu­to un ter­zo del­la media. E le col­ture pre­giate del­l’en­troter­ra ma, soprat­tut­to, quelle del­l’al­to e bas­so man­to­vano, che vivono con l’ac­qua del grande lago, rischi­ano di inar­idirsi. E allo­ra i provved­i­men­ti-tam­pone adot­tati ieri a Man­to­va sono di aprire le paratìe del­la diga di Salionze per 48 ore, a par­tire da lunedì prossi­mo, per scari­care 60 metri cubi al sec­on­do. I liv­el­li del Gar­da, spie­ga a «Bres­ciaog­gi» il prof. Vin­cen­zo Ces­chi­ni, diminuireb­bero, di con­seguen­za, di 2–3 cen­timetri, arrivan­do a 47–48 cm sopra lo zero idro­met­ri­co. Una soglia non anco­ra dram­mat­i­ca per il lago, ma pre­oc­cu­pante. Del resto, l’a­gri­coltura rischia di finire in ginoc­chio e mai, come ieri, sono sta­ti mes­si da parte cam­panil­is­mi e rug­gi­ni di vec­chia data. La rac­col­ta di barba­bi­etole è qua­si allo stremo, quel­la del mais e i prati si stan­no avvic­i­nan­do a gran­di pas­si. Oggi da Salionze escono 8 metri cubi al sec­on­do, il min­i­mo per irri­gare il Par­co del Min­cio. I 60 metri cubi d’ac­qua sono sta­ti implo­rati dai tre prin­ci­pali con­sorzi man­to­vani. E se non dovesse pio­vere (le pre­vi­sioni ripor­tate nel servizio in alto purtrop­po non ali­men­tano gran­di sper­anze) allo­ra si cos­ti­tuirà un comi­ta­to di crisi, for­ma­to da tut­ti i pres­i­den­ti con­sor­tili per pren­dere ulte­ri­ori deci­sioni, ovvero aprire le paratìe del­la diga di Salionze. Fino alla fes­tiv­ità del­l’As­cen­sione, ha osser­va­to Ces­chi­ni durante la riu­nione, si potrà anche derog­a­re pur cer­can­do di man­tenere una soglia min­i­ma per il Gar­da. Oggi la è anco­ra a mez­zo servizio, ma dopo quel­la data, che seg­na l’avvio del­la sta­gione tur­is­ti­ca, si dovran­no fare i con­ti sia con la nav­igazione pub­bli­ca e pri­va­ta, sia con i fab­bisog­ni del­l’a­gri­coltura. Sen­za con­tare che il Gar­da approvvi­giona di acqua parec­chi Comu­ni riv­ieraschi: Desen­zano, Sirmione, Moni­ga. Infine, Ces­chi­ni ha lan­ci­a­to un invi­to alle Regioni Lom­bar­dia, Vene­to e Trenti­no. «Acquis­tate una grande dra­ga, div­i­den­dovi le spese, per pulire i canali di tran­si­to delle navi di lin­ea e di acces­so ai por­ti: altri­men­ti, anche la nav­igazione sarà in ginoc­chio». Ma il gri­do d’al­larme del­la Comu­nità del Gar­da ver­rà ascoltato?