Il sindaco scrive ai colleghi e al prefetto, tra i disagi l’impossibilità di eseguire le programmate opere alla rete fognaria.

Mantova non vuole abbassare il lago

09/03/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Tor­na a crescere il liv­el­lo delle acque del : la diga di Salionze nei giorni scor­si ha ridot­to il deflus­so. E sul­la riv­iera vene­ta si scate­na nuo­va­mente la polem­i­ca sul­la ges­tione dei liv­el­li. A dar fuo­co alle polveri è il sin­da­co di Gar­da, Gior­gio Comenci­ni, che in una let­tera invi­a­ta al prefet­to di Verona, alla , all’Autorità di Baci­no del Po e a tut­ti i sin­daci del­la riva veronese del lago prende di mira il capo del Nucleo oper­a­ti­vo del Mag­is­tra­to delle Acque di Man­to­va che, sec­on­do Comenci­ni, «dimostra di essere l’assoluto ed uni­co padrone del lago di Gar­da». Ma per­ché tan­ta foga? Tut­to nasce da una mis­si­va del­lo scor­so 26 feb­braio fir­ma­ta dall’ingegnere capo del Nucleo oper­a­ti­vo di Verona del Mag­is­tra­to alle Acque. Nel suo scrit­to, il fun­zionario veronese, respon­s­abile del­la diga di Salionze, infor­ma che ave­va deciso di man­tenere lo scari­co delle acque nel Min­cio al liv­el­lo di 77 metri cubi e mez­zo al sec­on­do. Un fax per­venu­to­gli dal Nucleo oper­a­ti­vo di Man­to­va gli ha però impos­to di ridurre la por­ta­ta in erogazione dal Gar­da a soli 30 metri cubi al sec­on­do «per impro­ro­ga­bili lavori di manuten­zione stra­or­di­nar­ia». L’ingegnere del Nucleo oper­a­ti­vo veronese ha allo­ra infor­ma­to di ritenere «la prob­lem­at­i­ca del liv­el­lo del lago di Gar­da meritev­ole di un appro­fondi­men­to tec­ni­co sci­en­tifi­co da effet­tuar­si urgen­te­mente». Ma da Man­to­va il 27 feb­braio è arriva­to il no alla con­vo­cazione dell’assemblea, ritenu­ta «ingius­ti­fi­ca­ta». Il capo dell’ufficio man­to­vano del Nucleo oper­a­ti­vo rib­adisce infat­ti che «la riduzione autor­iz­za­ta è moti­va­ta dal­la neces­sità di manuten­zione dei canali con­sorziali, che del resto è ricor­rente in questo peri­o­do dell’anno, in preparazione del­la sta­gione irrigua». Appe­na rice­vu­ta in copia la rispos­ta dira­ma­ta da Man­to­va, Comenci­ni ha dunque pre­so car­ta e pen­na stig­ma­tiz­zan­do come l’attuale sis­tema di rego­lazione del deflus­so delle acque garde­sane lun­go il Min­cio provochi con­tinui dis­a­gi sul­la riv­iera: «Se c’è bisog­no di fare un esem­pio», scrive il sin­da­co di Gar­da, «il mio paese ave­va pro­gram­ma­to pro­prio, e per evi­den­ti ragioni, nel peri­o­do inver­nale una manuten­zione stra­or­di­nar­ia delle fog­na­ture, ciò che ad oggi non è sta­to pos­si­bile fare stante il per­sis­tere del liv­el­lo del lago sopra i cen­to cen­timetri». Il liv­el­lo del Gar­da res­ta dunque alto, e qualche grat­ta­capo ques­ta situ­azione con­tin­ua a dar­la agli ammin­is­tra­tori riv­ieraschi, tra l’altro tut­ti alle prese in questi giorni con i lavori di riparazione dei dan­ni provo­cati dal lun­go peri­o­do di acqua alta dei mesi di novem­bre e di dicem­bre. Come si ricorderà, l’acqua ave­va inva­so lun­go­la­go e piazze un po’ in tut­ti i pae­si sia del­la riva vene­ta che del­la spon­da lom­bar­da. E intan­to la sta­gione tur­is­ti­ca si avvic­i­na, col lago che deve pagare il prez­zo delle pur com­pren­si­bili neces­sità irrigue del­la provin­cia di Man­to­va: non è il miglior bigli­et­to da visi­ta per i tour oper­a­tor bena­cen­si. «Quan­do ci sarà il coin­vol­gi­men­to legit­ti­mo nel­la ges­tione del liv­el­lo del lago dei comu­ni riv­ieraschi?» chiede il sin­da­co di Gar­da nel­la sua lettera.

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