Un convegno per la promozione del territorio. L’opinione degli operatori. Un progetto del Gal: interventi nei settori turistico e alimentare

Marchio di qualità per il turismo

21/03/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

La pro­mozione del ter­ri­to­rio garde­sano pas­sa anche attra­ver­so un mar­chio di qual­ità. È quan­to è emer­so nel cor­so di un con­veg­no tenu­to a Gargnano, con la parte­ci­pazione di ospi­ti nazion­ali, prove­ni­en­ti da altre aree a par­co. Il mar­chio è sta­to illus­tra­to da Nico­la Gal­li­naro, diret­tore del Gal (Grup­po di azione locale), che ha par­la­to del­la neces­sità di «trasmet­tere sen­sazioni di benessere all’ospite attra­ver­so il lin­guag­gio del ter­ri­to­rio che è illus­tra­to attra­ver­so il tur­is­mo, ma anche l’edilizia, l’e­cono­mia in genere e la pro­pos­ta conc­re­ta dei suoi prodot­ti. Al momen­to siamo impeg­nati nel­la costruzione di un prog­et­to che copra gli anni 2007–2013, coin­vol­gen­do nel­l’­op­er­azione gli oper­a­tori eco­nomi­ci. Se tut­to andrà bene, anche per i prossi­mi sei anni dovreb­bero mat­u­rare risorse».L’attenzione si con­cen­tra soprat­tut­to nel miri­no ci sono soprat­tut­to il set­tore tur­is­ti­co e quel­lo ali­menta­re. Del pri­mo ha par­la­to Mar­co Girar­di, diret­tore del Con­sorzio «Riv­iera dei Limoni» (300 strut­ture tra alberghiere ed extra alberghiere, 350 ris­toran­ti, un totale di 3 mil­ioni e mez­zo di pre­sen­ze annue sul ter­ri­to­rio gardesano).«Dobbiamo stu­di­are bene il mer­ca­to ed i suoi poten­ziali cli­en­ti — ha spie­ga­to Girar­di — pro­moven­do in pri­mo luo­go l’enogas­trono­mia e la cul­tura, che avran­no svilup­pi sul­la ricettiv­ità. Fino a dieci anni fa nes­sun avrebbe scommes­so sulle poten­zial­ità tur­is­tiche del­la for­maggel­la di Tremo­sine o del Tombea del­la Valvesti­no. Invece, adesso questi ed altri prodot­ti carat­ter­is­ti­ci locali pos­sono con­tribuire a fare la dif­feren­za tra la nos­tra e le altre offerte turistiche».Degli aspet­ti legati alla pro­duzione agri­co­la ed all’al­l­e­va­men­to e del­la loro fruizione tur­is­ti­ca, han­no par­la­to Luciano Sal­vadori ( di Bres­cia) e Liv­io Leone­sio (pres­i­dente del Caseifi­cio di Tremosine).Per Sal­vadori «i pro­dut­tori vogliono conoscere con chiarez­za la situ­azione, gli obi­et­tivi ed il per­cor­so da seguire. Il mar­chio, infat­ti, è col­let­ti­vo e com­prende tur­is­mo, ambi­ente, ter­ri­to­rio, ris­torazione, bed & break­fast, ricettiv­ità ed attiv­ità che mira­no alla val­oriz­zazione del ter­ri­to­rio». Per Leone­sio ci si tro­va di fronte ad un pas­sag­gio del­i­ca­to per­ché non bas­ta fare il mar­chio, ma questo deve fun­zionare, per­ché «da noi, lavo­rare la ter­ra cos­ta molto e bisogna tenere pre­sente anche i pic­coli produttori».