Marciatori e corale di Pacengo in campo per raccolta fondi alle popolazioni terremotate

26/01/2017 in Attualità
Di Sergio Bazerla

La befana e la vecia han­no por­ta­to for­tu­na al Grup­po Podis­ti­co Mar­ci­a­tori Pacen­go che han­no rac­colto un dis­cre­to gruz­zo­lo da des­tinare alle popo­lazioni ter­re­mo­tate del reati­no. Un migli­aio di euro des­ti­nati ad una famiglia col­pi­ta dal ter­re­mo­to.

Una bel­la mano l’ha data anche il coro par­roc­chiale San Gio­van­ni Bat­tista, diret­to dal mae­stro Mat­teo Bal­listi che con la sua esi­bizione cano­ra pres­so la ten­sostrut­tura col­lo­ca­ta nei campi di San Daniele, sot­to la chiesa par­roc­chiale, ha por­ta­to il pienone ed ha con­tribuito alla otti­ma rius­ci­ta del­la fes­ta,

Una molti­tu­dine di gente così, a Pacen­go, in inver­no, non si era mai vista — affer­ma il pres­i­dente dei podisti Gio­van­ni Gat­to — ed abbi­amo fat­to mol­ta fat­i­ca a sod­dis­fare le esi­gen­ze del pub­bli­co.

Mi riferisco soprat­tut­to alla con­seg­na del vin brulè, del­la cioc­co­la­ta e del fogassin.” “Le offerte era­no del tut­to libere — con­tin­ua Gat­to — e ci siamo sen­ti­ti in dovere di con­tribuire, anche se con poco, a risoll­e­vare alcune famiglie delle zone ter­re­mo­tate.”

Il grup­po Mar­ci­a­tori Pacen­go ha quin­di con­tat­ta­to diret­ta­mente l’As­so­ci­azione Sporti­va Dilet­tati RUNNERS RIETI TOUR per­chè potesse sug­gerire quale famiglia del­l’area ter­re­mo­ta­ta potesse avere mag­giori neces­sità di sosteg­no.

Il con­tat­to diret­to è sem­pre il più veloce ed effi­cace — con­tin­ua Gat­to — e così è sta­to. Abbi­amo avu­to la seg­nalazione che per ovvi motivi teni­amo in ris­er­bo ed abbi­amo provve­du­to nel sen­so indi­ca­to dai podisti rea­ti­ni. Siamo molto sod­dis­fat­ti del­la nos­tra buona azione che va comunque a mer­i­to dei tan­ti ami­ci, oltre sei­cen­to, che ci sono venu­ti a trovare per gus­tar­si il bruièl, il falò del­la vecia ed il bel can­to del coro. Fare il bene — con­clude Gat­to — per il bene è la migliore sod­dis­fazione che si pos­sa avere nel­la vita.”

Ser­gio Baz­er­la