Una onorificenza per il suo impegno Instancabile animatore della Da Como

Marcoli diventa cavaliere

21/09/2003 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Nicola Alberti

Ottavio Mar­coli, riv­oltellese di orig­ine, res­i­dente a Lona­to, diven­ta Cav­a­liere al mer­i­to del­la Repub­bli­ca. A ren­dere pub­bli­ca la notizia è l’as­so­ci­azione Il Tim­o­ne di Riv­oltel­la, che «rende onore a chi si è prodi­ga­to per Riv­oltel­la e per la cul­tura». Mar­coli, classe 1939, sposato con Vit­to­ri­na Pis­toni, padre di Pao­lo, asses­sore lonatese, fin da gio­vane orga­niz­za comme­die e ani­ma il . Imp­ie­ga­to in Provin­cia all’Uf­fi­cio tec­ni­co, la sera fre­quen­ta il bar Afra, ritro­vo dei riv­oltelle­si doc, dove si dis­cute dei prob­le­mi del­la cit­tad­i­na. Tra le battaglie di quegli anni, la chiusura del cen­tro stori­co a auto e camion, una vicen­da com­p­lessa che cul­mi­na in una ribel­lione, gra­zie alla quale l’o­bi­et­ti­vo viene rag­giun­to: real­iz­zare l’at­tuale nuo­va stra­da. Ma dove Mar­coli, guadagna con mer­i­to le inseg­ne di cav­a­liere è a Lona­to, dove si occu­pa del­la Pro loco come seg­re­tario. Trasci­na­tore, deter­mi­na­to, coin­volge molte per­sone nel restau­ro del­la roc­ca e nel rilan­cio del­la Fon­dazione Da Como. Non solo sug­gerisce come e cosa fare, ma fa l’op­eraio e il diri­gente, tro­va i fon­di e li usa, scav­al­ca, con salti deg­ni del migliore salta­tore con l’as­ta, arman­dosi di bib­li­ca pazien­za, mille dif­fi­coltà buro­cratiche. In Fon­dazione rac­coglie fon­di per restau­rare una set­tan­ti­na di pezzi del­la collezione del sen­a­tore Da Como, tra cui 40 dip­in­ti e 30 ogget­ti d’arredamento. I lonate­si ammi­ra­no e con­tribuis­cono. «Mi ricor­do per esem­pio — rac­con­ta Mar­coli — quan­do Francesco Bertazzi, un impren­di­tore locale, mi incon­trò per stra­da. Gli spie­gai cosa sta­vo facen­do e mi stac­cò subito un assegn per i lavori di restau­ro». L’idea di “far adottare” un pez­zo da collezione ai lonate­si mi venne al Museo civi­co di Cre­mona, dove vici­no al pez­zo restau­ra­to c’era il nome di chi vi ave­va con­tribuito. Così feci anche a Lona­to». L’al­lo­ra pres­i­dente del­la Fon­dazione e del­l’Ate­neo di Bres­cia, Gae­tano Panaz­za, lo conosce, lo apprez­za e lo incar­i­ca di ammin­is­trare l’ente. Lo fa con cer­tosi­na pre­ci­sione, pro­muove inizia­tive, apre la Fon­dazione ai vis­i­ta­tori. Intorno a lui si rac­col­go­no dei volon­tari, la Fon­dazione rag­giunge i 15 mila vis­i­ta­tori l’an­no. Ottiene che ven­ga aper­to, in col­lab­o­razione con il Comune, il Museo orni­to­logi­co, fiore all’oc­chiel­lo del­la Roc­ca. Il suo tal­en­to, mes­so a dis­po­sizione del­la col­let­tiv­ità viene final­mente pre­mi­a­to. «Sono molte le per­sone che devo ringraziare — con­clude Mar­coli — a com­in­cia­re dai com­pianti dot­tor Panaz­za e avvo­ca­to Levi San­dri, che mi han­no ono­ra­to del­la loro sti­ma e ami­cizia e mi han­no seg­nala­to come deg­no per ques­ta onori­f­i­cen­za. Ma devo ringraziare anche enti, banche, pri­vati, sen­za dimen­ti­care i col­lab­o­ra­tori che mi han­no supportato».

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