Maria Cristina Gnes è la prima donna alla guida della Società di Mutuo Soccorso di Salò

17/11/2013 in Attualità
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Di Redazione

La stor­i­ca “Soci­età Opera­ia e Arti­giana di Mutuo Soc­cor­so” di Salò, fon­da­ta nel 1859, ha com­pi­u­to recen­te­mente un altro gesto stori­co: per la pri­ma vol­ta dal­la fon­dazione, infat­ti, l’assemblea dei soci ha scel­to a pre­siedere il sodal­izio, con il mas­si­mo dei voti, la dot­tores­sa Maria Cristi­na Gnes, lau­rea in Ped­a­gogia alla Cat­toli­ca, per­sona davvero sti­ma­ta non solo a Bar­bara­no, dove abi­ta, ma anche nell’intera Salò.

La dot­tores­sa Gnes è madre di due figli, Gui­do e Andrea, oggi affer­mati pro­fes­sion­isti, non­na di quat­tro nipoti, vedo­va di un medico, il dr. Luciano Zerneri, spe­cial­ista in otori­no… e foni­a­tria, già Pri­mario all’Ospedale dei bam­bi­ni di Bres­cia. Insieme a lei, nel Con­siglio diret­ti­vo sono entrati Luanel­la Moli­nari (vicepres­i­dente) e Pierange­lo Del Man­ci­no (seg­re­tario), che di ques­ta realtà salo­di­ana può essere con­sid­er­a­to un’autentica isti­tuzione.

Con questo rin­no­vo-cariche la Mutuo Soc­cor­so riceve in con­seg­na un’eredità di idee e di real­iz­zazioni di sicuro rilie­vo, por­tate avan­ti dal­la pres­i­den­za di Pieran­to­nio Peliz­zari, dura­ta nove anni: una sede com­ple­ta­mente rin­no­va­ta e risis­tem­a­ta dopo il ter­re­mo­to del 2004, gra­zie anche alla per­mu­ta di alcune vol­ume­trie del fab­bri­ca­to di pro­pri­età, in via San Bernardi­no, e la real­iz­zazione di un libro nelle cui pagine è rac­col­ta la sto­ria di un sodal­izio che può van­tar­si di essere uni­co ad oper­are anco­ra oggi sull’intero Gar­da bres­ciano.

La sede si pre­sen­ta assai razionale e fun­zionale alle attiv­ità che svolge, con uffi­cio, archiv­io e sala riu­nioni, e dispone al piano ter­ra di spazi, affit­tati e da affittare, che cos­ti­tu­is­cono entra­ta reale a sosteg­no delle inizia­tive che mette in cam­po. Nelle final­ità statu­tarie d’origine c’è, innanz­i­tut­to, il prin­ci­pio di sol­i­da­ri­età che deve con­cretiz­zarsi a favore dei soci e dei loro famil­iari. Tra gli uomi­ni illus­tri che fig­u­ra­no negli elenchi stori­ci del­la Mutuo Soc­cor­so di Salò fig­u­ra­no Giuseppe Garibal­di e Giuseppe Zanardel­li, con tan­to di ade­sione auto­grafa, a tes­ti­mo­ni­an­za che le più emi­nen­ti fig­ure politiche del peri­o­do risorg­i­men­tale e del­la cul­tura sociale e lib­er­taria tra Otto e Nove­cen­to seguiv­ano con grande atten­zione le man­i­fes­tazioni di eman­ci­pazione che fior­i­vano nel ter­ri­to­rio.

Oggi il sodal­izio con­ta due­cen­toset­tan­ta soci che ver­sano una quo­ta annuale di ven­ti euro. Pos­si­amo dire che si trat­ta di una cifra mod­es­ta. In cam­bio i soci godono di facil­i­tazioni e scon­ti soprat­tut­to per servizi e prestazioni in ambito sociale e san­i­tario. Ma quel che più impor­ta è che, in una soci­età forte­mente vizia­ta dall’individualismo, la paro­la sol­i­da­ri­età non ha ver­gogna di pro­por­si alla soci­età civile salo­di­ana e garde­sana. Non a caso è diven­ta­ta tradizione l’assegnazione di un attes­ta­to di riconoscen­za a per­sone del ter­ri­to­rio che han­no dato pro­va di abne­gazione e di servizio nei con­fron­ti dei deboli e dei bisog­nosi.

È in un sim­i­le con­testo che si inserisce la pres­i­den­za di Cristi­na Gnes la quale ha tenu­to a dire di aver accetta­to la can­di­datu­ra qua­si per inco­scien­za ma, soprat­tut­to, per­ché crede nel­la cul­tura del­la sol­i­da­ri­età e vuole cimen­ta­r­si con una realtà che apre oriz­zon­ti più ampi rispet­to a quel­li, pur sig­ni­fica­tivi, del­la soci­età sporti­va Robur, degli Ami­ci dell’Arte e del­la Musi­ca, del Grup­po cul­tur­ale donne bres­ciane, nei quali opera da diver­si anni.

Intan­to, tra le prime incomben­ze che si tro­va ad affrontare, c’è la revi­sione gen­erale del­lo Statu­to: lo prevede la legge vara­ta nel 2012. Ci sarà poi il prog­et­to di aprire le porte a una soci­età civile più ampia, soprat­tut­to ai gio­vani.

(Nelle immag­i­ni: sopra, Maria Cristi­na Gnes — pres­i­dente neoelet­ta — e Pieran­to­nio Peliz­zari; in alto a destra, una vedu­ta del lun­go­la­go e del duo­mo di Salò; qui sopra, il panora­ma dal por­to Can­ot­tieri di Salò.)

 (Trat­to da GN di novem­bre 2013)

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