Dopo l’incontro a Garda con i rappresentanti dei Comuni dall’alto lago i sindaci rilanciano al ministro tre argomenti chiave.
Nel «Patto di sicurezza» il salvataggio del presidio medico, la motovedetta e lo stop ai Tir

Maroni paladino dell’ospedale

24/12/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

«Motovedet­ta, ospedale di Mal­ce­sine e inter­dizione per­ma­nente del­la Garde­sana ai tir. Su ciò abbi­amo chiesto e ottenu­to disponi­bil­ità da parte del min­istro dell’Interno, . E su questo pre­par­ere­mo emen­da­men­ti ad hoc per­chè fac­ciano parte del Pat­to del­la sicurez­za per l’area del Garda».A par­lare sono i sin­daci di Bren­zone, Gia­co­mo Simonel­li, e di Tor­ri, . All’indomani del­la riu­nione di Gar­da, a cui han­no pre­so parte i pri­mi cit­ta­di­ni di poco meno di una venti­na di comu­ni riv­ieraschi delle regioni Vene­to, Trenti­no e Lom­bar­dia, oltre a molte altre autorità e forze dell’ordine, ci sono buone notizie per i cit­ta­di­ni lacustri.«Rispetto alla richi­es­ta di ripristi­no del servizio di una motovedet­ta per il sot­to­cos­ta nelle acque del nos­tro ter­ri­to­rio», com­men­tano all’unisono Pas­sionel­li e Simonel­li, «il min­istro è sta­to disponi­bile. Ha già inser­i­to nel pro­to­col­lo gen­erale una nos­tra istan­za. Con una aggiun­ta, nel pro­to­col­lo gen­erale si fa esplic­i­to rifer­i­men­to al pat­tuglia­men­to sottocosta».Testualmente, la boz­za al vaglio dei comu­ni prevede «l’assegnazione di una motovedet­ta delle forze di polizia al fine di garan­tire, pre­cipua­mente, il servizio sot­to­cos­ta». Non si par­la però di una motovedet­ta aggiun­ti­va per l’alto Gar­da. Ma Maroni scan­disce: «Non deci­do io da solo. Se i sin­daci me lo chieder­an­no e se sarà ques­ta l’esigenza reale, la motovedet­ta sarà ripristi­na­ta». «Anche da subito», aggiunge, «se emerg­erà che ques­ta è la necessità».Insomma: sta­vol­ta, più che pos­si­bilista, il min­istro è esplic­i­to. Se nel­la terza e ulti­ma riu­nione che si svol­gerà a Gar­da subito dopo la metà di gen­naio sarà accol­ta la richi­es­ta dei sin­daci, ver­rà dunque ripristi­na­to il servizio del­la motovedet­ta aggiun­ti­va per il sot­to­cos­ta dell’alto Garda.A scan­so di equiv­o­ci, comunque, Simonel­li e Pas­sionel­li pre­cisano: «Abbi­amo già pron­to un emen­da­men­to su questo pun­to. Lo pre­sen­ter­e­mo nel­la riu­nione di gen­naio per­chè l’esigenza dell’alto Gar­da è di avere la motovedet­ta adibi­ta solo al sot­to­cos­ta». Ma anche altri due temi sono dai di «vitale impor­tan­za» per l’alto Gar­da e saran­no posti come emen­da­men­ti al «Pat­to» di Maroni.Uno è l’interdizione per­pet­ua ai Tir del­la stra­da Garde­sana. Su ciò «l’amministrazione di Bren­zone ha già approva­to in Con­siglio comu­nale, pochi giorni fa all’unanimità, una mozione. Anche ques­ta è una ques­tione di sicurez­za», ha det­to anco­ra Simonelli.Terza e ulti­ma, ma non in ordine di impor­tan­za, la ques­tione dell’ospedale di Mal­ce­sine. Duris­si­mi e decisi, sul pun­to, i pri­mi cit­ta­di­ni dell’alto Gar­da. «Abbi­amo coin­volto Maroni sul­la vicen­da dell’ospedale. È un pre­sidio irri­n­un­cia­bile per la “safe­ty” dei cit­ta­di­ni garde­sani, dei mil­ioni di tur­isti che qui da noi arrivano, e per i pazi­en­ti poliomieliti­ci», han­no det­to. Pas­sionel­li rin­cara: «Coin­vol­ger­e­mo tut­ti i sin­daci riv­ieraschi, anche bres­ciani e tren­ti­ni, oltre alla . Sull’ospedale fare­mo un altro emen­da­men­to ad hoc per il Pat­to. L’ospedale va rilan­ci­a­to e poten­zi­a­to per rispon­dere alle esi­gen­ze san­i­tarie del territorio».Conclude Simonel­li, con una stilet­ta­ta in direzione di Venezia. «Maroni è disponi­bile a far­si da tramite anche pres­so gli altri min­is­teri per il nos­tro ospedale. Il suo aiu­to ci spi­anerà la stra­da sia ver­so le con­ven­zioni inter­re­gion­ali che per la fine delle ostil­ità con la pres­i­den­za del­la Regione. Fino­ra Galan non ci ha aiu­ta­to sull’ospedale. È ora che ques­ta sto­ria finis­ca», con­cludono i sin­daci. Il resto Pas­sionel­li e Simonel­li lo chiari­ran­no nell’emendamento da sot­to­porre alla rat­i­fi­ca anche dei col­leghi verone­si, bres­ciani e tren­ti­ni.