Zambotti critica le scelte di Cecchetto sul lungolago

Maroni si rivolta nella tomba

17/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

La pre­sen­tazione in pom­pa magna del­la pro­pos­ta Cec­chet­to di ricon­ver­sione del­la fas­cia lago, è des­ti­na­ta a movi­menta­re un con­fron­to ed un dibat­ti­to sul futuro del­la porzione più pre­gia­ta del ter­ri­to­rio comu­nale. Il priv­i­le­gio di aprire la serie dei com­men­ti toc­ca a Pier Gior­gio Zam­bot­ti, criti­co nei con­fron­ti del­la Lido di Riva spa, com­mit­tente del progetto.Affermato che «le soluzioni architet­toniche non pos­sono che far riv­oltare nel­la tom­ba il grande Maroni per quan­to si dis­costano dal­la tradizione garde­sana, Zam­bot­ti affer­ma che nonos­tante il cumu­lo di deb­iti che si tro­va addos­so, la Lido di Riva «alla pri­or­i­taria acqui­sizione di nuovi soci e quin­di di denaro, ha prefer­i­to met­ter mano a prog­et­ti faraoni­ci». Si vede che pen­sa di attin­gere a denaro pub­bli­co per le opere. Allo­ra però deve essere chiaro che si dovrà trovare «un nuo­vo equi­lib­rio tra le giuste esi­gen­ze tur­is­tiche e quelle di tut­ti i rivani». Anziani, dis­abili, gio­vani dovran­no avere spazi ludi­ci e cul­tur­ali: «a tut­ti dovrà essere per­me­s­so di godere di strut­ture per il trem­po libero e lo sport.»