Fino alla fine di novembre la quarta edizione della rassegna gastronomica che caratterizza le iniziative autunnali del paese. Il tipico prodotto è ora in attesa da Bruxelles della denominazione di origine protetta

Marroni di San Zeno e castagne del Baldo

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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Mar­roni di San Zeno e castagne del pro­tag­o­nisti in tavola nell’autunno baldense. Ha pre­so avvio ven­erdì, per con­clud­er­si il 25 novem­bre, la quar­ta edi­zione di «San Zeno castagne e », la rasseg­na gas­tro­nom­i­ca idea­ta dall’associazione I Ghiot­toni e da Slow Food del Gar­da Veronese e patro­ci­na­ta dal comune di San Zeno di Mon­tagna. «Si trat­ta di un appun­ta­men­to ormai con­sol­ida­to», dice il sin­da­co di San Zeno, Cipri­ano Castel­lani, «che mira a val­oriz­zare, attra­ver­so la ris­torazione locale, il nos­tro tipi­co mar­rone di San Zeno, la cui prat­i­ca di riconosci­men­to del­la denom­i­nazione d’origine pro­tet­ta, già pub­bli­ca­ta dal­la Gazzetta uffi­ciale del­la Repub­bli­ca, è ora all’esame delle autorità europee a Brux­elles. Il rac­colto del prossi­mo anno potrà molto prob­a­bil­mente essere com­mer­cial­iz­za­to con il mar­chio dop». All’iniziativa aderiscono quat­tro ris­toran­ti di San Zeno: il Costa­bel­la, il Gia­r­dinet­to, la tav­er­na Kus e la Casa degli Spir­i­ti. A prez­zo con­ven­zion­a­to, con pro­poste di cos­to mod­u­late sec­on­do le esi­gen­ze di un po’ tutte le tasche (i menù van­no dalle 50 alle 100 mila lire), tutt’e quat­tro i locali offrono menù degus­tazione a base di mar­roni e castagne in abbina­men­to con i vini garde­sani: fino al 5 novem­bre c’è il Gar­da Corv­ina, dal 6 novem­bre il i Soli, entram­bi di casa Lam­ber­ti. Accan­to a piat­ti tradizion­alis­si­mi, come il clas­si­co mine­strone di mar­roni, la fan­ta­sia degli chef ha elab­o­ra­to idee inno­v­a­tive come i filet­ti­ni di maiale con mar­roni e mele renette, il far­ro con sal­s­ic­cia e mar­roni, il pet­to d’oca allo spiedo con le castagne, il pic­cione farci­to con foie gras e castagne con torti­no di verze e patate ros­tì. Ovvi­a­mente lib­era inter­pre­tazione del dolce frut­to del­la mon­tagna anche al momen­to del dessert: bavarese alle castagne con sal­sa di gian­duia, tiramisù ai mar­roni, can­nonci­ni tie­pi­di alle castagne ed altre sfiziose ricette. «Di anno in anno», com­men­ta il sin­da­co «la man­i­fes­tazione è anda­ta crescen­do, dimostran­do la ver­sa­til­ità dei nos­tri cuochi, ma anche l’assoluta affid­abil­ità del­la mate­ria pri­ma, fonte di con­tin­ue scop­erte gas­tro­nomiche. Il suc­ces­so delle tre pas­sate edi­zioni e l’alto numero di preno­tazioni già arrivate ai ris­toran­ti ader­en­ti ci fan­no ritenere che anche ques­ta vol­ta saran­no numero­sis­si­mi i buongus­tai che sceglier­an­no di trascor­rere una ser­a­ta nei nos­tri locali a gustare i piat­ti a base di mar­roni». In effet­ti le prime tre edi­zioni di «San Zeno castagne e vino» han­no davvero avu­to for­tu­na: lo scor­so anno la rasseg­na attrasse l’attenzione di gourmet prove­ni­en­ti da tutte le province garde­sane, ma anche da , Berg­amo, Bolzano. «Que­sa quar­ta edi­zione», con­clude il sin­da­co Castel­lani «si avvale poi del patrocinio dell’Associazione nazionale delle Cit­tà del castag­no, cui il comune di San Zeno ha dato la pro­pria ade­sione, nell’intento di val­oriz­zare ulte­ri­or­mente la nos­tra tradizione cas­tan­i­co­la e il lavoro di chi con impeg­no e pas­sione con­tin­ua a curare i nos­tri sec­o­lari castagneti».

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