Educare allo sport, diffondendone i valori più autentici, è l’obiettivo che, per il secondo anno, la casa automobilistica tedesca sostiene attraverso il progetto didattico rivolto alle scuole elementari e medie

Massimiliano Rosolino, leggenda del nuoto italiano, con Volkswagen per il progetto “scuola di tifo”

18/04/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Lunedì 21 aprile, dalle ore 11.00 alle ore 13.00, pres­so la scuo­la ele­mentare pri­va­ta “A. Pro­vo­lo” di Verona, gui­da­ta dal diri­gente sco­las­ti­co Luciana Alessan­dri­ni, si ter­rà una vera e pro­pria lezione… di tifo.Insegnante d’eccezione sarà Mas­si­m­il­iano Rosoli­no, cam­pi­one di nuo­to noto per avere ottenu­to il record mon­di­ale di 58 medaglie con­quis­tate sui podi di Olimpia­di, Mon­di­ali ed Europei. Rosoli­no incon­tr­erà 70 bam­bi­ni del­la scuo­la ele­mentare “A. Pro­vo­lo” di Verona, impeg­nati nel prog­et­to “Scuo­la di tifo” Volk­swa­gen e accom­pa­g­nati, per l’occasione, dall’insegnante Ele­na Pighi.“Scuola di tifo” è un prog­et­to didat­ti­co pro­mosso da Volk­swa­gen nelle scuole ital­iane che ha come obi­et­ti­vo l’educazione alla com­pren­sione, all’accettazione e al rispet­to nell’ambito sporti­vo, met­ten­do in risalto i val­ori più sani, aut­en­ti­ci e costrut­tivi del gio­co del cal­cio e del tifo ad esso lega­to. Giun­to alla sua sec­on­da edi­zione, il prog­et­to è riv­olto alle clas­si quinte delle scuole pri­marie e, dall’anno sco­las­ti­co in cor­so, anche agli alun­ni di terza delle scuole secondarie.Forte del suc­ces­so ottenu­to in queste due edi­zioni, con oltre 23.100 isti­tu­ti coin­volti, “Scuo­la di tifo” si ricon­fer­ma per entram­bi gli ordi­ni di scuo­la anche per l’anno 2008–2009, dis­tinguen­dosi tra le prin­ci­pali inizia­tive Volk­swa­gen a sfon­do sociale.“Scuola di tifo” trae spun­to dal cal­cio per sot­to­lin­eare i val­ori pos­i­tivi del­lo sport in gen­erale, il loro poten­ziale educa­ti­vo e la loro capac­ità di con­tribuire al pro­gres­so civile. Di qui la scelta di affi­an­care al prog­et­to anche altre dis­ci­pline sportive e i loro rap­p­re­sen­tan­ti, atleti a cui è affida­to il com­pi­to di dimostrare, attra­ver­so il rac­con­to del­la pro­pria espe­rien­za di vita, umana e pro­fes­sion­ale, in che modo i val­ori pos­i­tivi mes­si in evi­den­za da “Scuo­la di tifo” si pos­sano appli­care anche ad altri ambiti sportivi.Il grande impeg­no e la costan­za dimostrati nel cor­so di tut­ta l’attività ago­nis­ti­ca, la car­ri­era inizia­ta pre­co­ce­mente e il ruo­lo cen­trale svolto dal­la famiglia in questo per­cor­so ren­dono Mas­si­m­il­iano Rosoli­no un tes­ti­mo­ni­al ide­ale di “Scuo­la di tifo”, nonché un inter­locu­tore par­ti­co­lar­mente sti­molante per un pub­bli­co di giovanissimi.Detto “Il cagnac­cio”, sopran­nome da lui ama­to per­ché descrive a pieno la sua indole, tenace ma mai aggres­si­va, l’atleta si rac­con­ta così: “A 6 anni è arriva­to il pri­mo cor­so di nuo­to. Si può dire che da allo­ra, con lavoro, entu­si­as­mo e sac­ri­fi­cio, non ho mai smes­so di impeg­n­ar­mi per miglio­rare. Ho impara­to fin da subito che, sebbene fos­si fisi­ca­mente dota­to, la dedi­zione era quel­lo che più con­ta­va per il rag­giung­i­men­to del risul­ta­to e io, già da allo­ra, non ama­vo arrivare sec­on­do”. Del­la sua famiglia dice: “Mi ha dato l’opportunità di diventare un cam­pi­one e mi è sta­ta accan­to sem­pre con­div­i­den­do con me tut­ti i momen­ti del­la mia car­ri­era: i più bel­li e i più difficili”.