Il vino tipico conquista nuovi estimatori

Matrimonio di sapori: bene spiedo-Groppello

07/09/2003 in Enogastronomia
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo

In questi giorni di fiera il con­nu­bio di sapori sta pre­mian­do l’accoppiata spiedo-Grop­pel­lo. Stan­no lavo­ran­do a pieno regime i pun­ti di ris­toro che accol­go­no i tan­tis­si­mi vis­i­ta­tori cer­can­do di ridurre l’attesa. Del Grop­pel­lo se ne riconoscono tre biotipi di pre­gio: Gen­tile, Mocasi­na e San­to Ste­fano. È il più tipi­co del­la zona, un rosso del­i­ca­to e di pronta beva, spezi­a­to con note frut­tate, vel­lu­ta­to e piacev­ole, che si accom­pa­gna a pri­mi sapor­i­ti, a piat­ti di carne di tut­ti i tipi e a for­mag­gi di media sta­gion­atu­ra. Sceglien­do i vigneti migliori, e tal­vol­ta a segui­to di atten­ta cer­ni­ta delle uve, dopo un invec­chi­a­men­to di almeno due anni si ottiene il “Ris­er­va”, prodot­to più ric­co, inten­sa­mente spezi­a­to, cor­poso, di otti­mo spes­sore gus­ta­ti­vo, sem­pre molto avvol­gente ma dal­la tan­nic­ità mor­bi­da, adat­to al medio invec­chi­a­men­to, da abbina­re a piat­ti sapor­i­ti di carni rosse, al tipi­co spiedo bres­ciano, a molti sec­on­di del­la cuci­na regionale lom­bar­da. Con lo spiedo, il Grop­pel­lo for­ma un sodal­izio che è cul­tur­ale pri­ma anco­ra che gas­tro­nom­i­co. Per­chè l’uno e l’al­tro, il vino e il cibo, han­no in sè un’im­pronta di rus­tic­ità inusuale. In Valte­n­e­si la pro­duzione di Grop­pel­lo ha rese supe­ri­ori ai 200 quin­tali per ettaro (ma è nec­es­sario ridurle, in modo da esaltare la qual­ità). Da accu­rate indagi­ni, si è appu­ra­to che il biotipo “Mocasi­na” e il “San­to Ste­fano” sono iden­ti­ci, carat­ter­iz­za­ti dal fat­to di avere una peluria fari­nosa all’apice del ger­moglio, quin­di conosciu­ti come il “Maol del mulin­er”. Poi c’è il “Gen­tile”, con un grap­po­lo più pic­co­lo rispet­to al “Grop­pel­lone”, che invece si fa apprez­zare dal pun­to di vista del­la vinifi­cazione. L’occasione del­la Fiera di Pueg­na­go è propizia per assag­gia­re il Grop­pel­lo e per testare, qualo­ra non si sia già ass­apo­ra­ta ques­ta avven­tu­ra nel mon­do del gus­to locale, l’accoppiata con una pre­sa di spiedo cuci­na­to come coman­da il dio del­la buona cucina.

Parole chiave: