Il vicesindaco teme che dietro la boutade ci sia la volontà di non risolvere i veri problemi

Matteotti: «La ferrovia tra Riva e Rovereto è pura utopia»

15/05/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

«L’idea di risol­vere il prob­le­ma del col­lega­men­to viario tra bas­so Sar­ca e Val­la­ga­ri­na cre­an­do una lin­ea fer­roviaria — ave­va affer­ma­to, giorni fa, il sin­da­co di Rovere­to Rober­to Maf­fei — è sta­ta accol­ta in maniera fred­di­na dagli ammin­is­tra­tori rivani». Maf­fei era sta­to fin trop­po ottimista. «È pura utopia» taglia cor­to il vicesin­da­co di Riva, Pietro Mat­teot­ti, espri­men­do addirit­tura il tim­o­re che quest’idea pos­sa nuo­cere al grande dibat­ti­to di questi mesi: tun­nel lun­go o tun­nel cor­to? «Mi auguro — spie­ga Mat­teot­ti — che non sia sta­ta lan­ci­a­ta con l’in­ten­to di non decidere, di rin­viare alle cal­ende greche, di allon­tanare la vera soluzione del prob­le­ma, vale a dire il tun­nel lun­go. Mag­a­ri cer­can­do di stornare i sol­di pre­visti nel piano stra­or­di­nario di del­la Provin­cia. In poche parole, se questo sig­nifi­ca “opzione zero” (tun­nel cor­to o non se ne fa nul­la ndr), si sap­pia che la comu­nità del­l’al­to Gar­da rifi­u­ta sim­ili giochi e chiede alla Provin­cia il rispet­to dei tem­pi pre­visti dal­la Nor­ma­ti­va per lo stu­dio d’Im­pat­to Ambi­en­tale, già deposi­ta­to, e di ten­er con­to del parere dei Sin­daci e dei Con­sigli comu­nali che si sono espres­si a favore del tun­nel lun­go». Al di là degli aspet­ti legati a scelte pret­ta­mente politiche, Mat­teot­ti è cat­e­gori­co anche su aspet­ti tec­ni­ci ed eco­nomi­ci. «Una infra­strut­tura sim­i­le sarebbe eco­nomi­ca­mente val­i­da — spie­ga -, e non il soli­to poz­zo sen­za fon­do che regali alla future gen­er­azioni deb­iti su deb­iti, se servisse un baci­no d’uten­za di almeno 300 mila per­sone. Un baci­no che in realtà non esiste nem­meno fra Tren­to e Rovere­to». E poi ci sono i costi. «L’oro­grafia del nos­tro ter­reri­to­rio, con dis­liv­el­li e pen­den­ze, il biotopo, la creazione di stazioni, gal­lerie, viadot­ti, elet­tri­fi­cazione, pon­ti e sbarre a liv­el­lo ren­dereb­bero l’opera davvero faraon­i­ca, con spese inim­mag­in­abili». Può bastare, no? Nem­meno per sog­no. «Il sis­tema, poi, — pros­egue il vicesin­da­co — sarebbe poco flessibile, lim­i­ta­to a pen­dolari e poco adat­to ai tur­isti, costret­ti a traslo­care più volte i bagagli, che spes­so sono tav­ole da surf e bici. E una vol­ta giun­ti in “Busa”, cosa fareb­bero sen­za l’au­to, las­ci­a­ta in un depos­i­to a Rovere­to? E per il trasporto delle mer­ci? Servireb­bero stazioni inter­modali per lo smis­ta­men­to e la movi­men­tazione di con­tain­er e tir. Non fun­ziona. L’ac­cor­do con Rovere­to — con­clude — prevede il sosteg­no per un col­lega­men­to veico­lare veloce e sicuro con Riva. La met­ro­pol­i­tana di super­fi­cie non può essere alter­na­ti­va a questo».