La Provincia punta sulla formazione dei volontari. Campedelli: «Professionalità per aiutare».
Oltre 44mila euro per i corsi di specializzazione e un’esercitazione

Maxi piano anti-emergenza

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Piano di for­mazione «mas­s­ic­cio» per la . La Provin­cia di Verona vi investe 44 mila e 900 euro. Dieci tipi di cor­si pro­gram­mati, per for­mare oltre 400 volon­tari, sui cir­ca 1200, già spe­cial­iz­za­ti su altri fron­ti. I pri­mi allievi si cimenter­an­no entro la fine del mese in due cor­si cru­ciali: inter­ven­to in caso di dis­as­tro aereo e nelle emer­gen­ze chim­i­co-indus­tri­ali. Ci saran­no inoltre quat­tro inedi­ti cicli di lezioni sul­la «psi­colo­gia dell’emergenza». Quest’anno per la pri­ma vol­ta con­tribuisce con una com­parte­ci­pazione su due cor­si anche il Cen­tro servizi volon­tari­a­to (Csv) di Verona.L’annuncio arri­va dall’assessore provin­ciale Lucio Campedel­li: «È impor­tan­tis­si­mo dis­porre di per­son­ale capace di muover­si in caso di calamità», dice, ricor­dan­do come in autun­no ci sarà, tra Bal­do e Lessinia, l’impegnativa eserci­tazione «Sis­ma 2007». Alcu­ni cor­si partono a giug­no, gli altri dopo la pausa esti­va per garan­tire un mag­giore numero di parte­ci­pan­ti. «Oltre a quel­li di base ve ne sono di assai spe­cial­is­ti­ci, indis­pens­abili per avere volon­tari pron­ti a offrire inter­ven­ti pro­fes­sion­ali nei casi di inquina­men­to chim­i­co-indus­tri­ale e idropota­bile (falde o sver­sa­men­ti)», fa sapere Campedel­li, ricor­dan­do due recen­ti prob­le­mi del genere avvenu­ti a Tor­ri e in Valpo­li­cel­la: «Cir­ca un mese fa è sta­to richiesto il sup­por­to del­la pro­tezione civile per uno sver­sa­men­to di idro­car­buri nel Gar­da e una perdi­ta di gaso­lio da una cis­ter­na in Valpo­li­cel­la». «In questi frangen­ti — spie­ga — si deve usare mate­ri­ale dis­in­quinante, dilu­en­ti assor­ben­ti e sol­ven­ti, e si devono avere conoscen­ze speci­fiche per affi­an­care, come è sta­to in questi casi, i vig­ili del fuo­co, il cor­so è per 26 unità».A far lievitare a qua­si 50 mila euro l’investimento è la speci­ficità di alcu­ni cor­si: «Non è pre­vista solo una fase teor­i­ca ma anche prat­i­ca e si dis­tribuiran­no kit cos­tosi, come per il cor­so sul­la mes­sag­ge­ria d’emergenza, che inseg­n­erà a una venti­na di volon­tari come uti­liz­zare Sms per comu­ni­care nel modo più tem­pes­ti­vo nelle calamità».Spicca il cor­so orga­niz­za­to con l’aeroporto di Vil­lafran­ca: «Coin­vol­gerà una trenti­na di volon­tari di vari grup­pi e lo si fa subito per­ché si deve essere pron­ti e in lin­ea con gli ind­i­rizzi del Dipar­ti­men­to di pro­tezione civile nazionale», pre­cisa Campedel­li. Sem­pre a giorni scat­terà la spe­cial­iz­zazione «ris­chio chim­i­co-indus­tri­ale», per una trenti­na di volon­tari. «Nel Veronese oper­a­no una venti­na di ditte a ris­chio ril­e­vante per lavo­razione o depos­i­to di sostanze chimiche o pro­duzione di esplo­sivi. Chieder­e­mo la loro col­lab­o­razione cos­ic­ché il nos­tro per­son­ale pren­da famil­iar­ità con tali realtà e conosca il piano di sicurez­za ester­no alle aziende per con­tribuire adeguata­mente al cor­done di sicurez­za e all’evacuazione. Si ter­rà con­to anche del ris­chio inquina­men­to lega­to al trasporto su strada».Poi la novità di quat­tro cor­si di «psi­colo­gia dell’emergenza» per svilup­pare e garan­tire l’autocontrollo in situ­azioni di stress da soc­cor­so nell’emergenza. «Saper gestire se stes­si è fon­da­men­tale per essere di reale sup­por­to a chi è col­pi­to dal­la calamità». Campedel­li pas­sa così all’esercitazione di pun­ta: «In autun­no ci sarà Sis­ma 2007, una pro­va teori­co-prat­i­ca d’intervento su sce­nario di ter­re­mo­to nelle nos­tre zone mon­tane, Bal­do e Lessinia ori­en­tale, dove a breve inizier­e­mo le ric­og­nizioni, cioè l’individuazione degli sce­nari di ris­chio. Preve­di­amo di atti­vare almeno 300 volontari».E con­clude: «La for­mazione è una costante da cui non si può pre­scindere ed è anche una delle fun­zioni prin­ci­pali che la Provin­cia ha su del­e­ga del­la Regione. Chi veste la divisa del­la pro­tezione civile deve aver fre­quen­ta­to il cor­so base e svolto un peri­o­do di affi­an­ca­men­to pri­ma di pas­sare all’azione a alle spe­cial­iz­zazioni: pro­fes­sion­al­ità per fare del bene sen­za fare e far­si male». Per­ciò i volon­tari saran­no anche adde­strati ad usare fuoristra­da e attrez­za­ture come ver­ri­cel­li e motopompe. Infine, un cor­so di «sal­va­men­to in acqua», per una ventin a di per­sone.

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