Grazie all’interessamento del sottosegretario Molgora è stato assegnato al lago di Garda. Sequestrato agli scafisti albanesi è attrezzato come un’ambulanza

Maxigommone per la Croce rossa

Di Luca Delpozzo

È una sto­ria che fa riflet­tere, in un mon­do come il nos­tro, con tan­ti tragi­ci momen­ti da rac­con­tare, quel­la ma è una sto­ria che dà sper­an­za. Il 7 giug­no 2003, nelle acque del canale d’Otranto, veni­va fer­ma­ta dal­la squadra oper­a­ti­va navale del­la Guardia di Finan­za di Taran­to un gom­mone d’altura, usato da scafisti albane­si sen­za scrupoli, per il trasporto ille­gale di dro­ga, armi e per­sone. Quel­lo stes­so mez­zo, che altri­men­ti sarebbe sta­to dis­trut­to è sta­to richiesto dal Comi­ta­to Provin­ciale di Bres­cia del­la per poter­lo uti­liz­zare come mez­zo di soc­cor­so sulle acque del Lago di Gar­da, troppe volte teatro funesto di inci­den­ti e mor­ti, che spes­so si potreb­bero evitare con un mez­zo di soc­cor­so san­i­tario adegua­to. Gra­zie al deter­mi­na­to inter­ven­to del par­la­mentare , sot­toseg­re­tario al Min­is­tero dell’Economia e delle Finanze, quel mez­zo è sta­to asseg­na­to dal­la Procu­ra del­la Repub­bli­ca di Lec­ce, alla Croce Rossa del­la provin­cia di Bres­cia. Dopo un viag­gio di più di 1000 km, in uno sce­nario ben lon­tano da quei litorali, il gom­mone è giun­to nel Bres­ciano. Mol­go­ra ha volu­to con forza ques­ta asseg­nazione, con­fi­dan­do nelle capac­ità orga­niz­za­tive, sociali e di soc­cor­so del­la Cri. Il mez­zo, molto potente e veloce, può aiutare a venire a capo di alcune prob­lem­atiche del Lago di Gar­da, dove il soc­cor­so san­i­tario man­ca­va di un mez­zo dalle prestazioni adeguate per un rapi­do e tem­pes­ti­vo soc­cor­so. Il gom­mone ver­rà allesti­to con una strut­tura per il trasporto di un paziente, di dotazioni san­i­tarie parag­o­nabili a quelle delle ambu­lanze che svol­go­no l’attività di soc­cor­so su stra­da e di equipag­gia­men­ti elet­tron­i­ci, radar, Gps con car­tografia del Gar­da, radio marine e per comu­ni­cazioni con il 118, attrez­za­ture per gli oper­a­tori poli­valen­ti di sal­vatag­gio in acqua del­la Croce rossa (squadra di soc­cor­so d’elìte del­la Cri del­la provin­cia di Bres­cia: Opsa). Alla fine dunque si può affer­mare che un mez­zo così mala­mente uti­liz­za­to nel pas­sato potrà essere stru­men­to di sper­an­za per tut­ti col­oro che neces­sit­er­an­no di inter­ven­ti di emer­gen­za e di soc­cor­so par­ti­co­lar­mente rapi­di nelle acque, tal­vol­ta insidiose, del Benaco.