Nel bicentenario della nascita. Ieri lo scoprimento di un busto nella torre di S. Martino

Mazzini: finalmente un posto tra i grandi

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Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

Da oggi Giuseppe Mazz­i­ni occu­pa il pos­to che gli spet­ta da sem­pre: tra i gran­di padri del­la Patria insieme a Cavour, Vit­to­rio Emanuele e Garibal­di». Con queste parole, il pres­i­dente del­la Soci­età San Mar­ti­no e Solferi­no, Faus­to Fon­dri­eschi, ha aper­to ieri le cel­e­brazioni del bicen­te­nario del­la nasci­ta del grande repub­bli­cano risorg­i­men­tale ospi­tate nel com­p­lesso mon­u­men­tale di San Mar­ti­no del­la Battaglia, a Desen­zano. Cel­e­brazioni che han­no vis­to lo sco­pri­men­to del bus­to bronzeo del patri­o­ta gen­ovese al piano ter­ra del­la torre. Il bus­to, dona­to dall’amministrazione comu­nale di Desen­zano, è opera del­lo scul­tore berga­m­as­co Per Anto­nio Cav­agna. E l’iniziativa è sta­ta orga­niz­za­ta dal­lo stes­so Comune, dalle asso­ci­azioni d’arma e dal­la Soci­età che si occu­pa del e dei luoghi legati alla battaglia.«Nel bicen­te­nario del­la nasci­ta, anche la Soci­età Solferi­no e San Mar­ti­no vuole deg­na­mente ricor­dare questo grande ital­iano — ha aggiun­to Fon­dri­eschi -, e lo vuole fare rie­vo­can­done la figu­ra e l’opera, ma soprat­tut­to sot­to­lin­e­an­do l’importante ruo­lo che riveste nel­la sto­ria patria, e la perenne attual­ità del suo pen­siero e del suo inseg­na­men­to. L’Italia che nasce­va a San Mar­ti­no era il risul­ta­to del­la buro­crazia, e non cor­rispon­de­va al sog­no di Mazz­i­ni. Ma non si sarebbe cos­ti­tui­ta sen­za i val­ori e gli ide­ali perse­gui­ti dal patri­o­ta gen­ovese. Il gesto di oggi vuole essere un atto ripara­to­rio ver­so un grande ital­iano». «Non è un caso che il bicen­te­nario del­la nasci­ta di Mazz­i­ni ven­ga ricorda­to pro­prio nel giorno del­la fes­ta delle forze armate e dell’Unità d’Italia — ha con­tin­u­a­to il sin­da­co di Desen­zano Fioren­zo Pien­az­za -. Il nos­tro impeg­no deve essere quel­lo di real­iz­zare e man­tenere vivi gli ide­ali per i quali tante per­sone han­no dato la pro­pria vita. In una soci­età come la nos­tra appare anco­ra più sig­ni­fica­ti­va l’azione di quan­ti ded­i­cano risorse, energie e intel­li­gen­za alla rif­les­sione su fat­ti ed even­ti carichi di preg­nan­za sim­bol­i­ca, oltre che di valen­za conc­re­ta». La gior­na­ta, inizia­ta con una mes­sa nel­la chieset­ta dell’ossario e con­tin­u­a­ta con gli inter­ven­ti delle autorità, tra le quali anche il sin­da­co di Solferi­no Maria Orazia Mascagna, ha avu­to come momen­to cen­trale pro­prio l’inaugurazione del bus­to di Mazz­i­ni all’interno del­la torre. Le cel­e­brazioni sono poi con­tin­u­ate con i dis­cor­si del pres­i­dente emer­i­to del­la Soci­età San Mar­ti­no e Solferi­no, Marziano Brig­no­li, del docente di Sto­ria delle dot­trine politiche dell’ di Pavia Arturo Colom­bo, e del rap­p­re­sen­tante dell’associazione com­bat­ten­ti di Desen­zano, Alber­to Rigoli. Al ter­mine sono state con­seg­nate le copie del pri­mo bol­let­ti­no del­la Soci­età, ded­i­ca­to pro­prio alla cel­e­brazione del due­cen­tes­i­mo anniver­sario del­la nasci­ta di Giuseppe Mazzini.

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