La pittrice arilicense ha ricevuto la medaglia d’oro al trofeo di Roma

Medusa aurea per Renata Zoppè

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Di Luca Delpozzo
(s.b.)

Ennes­i­ma e mer­i­ta­ta sod­dis­fazione per il mon­do dell’arte veronese ed aril­i­cense: la pit­trice Rena­ta Zop­pè, orig­i­nar­ia di Far­ra d’Alpago, nel bel­lunese, e res­i­dente da anni a Peschiera del Gar­da, è sta­ta pre­mi­a­ta dall’Accademia inter­nazionale d’arte mod­er­na di Roma nell’ambito del venti­noves­i­mo tro­feo Medusa aurea per le arti fig­u­ra­tive. In gara c’erano le opere di 117 artisti. Ital­iani, rus­si, svizzeri, israeliani, brasil­iani, polac­chi, ucrai­ni, spag­no­li, francesi,austriaci, argen­ti­ni, olan­desi, tedeschi ed urugua­iani. Rena­ta Zop­pè ha vin­to la medaglia d’oro al mer­i­to alla car­ri­era nel­la sezione nazionale del­la classe di pit­tura. Zop­pè, dap­pri­ma auto­di­dat­ta, ha in segui­to fre­quen­ta­to la scuo­la d’ arte dell’Accademia Buonar­roti di Verona e dagli inzi degli anni Ottan­ta ha pre­so parte a numerose rasseg­ne per­son­ali e col­let­tive in Italia che all’estero. Ha riscos­so un otti­mo suc­ces­so di crit­i­ca e pub­bli­co. La pit­trice alpago­ta ha espos­to a New York, Mel­bourne, Mal­ta, Mon­te­car­lo e Lon­dra. Sue opere sono esposte nel­la sede munic­i­pale di Puos d’Alpago, nel­la comu­nale di Far­ra d’Alpago e in collezioni ital­iane, brasil­iane, tedesche, france­si e svizzere. Ha anche scrit­to un libro auto­bi­ografi­co dal tito­lo Stri­cole de vita. «Attra­ver­so la mia pit­tura emerge pre­po­ten­te­mente la voce dei ricor­di», spie­ga l’artista, «che tal­vol­ta pos­sono essere tristi o par­ti­co­lar­mente for­ti. Sono pro­prio i ricor­di del­la mia vita a dar­mi l’impulso per pot­er fis­sare sul­la tela le immag­i­ni più sig­ni­fica­tive di un episo­dio che mi ha tur­ba­ta o col­pi­ta. Con l’arte riesco a scari­care i sen­ti­men­ti neg­a­tivi o ver­so i pro­tag­o­nisti di questo even­to». A Roma Rena­ta Zop­pè ha espos­to un’opera del tut­to nuo­va: rac­con­ta l’atteggiamento tipi­co ed abit­uale di un par­ente cui è laga­ta da par­ti­co­lare affet­to. Pro­prio per ques­ta tipic­ità espres­si­va del per­son­ag­gio, dei col­ori, degli atteggia­men­ti, la comms­sione è rimas­ta par­ti­co­lar­mente col­pi­ta asseg­nan­do all’artista la medaglia d’oro.

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