La mediazione civile, quale istituto di supporto all’attività giudiziaria, è diventata formalmente obbligatoria. A Lonato un'agenzia di esperti.

Meglio dialogare che litigare

22/10/2013 in Attualità
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Di Francesca Gardenato

Meglio dialog­a­re che lit­i­gare. Fuori da ogni dub­bio, è molto meglio trovare una soluzione con­di­visa dai lit­i­gan­ti, così da non far­si il sangue amaro e rischiare di restare in bal­lo per anni spenden­do un sac­co di sol­di nelle vie legali. Ma quan­do si trat­ta di ques­tioni ‘bol­len­ti’, come l’eredità, le con­tro­ver­sie com­mer­ciali o i prob­le­mi di vic­i­na­to, met­ter­si d’accordo sem­bra impos­si­bile. Per uscire pri­ma e con minori costi da una con­tro­ver­sia, il cit­tadi­no, l’azienda o l’ente pub­bli­co oggi può intrapren­dere la stra­da del­la “con­cil­i­azione”, con tem­pi e costi cer­ti.

Dal 21 set­tem­bre scor­so, la medi­azione civile, quale isti­tu­to di sup­por­to all’attività giudiziaria, è diven­ta­ta for­mal­mente obbli­ga­to­ria. C’era anche pri­ma la medi­azione come stru­men­to final­iz­za­to alla con­cil­i­azione, ma in Italia era poco usa­ta, poco conosci­u­ta e incor­ag­gia­ta, e di fat­to mai appli­ca­ta. Diver­sa­mente da altri Pae­si europei, dove da anni è dif­fusa e uti­liz­za­ta, pro­prio per evitare di finire in tri­bunale.

Quest’anno, la legge n. 98 del 9 agos­to 2013, ha rein­trodot­to la medi­azione come isti­tu­to obbli­ga­to­rio: una val­i­da alter­na­ti­va “low cost” alla più cos­tosa e pro­l­un­ga­ta via giudiziaria… basti pen­sare che i tem­pi di una causa civile, in Italia, sono medi­a­mente di 1250 giorni (qua­si tre anni e mez­zo!) con­tro i 200 europei.

Medi­azione, quan­do e per­ché

Chiari­amo meglio di cosa par­liamo: si può ricor­rere alla medi­azione quan­do c’è un con­flit­to, cioè quan­do due par­ti non riescono a met­ter­si d’accordo su qual­cosa. In Europa e nel mon­do, spie­ga il pro­fes­sor Mar­cel­lo Pieri­ni, docente di dirit­to e tito­lare di vari cor­si alle Uni­ver­sità di Pesaro e Urbino e pres­so l’Unione Euro­pea, «si fa da tem­po uso ed è sem­pre più dif­fusa la medi­azione per pre­venire o risol­vere con­flit­ti di diver­sa natu­ra. Per le stesse ragioni, il leg­is­la­tore nazionale ha pre­vis­to che da set­tem­bre tale isti­tu­to sia obbli­ga­to­rio anche nel nos­tro Paese, per snel­lire le pratiche giudiziarie nelle più comu­ni e impor­tan­ti con­tro­ver­sie civili, com­mer­ciali e inter­nazion­ali. Questo, per noi ital­iani, richiede un cam­bio di cul­tura».

Meglio sforzarsi di trovare una soluzione con­di­visa, che essere sof­fo­cati da un’onerosa battaglia di prin­cipi. La medi­azione è obbli­ga­to­ria, e con­dizione di pro­ced­i­bil­ità pri­ma di ricor­rere al Tri­bunale, in più materie: suc­ces­sioni e divi­sioni ered­i­tarie e dirit­ti reali (pro­pri­età, usufrut­to, super­fi­cie…), con­trat­ti assi­cu­ra­tivi e finanziari, ques­tioni con­do­miniali, pat­ti di famiglia, respon­s­abil­ità med­ica e san­i­taria, locazione comoda­to e affit­to di aziende, medi­azioni ban­car­ie, diffamazione a mez­zo stam­pa e pub­blic­ità, oltre alle medi­azioni inter­nazion­ali e in ambito famil­iare. E pre­cisa Gian­fran­co Tripo­di, avvo­ca­to di “Con­cil­ia Con­suma­tori”, con sede a Lona­to del Gar­da: «La nos­tra com­pe­ten­za ter­ri­to­ri­ale si estende a quel­la del cir­con­dario del Tri­bunale di Bres­cia: in buona sostan­za può servire tut­ta la Provin­cia bres­ciana, con van­tag­gio per i cit­ta­di­ni, i pro­fes­sion­isti, le imp­rese e gli enti locali».

Cosa fare, quan­do c’è un con­flit­to?

Quan­do c’è un con­flit­to, pros­egue l’avvocato Tripo­di, «pri­ma di avviare una causa civile, il cit­tadi­no, l’impresa o l’ente pub­bli­co deve, pena l’improcedibilità, per­cor­rere il ten­ta­ti­vo di con­cil­i­azione. Quin­di, il ver­bale di con­cil­i­azione, sot­to­scrit­to dalle par­ti e dai loro avvo­cati, diven­ta tito­lo esec­u­ti­vo. In caso non si arrivi a una soluzione che met­ta d’accordo entrambe le par­ti, la medi­azione può trovare ris­volto giudiziario anche in tri­bunale, e il giu­dice dovrà ten­erne con­to».

Questo ten­ta­ti­vo, dice­va­mo, serve per dare al cit­tadi­no un servizio più rapi­do e per snel­lire il com­p­lesso iter giudiziario ital­iano. «Si svolge davan­ti a un organ­is­mo di medi­azione ter­ri­to­ri­ale com­pe­tente – con­tin­ua Tripo­di – vale a dire un ente accred­i­ta­to pres­so il Min­is­tero del­la Gius­tizia, che assi­curi alle par­ti pro­fes­sion­al­ità, indipen­den­za e terzi­età».

In sostan­za, i medi­a­tori sono avvo­cati con espe­rien­za nel cam­po. In caso di con­flit­to, il cit­tadi­no va dall’avvocato e doman­da la con­cil­i­azione. La quale si dovrà con­clud­ere entro tre mesi con una soluzione (non un giudizio), dunque con tem­pi e costi cer­ti.

Bene, quan­to si paga per questo? I costi van­no dei 48 euro più iva, per l’apertura del­la prat­i­ca, al cos­to del servizio, in base al val­ore del­la lite. «C’è un tar­if­fario che si appli­ca se la medi­azione va a buon fine: si pos­sono spendere da cen­to euro fino a 5mila euro, a sec­on­da dei casi e delle materie», infor­ma l’avvocato Tripo­di. «È allo stu­dio una con­ven­zione tra il Comune di Lona­to e Con­cil­ia Con­suma­tori per offrire il servizio ai cit­ta­di­ni, a prezzi calmierati, aiu­tan­doli nelle con­tro­ver­sie», infor­ma l’asses­sore ai di Lona­to Ettore Pran­di­ni.

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