Il bilancio dell’attività di Protezione civile svolta dai volontari della sezione della «Monte Suello». E’ cresciuta l’efficienza delle squadre d’intervento degli alpini

Meno incendi, grazie all’Ana

08/04/2007 in Attualità
A Affi
Di Luca Delpozzo
Buno Festa

Nel­la relazione invi­a­ta a tut­ti i grup­pi, Romano Mic­coli, il respon­s­abile del­la del­la sezione «Monte Suel­lo», che rag­grup­pa gli del Gar­da bres­ciano e del­la Valle Sab­bia, ha fat­to il pun­to sull’attività svol­ta e i pro­gram­mi futuri. «Negli ulti­mi tre anni — spie­ga Mic­coli — l’intensità degli incen­di sul nos­tro ter­ri­to­rio è par­ti­co­lar­mente dimi­nui­ta. Le cose sono andare bene gra­zie anche all’efficiente coor­di­na­men­to delle due Comu­nità mon­tane, gra­zie alla costante pre­sen­za delle squadre di Alpi­ni e alla loro capac­ità, riconosci­u­ta dall’Ana nazionale e dal­la , che ci ha affida­to l’organizzazione di due eserci­tazioni gen­er­ali e, con il nucleo di Limone, ci ha scel­to per una dimostrazione oper­a­ti­va ai del­e­gati di cinque nazioni del Mediter­ra­neo. Gra­zie ai con­tribu­ti del e del­la Fon­dazione del­la comu­nità bres­ciana, nel cor­so del 2006 l’antincendio boschi­vo ha potu­to incre­mentare i pro­pri mezzi, con due pick up (sep­pure usati) per Mag­a­sa e Gargnano, e con l’acquisizione di nuove pompe e di radio rice­trasmit­ten­ti. A liv­el­lo di inter­ven­ti diret­ti, le squadre comu­nali, a volte con il sup­por­to di esterni, han­no sem­pre lavo­ra­to con piena sod­dis­fazione dei sin­daci, con entu­si­as­mo e pro­fes­sion­al­ità. Meri­ta un par­ti­co­lare riconosci­men­to il grup­po di Prevalle». Questi i numeri dell’attività svol­ta. Quat­tro volon­tari sono state impeg­nati per 40 ore nell’assistenza alla rego­lar­iz­zazione degli immi­grati; 74 per la ricer­ca di per­sone che non ave­vano fat­to ritorno a casa, a Gargnano, Gaino di Toscolano Mader­no, San Michele di Gar­done Riv­iera ed entroter­ra di Salò, un paio di volte a Tig­nale, dietro richi­es­ta delle stazioni dei (390 ore in tut­to); 90 per le eserci­tazioni (ore 1.848); 191 per anti­ncen­dio e inter­ven­ti vari (ore 1.393). L’esercitazione di Pro­tezione civile ha richiam­a­to in Valle Sab­bia 1.482 alpi­ni prove­ni­en­ti dall’intera Lom­bar­dia e dall’Emilia Romagna (226 del­la «Monte Suel­lo», per 1.755 ore), l’ospedale da cam­po dell’Ana, una serie di orga­niz­zazioni di sup­por­to: han­no oper­a­to su 32 cantieri, ripar­ti­ti tra 22 Comu­ni. I grup­pi han­no pure svolto eserci­tazioni interne, che han­no coin­volto 422 soci, per 3.862 ore. In totale le ore lavo­rate sono state 9.288. Ben 1.007 i parte­ci­pan­ti. «Col­go l’occasione per ringraziare del­la col­lab­o­razione Giampao­lo Girar­di, Lica Cavaz­za, Ciso Man­zana, Gian­fran­co Mac­carinel­li, Mario Mas­sari, Vin­cen­zo Ondei, i «gio­van­ot­ti» Cec­co Maioli e Pep­pino Goset­ti — sot­to­lin­ea Mic­coli -. Per quan­to riguar­da il futuro, la Pro­tezione civile si sta evol­ven­do. C’è sem­pre mag­giore atten­zione da parte dei vari enti pub­bli­ci che, a volte con ecces­si­vo pro­tag­o­nis­mo e, nat­u­ral­mente, con mag­giori disponi­bil­ità eco­nomiche, sono sem­pre più pre­sen­ti, lim­i­tan­do la nos­tra oper­a­tiv­ità, almeno a liv­el­lo quan­ti­ta­ti­vo. Avre­mo anco­ra spazi di inter­ven­to, ma dovre­mo trovare forme di col­lab­o­razione con appo­site con­ven­zioni (vedi Regione e Provin­cia). Bisogn­erà inoltre unir­si alle altre sezioni Ana bres­ciane, per sfruttare al meglio sin­ergie e risorse. Con­ver­rà inoltre strut­turar­si su squadre non numerose, ma agili e preparate, cosa che sti­amo facen­do. Ciò com­porterà un ridi­men­sion­a­men­to a liv­el­lo di volon­tari, dan­do spazio a quan­ti han­no sem­pre dimostra­to affid­abil­ità». «Nonos­tante la sop­pres­sione del­la leva mil­itare — ricor­da Fabio Pasi­ni, pres­i­dente del­la Monte Suel­lo — il numero dei nos­tri soci non diminuisce (sono qua­si cinquemi­la, ndr). I «vèci» han­no inseg­na­to ai più gio­vani cosa vuol dire l’impegno nel­la soci­età civile di oggi, gra­zie alle più dis­parate inizia­tive: dal­la sol­i­da­ri­età alla dife­sa del territorio».