L’iniziativa, abbinata alla festa dell’olio, è del Comune con Slow food e Ghiottoni. Ristoranti, trattorie e pizzerie partecipano alla rassegna di cucina

Menù quaresimali per tutti i gusti

08/03/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Quares­i­malia sig­nifi­ca «le cose del­la Quares­i­ma». Gas­tro­nomi­ca­mente par­lan­do, il ter­mine riman­da al «man­giar di magro»: il pesce e l’olio, i prodot­ti più tipi­ci del Gar­da, ne sono da sem­pre gli emble­mi. «Quares­i­malia» è anche il tito­lo dell’originale rasseg­na di cuci­na orga­niz­za­ta dal Comune di Tor­ri del Bena­co, in col­lab­o­razione con Slow Food del Gar­da Veronese e con l’associazione «I Ghiot­toni», per far da pro­l­o­go e da com­ple­men­to alla dec­i­ma edi­zione del­la fes­ta dell’olio. La rispos­ta del mon­do ris­tora­ti­vo tor­re­sano è sta­ta davvero con­sis­tente. Pochi si sono las­ciati sfug­gire l’occasione di parte­ci­pare all’iniziativa. Fino a lunedì 28 mar­zo saran­no ben nove i ris­toran­ti, le trat­to­rie e le pizzerie del ter­ri­to­rio tor­re­sano (Al Cav­al, Bell’Arrivo, Garde­sana, San Mar­co, Frade­ri­ana, Lon­crino, Stube Tor­re­sano, Alla Roton­da, Beren­gario) che pro­por­ran­no la loro inter­pre­tazione dei menù quares­i­mali, in abbina­men­to ai vini (rig­orosa­mente bianchi: Lugana e Bian­co di Cus­toza) del­la riv­iera garde­sana. I menù e i prezzi sono i più diver­si, per rispon­dere alle esi­gen­ze di una fas­cia molto ampia di pub­bli­co. Si va dai 12 ai 60 euro. Ci sono inven­zioni di cuci­na cre­ati­va per i buongus­tai in cer­ca di emozioni, clas­si­ci del­la tradizione garde­sana per chi vuole avvic­inare i sapori riv­ieraschi, ma anche menù in stile pizze­ria adat­ti a una cena infor­male, mag­a­ri in com­pag­nia del­la famiglia. Qualche esem­pio? Presto det­to. I ris­tora­tori han­no deciso di pro­porre una car­rel­la­ta di piat­ti adat­ti a tut­ti i palati, da quel­li più esi­gen­ti, a quel­li alla ricer­ca dei piat­ti del­la cuci­na tradizionale. Nel com­par­to del­la tradizione pos­si­amo citare i bigoli con le sarde di lago o la clas­si­ca polen­ta e rén­ga all’olio, o anco­ra polen­ta e bac­calà. A metà stra­da fra tradizione e inno­vazione, si potran­no gustare piat­ti come gli gnoc­chi di pane con le àole, i bigoli alle olive con sardelle salate e fagi­oli­ni fini, la bruschet­ta alla tro­ta affu­mi­ca­ta sul let­to di car­ciofi, i tagli­oli­ni all’olio extravergine e gli sfi­lac­ci di per­si­co. Nel cam­po del­la cre­ativ­ità, i ris­tora­tori pro­por­ran­no, tra i numerosi e diver­si piat­ti, lo sfor­mati­no di ricotte con frut­ta e olio extravergine al miele, il lavarel­lo e le ver­dure cot­ti in pas­ta strudel con sal­sa alle olive tor­re­sane, oppure le fet­tuc­ce di gra­no e radic­chio all’uva pas­sa su vel­lu­ta­ta di for­mag­gi del e fior d’olivo. E in pizze­ria? Anche qui si potrà trovare qualche piat­to diver­so dal soli­to. Un esem­pio? La schi­ac­cia­ta all’olio extravergine o la mal­fat­ta alle olive. Sem­pli­ci, ma appetitose.

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