Il messaggio vero degli striscioni contro i Tir e contro i tentennamenti comunali «Pasina: i politici parlino francamente»

Messaggi sugli striscioni

01/07/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Rug­gero Morghen, bib­liote­cario rivano e autore di numerose pub­bli­cazioni, ha let­to in maniera orig­i­nale gli striscioni esposti alla Pasi­na dal­la gente esasper­a­ta per il tran­si­to dei camion e ancor di più dal ter­giver­sare del­l’am­min­is­trazione, che non ha anco­ra offer­to una soluzione decisa al prob­le­ma. Pro­prio su questi «ten­ten­na­men­ti» ragiona Morghen nel­la seguente lettera.«Gli abi­tan­ti del­la Pasi­na, esasperati da una che riten­gono penal­iz­zante, han­no dis­pos­to lun­go la stra­da, sui loro fon­di, striscioni: si trat­ta di un altro ten­ta­ti­vo per far sen­tire le loro ragioni, ma anche di una for­ma di comu­ni­cazione varia, sin­tet­i­ca e, indub­bi­a­mente, effi­cace. Il mes­sag­gio cen­trale è quel­lo ripetu­to: «Via i TIR», ma meri­ta seg­nalare anche gli altri con­tenu­ti rap­p­re­sen­tati negli striscioni. Come, ecco, la coscien­za di una spro­porzione, di una dis­par­ità di trat­ta­men­to tra cen­tro e per­ife­ria; la percezione di un’azione pub­bli­ca fun­zionale al con­sen­so elet­torale e quin­di ingius­ta­mente fram­men­ta­ta; la memo­ria di un’an­nosa caren­za d’in­ter­ven­ti in loco. C’è poi una nota, per così dire, meta­do­log­i­ca: il pri­ma­to che, rispet­to alla teo­ria, dev’essere accorda­to alla pras­si: non tan­to in sen­so marx­ista, ma piut­tosto come richi­amo al real­is­mo cris­tiano. Con­ta infat­ti chi, dei due fratel­li invi­tati a lavo­rare, scende infine «in cam­po». Nul­la, ben­in­te­so, a che vedere con Berlus­coni, chè anzi risul­ta pro­prio dei politi­ci dimen­ticar più spes­so l’in­vi­to riv­olto dal­l’an­ti­co Mae­stro ebraico: dover essere, il par­lare nos­tro, sem­plice e fran­co. Come chi, appun­to, soltan­to dica: «Si si, no no». Gli abi­tan­ti del­la Pasi­na, coi loro striscioni, c’in­seg­nan questo»..