Vescovo e Malossini verso l'accordo. Il Conventino alla Curia?

Messe non pagate: il compromesso è vicino

05/07/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

E’ pas­sato gius­to un anno da quan­do il vesco­vo mon­sign­or Lui­gi Bres­san, nel cor­so di un banchet­to a Cas­tel Tobli­no, porge­va al sin­da­co di Riva, Cesare Mal­ossi­ni, una let­te­ri­na des­ti­na­ta a sus­citare clam­ore negli ambi­en­ti munic­i­pali. La mis­si­va — come si ricorderà — con­tene­va la gar­ba­ta richi­es­ta di scu­cire alla Curia la non dis­prez­z­abile som­ma di 984 mil­ioni, a sal­do di 64.972 Messe che il Comune avrebbe dovu­to far cel­e­brare nel­la chiesa del­l’In­vi­o­la­ta dal 1964 al 2000. Messe che il Comune — a giudizio del Vesco­vo — «dove­va» ai bene­fat­tori del­la Chiesa per via di un anti­co con­trat­to stip­u­la­to tra Munic­i­pal­ità e Dio­ce­si allorchè, in segui­to alle sec­o­lar­iz­zazioni napoleoniche, l’In­vi­o­la­ta era pas­sa­ta dal clero al gov­er­no laico cit­tadi­no. Un «onere mis­sario» ono­ra­to appun­to fino al 1964 e non più oltre.Ad un anno di dis­tan­za dal­la richi­es­ta di mon­sign­or Bres­san, la ques­tione è anda­ta chiaren­dosi. Soprat­tut­to gra­zie ad una con­sulen­za che l’avvo­ca­to Rena­to Bal­lar­di­ni ha for­ni­to al sin­da­co. Dal­l’e­same del­la situ­azione fat­to dal legale, il vin­co­lo del Munici­pio alla cel­e­brazione delle Messe sarebbe molto più labile di quel­lo che la Curia ha las­ci­a­to inten­dere. Tolte le Messe cadute in pre­scrizione, ne restereb­bero al mas­si­mo 600, per una val­ore di nem­meno 10 mil­ioni. E non solo: l’onere resid­uo sarebbe facil­mente can­cella­bile, proce­den­do con apposi­ta istan­za al’Uf­fi­cio tavolare.Appurato questo — ed appu­ra­to invero che anche la Curia ha una posizione molto meno intran­si­gente di quan­to si potesse pen­sare — si pro­fi­la ora, in tem­pi bre­vi, un incon­tro tra il sin­da­co Mal­ossi­ni e il vesco­vo Bres­san. L’ap­pun­ta­men­to è sta­to abboz­za­to nel cor­so del­l’ul­ti­mo, qua­si casuale «incro­cio» tra le due autorità: saba­to scor­so nel­la chiesa di , quan­do Bres­san ha ordi­na­to prete padre Loris Floriani.Malossini e il vesco­vo si vedran­no quin­di ver­so fine luglio per chi­ud­ere una vol­ta per tutte, con un accor­do, l’an­nosa vicen­da delle Messe non cel­e­brate. Il com­pro­mes­so, come abbi­amo già ven­ti­la­to, dovrebbe pas­sare attra­ver­so la ces­sione alla Curia del­l’ex Con­venti­no del­l’In­vi­o­la­ta, che ormai da trop­pi anni se ne sta in sta­to di qua­si totale abban­dono. Il Comune vede di buon occhio il prog­et­to dioce­sano di farne un cen­tro di Stu­di eccle­si­as­ti­ci e si accon­tenterebbe del pri­mo piano per even­tu­ali scopi cul­tur­ali. L’af­fare insom­ma si può fare. Ma le Messe, a questo pun­to, c’en­tra­no poco. «Se la Curia ha i sol­di per ristrut­turare lo sta­bile — si dice in Comune — a noi sta bene di cedere l’im­mo­bile. Anche per­chè un uti­liz­zo trop­po «laico» sarebbe in con­trasto con l’at­mos­fera di preghiera e di rac­cogli­men­to che con­trad­dis­tingue tut­to il com­p­lesso set­te­cen­tesco dell’Inviolata».

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