Variante al piano regolatore per evitare il proliferare di mono o bilocali, spesso utilizzati come residenze di vacanza. Il consiglio è stato unanime: no a nuovi alloggi sotto i settanta metri quadrati

Messo un freno alle seconde case

27/10/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Elena Cerqui

Nell’ultima sedu­ta del con­siglio comu­nale di Maner­ba, svoltasi nei giorni scor­si, è sta­ta approva­ta all’unanimità una mod­i­fi­ca alle norme tec­niche d’attuazione del Piano rego­la­tore gen­erale per con­tenere lo svilup­po urban­is­ti­co di sec­onde case che è uno degli aspet­ti che ha carat­ter­iz­za­to l’intera Valte­n­e­si negli ulti­mi anni. Se per le zone del cen­tro stori­co la super­fi­cie utile per le unità abi­ta­tive res­ta invari­a­ta a che non pos­sa essere infe­ri­ore a 60 metri qua­drati; per le zone res­i­den­ziali di com­ple­ta­men­to e di nuo­va espan­sione men­tre fino a ieri per ogni sin­go­lo edi­fi­cio il 30% non pote­va avere una super­fi­cie utile infe­ri­ore a 65 metri qua­drati, e per il restante 70% non infe­ri­ore a 45 metri qua­drati, con la nuo­va vari­ante gli allog­gi di ogni sin­go­lo edi­fi­cio non potran­no essere infe­ri­ori a 70 metri qua­drati, una misura scelta dal­la mag­gio­ran­za per evitare la costruzione di mono e bilo­cali. Anche la mino­ran­za ha vota­to a favore del­la pro­pos­ta dichiaran­do per voce dal capogrup­po Ste­fano Mat­tiot­ti che: «È lode­v­ole portare avan­ti un cam­bi­a­men­to sig­ni­fica­ti­vo nel­lo svilup­po res­i­den­ziale di Maner­ba, ma vi sono dub­bi sul­la metratu­ra che è anco­ra pic­co­la per un’abitazione di tipo famil­iare. Pro­poni­amo di rac­cogliere i dati for­ni­ti dal mer­ca­to edilizio e por­tar­li in con­siglio per vedere che tipolo­gie di metra­ture vengano richi­este». Pro­pos­ta defini­ta inter­es­sante da parte del­la mag­gio­ran­za nel­la figu­ra del pres­i­dente del con­siglio il provved­i­men­to va assun­to subito per non las­cia­re le cose come sono, nel frat­tem­po por­ti­amo avan­ti un’indagine che pos­sa inter­es­sare un provved­i­men­to più con­cre­to. Ulte­ri­ori novità si sono riscon­trate con il pas­sag­gio del­la pro­pos­ta (con 10 voti a favore, la mag­gio­ran­za, e i 5 voti del­la mino­ran­za con­trari) d’adeguamento di statu­to del­la Mener­ba Servizi Tur­is­ti­ci che da soci­età mista, per il 95% comu­nale ed il 5% pro­pri­età del­la Pro Loco diver­rà a cap­i­tale intera­mente comu­nale. Avrà un con­siglio d’amministrazione com­pos­to da cinque a sette ele­men­ti scelti dal sin­da­co, che rimar­ran­no in car­i­ca tre anni. L’obbiezione soll­e­va­ta dal­la mino­ran­za riguar­da il fat­to che la Maner­ba Servizi oltre che a vedere amplia­to il cam­po di ges­tione, generan­do il caos con l’accavallarsi di com­pe­ten­ze con altre isti­tuzioni quali l’Unione dei Comu­ni e la Pro Loco che si occu­pano anch’essi di servizi tur­is­ti­ci, risul­terebbe con­trol­la­ta solo dal­la mag­gio­ran­za con­sil­iare. La pro­pos­ta dei con­siglieri di mino­ran­za è sta­ta quel­la di avere un loro rap­p­re­sen­tante nel Con­siglio d’amministrazione del­la soci­età, ed il sin­da­co Speziani, a cui spet­ta la deci­sione, val­uterà se e quan­ti espo­nen­ti di mino­ran­za inserire.

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