Tra pochi giorni la società prenderà in carico le utenze di Arco e Dro, acquistando un ramo d'azienda della Sigesa E la centrale elettrica sull'Adda è il simbolo di un futuro garantito

Metano: Ags sta allargando la «famiglia»

11/10/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Nel giorno del­l’uf­fi­cial­iz­zazione del­l’ac­quis­to di una cen­trale idroelet­tri­ca sul fiume Adda (di cui rife­ri­amo in pag­i­na di Econo­mia), l’Ags e il Comune, in una con­feren­za stam­pa, han­no anche fat­to il pun­to su una serie di strate­gie d’azien­da di cui andare «politi­ca­mente fieri».Eh sì, per­chè una soci­età «multi­u­til­i­ty» come Ags (già proi­et­ta­ta su bina­ri «com­pren­so­ri­ali» nel­l’as­set­to soci­etario: Riva, Arco, Tor­bole), può ben rap­p­re­sentare la volon­tà polit­i­ca del Bas­so Sar­ca di por­si come «ter­zo polo urbano» (e quin­di con­tare come «cit­tà» sul fronte provin­ciale). Ma ad una sola con­dizione: che alle parole, agli slo­gan, seguano…i fatti.E i fat­ti — come han­no sot­to­lin­eato il pres­i­dente Pater­nol­lo e il sin­da­co Cesare Mal­ossi­ni — sono effet­ti­va­mente «sostanziosi». L’impianto idroelet­tri­co di Maleo intro­duce nel­lo sce­nario dei servizi (Ags lavo­ra con acqua, luce, metano) non solo un aut­en­ti­co affare, ma anche un raf­forza­men­to sul ter­ri­to­rio e lun­go la fil­iera ener­get­i­ca di una soci­età con le carte in rego­la per riven­di­care, come ha det­to il sin­da­co, il ruo­lo eco­nomi­ca­mente sig­ni­fica­ti­vo e «cre­ati­vo» di tut­to il ter­ri­to­rio pro­dut­ti­vo altogardesano.Se la cen­trale è dunque il sim­bo­lo del­la dinam­ic­ità Ags, c’è una trat­ta­ti­va ormai al tra­guar­do che fa gius­tizia som­maria (ed era ora) di decen­ni di assur­di cam­panil­is­mi. E’ la trat­ta­ti­va per l’ac­quis­to del ramo d’azien­da del­la soci­età Sige­sa che gestisce la dis­tribuzione e la ven­di­ta del gas metano nei Comu­ni di Arco e Dro. Con l’ac­qui­sizione, l’Ags suben­tr­erà nel­la con­ces­sione tut­to­ra in vig­ore. A Dro diven­terà pro­pri­etaria del­l’in­tero gas­dot­to (com­p­rese le acces­so­ri­al­ità), men­tre ad Arco incamer­erà le derivazioni, le attrez­za­ture mobili, i mis­ura­tori fis­cali, men­tre il gas­dot­to pri­mario resterà pro­pri­età del Comune di Arco.I cli­en­ti servi­ti che andran­no ad aggiunger­si a quel­li già for­ni­ti da Ags a Riva e Nago-Tor­bole saran­no ben 5500, per un vol­ume di gas ero­ga­bile ann­uo sti­ma­to in cir­ca 11 mil­ioni di metri cubi. Tradot­to in euro il raf­forza­men­to del­la «rete» porterà nelle casse fat­ture per 4 mil­ioni di euro. Nat­u­ral­mente passer­an­no nel­l’or­gan­i­co Ags anche i tre dipen­den­ti attual­mente al servizio del­la Sigesa.Non han­no par­la­to di det­tagli del­l’­op­er­azione (vale a dire costi e ben­efi­ci in ter­mi­ni di «economie di scala»), ieri, nè Pater­nol­lo, nè il sin­da­co. Ed il moti­vo è sem­plice. Il pre­lim­inare diven­terà con­trat­to d’ac­quis­to vero e pro­prio soltan­to a giorni, ma il fat­to che se ne par­li di già, dan­do per scon­ta­to il suc­ces­so del­l’­op­er­azione, sig­nifi­ca con evi­den­za che i prob­le­mi fra Comu­ni di Dro e di Arco con Sige­sa (rim­balza­ti ripetu­ta­mente sul­la stam­pa negli ulti­mi mesi) non dovreb­bero intral­cia­re in nes­suna misura la sig­ni­fica­ti­va «com­pren­so­ri­al­iz­zazione» di Ags. Ter­zo polo urbano: avan­ti tutta.