L’ordinanza del sindaco è scritta anche in inglese e tedesco ed è esposta in molti luoghi: sanzioni per chi non l’osserva Vietato passeggiare in centro in abbigliamento da spiaggia e in abiti succinti

Mettetevi almeno la maglietta!

27/08/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
s.b.

Il sin­da­co Ren­zo Frances­chi­ni ha fir­ma­to l’ordinanza di divi­eto di passeg­gio in cen­tro stori­co in abbiglia­men­to da spi­ag­gia o in abito trop­po suc­cin­to e l’ha fat­ta esporre in tut­ti i luoghi ben vis­i­bili del cen­tro stori­co. L’ordinanza è scrit­ta in tre lingue: ital­iano, inglese e tedesco. Il testo è molto con­ciso e con­tenu­to ma estrema­mente esplica­ti­vo. I con­travven­tori saran­no sanzionati a nor­ma di legge: da un min­i­mo di 25 euro ad un mas­si­mo di 500. Com­men­ta il coman­dante dei vig­ili urbani, Azzoli­ni: «Una reg­is­trati­na, a mio parere, ci vol­e­va. È soprat­tut­to una ques­tione di igiene e di con­teg­no. Per la morale non dis­cu­to. Ognuno ha la sua». Il pri­mo cit­tadi­no ha emana­to l’ordinanza dopo aver con­stata­to che «nelle vie cit­ta­dine e nei locali pub­bli­ci, in questi ulti­mi tem­pi, troppe per­sone cir­colano addirit­tura in cos­tume da bag­no per­pe­tran­do atti con­trari al pub­bli­co deco­ro ed alla pub­bli­ca decen­za, e che il per­du­rare di ques­ta situ­azione avrebbe causato una brut­ta immag­ine su Lazise, cen­tro tur­is­ti­co di pri­mo piano del veronese». Gli abi­tan­ti e gli eser­centi gius­ti­f­i­cano il provved­i­men­to. «Siamo al lago, in un paese tur­is­ti­co, aper­to ad ogni moder­nità», com­men­ta un negoziante «ma un min­i­mo di rispet­to degli altri, dell’igiene, del­la decen­za ci deve essere. Ven­gono qui a man­gia­re in cos­tume da bag­no sen­za neanche una magli­et­ta addos­so. Almeno mettessero quel­la! Non si trat­ta di pudore ma soltan­to di igiene e rispet­to degli altri». «Noi sti­amo giran­do per il cen­tro stori­co invi­tan­do i tur­isti a ricom­por­si e ad indos­sare un abbiglia­men­to adegua­to», pre­cisa il coman­dante Azzoli­ni «infor­man­doli dell’ordinanza appe­na emana­ta. Anco­ra non abbi­amo sanzion­a­to nes­suno. Del resto non ci sono anco­ra i cartel­li esposti e l’azione di sorveg­lian­za è inizia­ta da poco. Forse per ques­ta sta­gione non vedremo risul­tati apprez­z­abili ma sicu­ra­mente per la prossi­ma ne vedremo i frut­ti». Lazise non è l’unico paese tur­is­ti­co con un’ordinanza sul­la pub­bli­ca decen­za. «Qual­cuno ci ha accusato di essere bac­chet­toni», osser­va il sin­da­co Frances­chi­ni «ma non è questo lo spir­i­to con cui abbi­amo emana­to l’ordinanza di divi­eto, ma sem­mai la neces­sità di rap­portar­ci civil­mente in una soci­età mul­tiet­ni­ca e rispet­tosa del deco­ro per­son­ale di ogni individuo».

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