Dalla Bassa alle valli, dalla città ai laghi, c’è chi sogna il modello austriaco e danese attraversato da itinerari cicloturistici. Investimenti per sei milioni di euro, otto percorsi in fase di ultimazione

Metti il bresciano su due ruote

12/03/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Claudia Ziliani

Salire in bici­clet­ta, attra­ver­sare lunghi trat­ti del­la cit­tà e del­la provin­cia ammi­ran­do pae­sag­gi grade­voli sen­za intop­pi, sbarre o cor­si d’ac­qua che lim­i­tano il pas­so, oggi è pos­si­bile. La bici­clet­ta ha con­quis­ta­to nuove vie: itin­er­ari che si aggiun­go a quel­li conosciu­ti e che con­sentono, per i più allenati, di col­le­gare addirit­tura la Val­ca­mon­i­ca al Par­co del­l’Al­to Gar­da. La rete è par­ti­co­lar­mente este­sa e copre davvero tut­to il ter­ri­to­rio provin­ciale, dalle Val­li ai laghi fino alla Bas­sa bres­ciana. Del resto, forte è sta­to l’im­peg­no del­la Provin­cia negli ulti­mi anni per la real­iz­zazione di piste cicla­bili. E i risul­tati sono vis­i­bili. «Il nos­tro obi­et­ti­vo — spie­ga l’asses­sore ai lavori pub­bli­ci Mau­ro Paroli­ni — era creare una rete di per­cor­si in gra­do di col­le­gare tut­to il ter­ri­to­rio provin­ciale. Itin­er­ari mod­erni dotati del­l’adegua­ta cartel­lonis­ti­ca da pot­er per­cor­rere in tut­ta sicurez­za sia nel tem­po libero che per recar­si al lavoro». Per­chè no, sarebbe davvero una sana abi­tu­dine quel­la di rag­giun­gere il pos­to di lavoro in sel­la alla pro­pria due ruote. Ma non è tut­to, la rete di piste su cui tan­to ha lavo­ra­to l’Ente Provin­cia, attra­ver­sa i cen­tri stori­ci del paese col­le­gan­dosi con le già esisten­ti. Un prog­et­to pilota in Lom­bar­dia. «Tut­ti i comu­ni toc­cati dalle piste cicla­bili preve­dono il pas­sag­gio per il cen­tro stori­co — pros­egue Paroli­ni -. L’a­mante delle due ruote si tro­verà così a risco­prire delle vere e pro­prie chic­che, cen­tri, a volte iso­lati, ma di una valen­za architet­ton­i­ca stra­or­di­nar­ia, spe­cial­mente nel­la Bas­sa bres­ciana». Quat­tro di questi per­cor­si sono già aper­ti e fruibili al pub­bli­co. Si trat­ta delle piste Bres­cia-Parati­co, Bres­cia-Mon­ti­cel­li d’Oglio (con una serie di per­cor­si alter­na­tivi e sot­topas­si alla stra­da 668), Bres­cia-Gavar­do e Pisogne-Dar­fo. Entro un paio di mesi, ha assi­cu­ra­to ver­ran­no inau­gu­rate la Bres­cia-Desen­zano, la Bres­cia-Salò, la Parati­co-Ura­go e l’Orz­in­uovi-Seni­ga. In ter­mi­ni eco­nomi­ci si trat­ta di un inves­ti­men­to di cir­ca 6 mil­ioni di euro. «Nor­mal­mente a bilan­cio dal 1999 ad oggi abbi­amo mes­so più di 1milione e mez­zo di euro. Abbi­amo fini­to per­cor­si per 1 mil­ione e 800 mila euro e ne sti­amo com­ple­tan­do altri per 3 mil­ioni e sei­cen­to mila euro». «La dove è pos­si­bile — ha con­clu­so Paroli­ni — col­legher­e­mo i nos­tri per­cor­si con le altre province, ad esem­pio con il vici­no man­to­vano». A credere forte­mente nel­la valen­za di una rete di sul ter­ri­to­rio è l’asses­sore provin­ciale al Tur­is­mo Ermes Buf­foli: «La valen­za di questi itin­er­ari è doppia — sostiene — sono utili per chi abi­ta il ter­ri­to­rio ma anche per gli ospi­ti che trovano un modo alter­na­ti­vo di fruire il nos­tro ter­ri­to­rio passeg­gian­do su piste pro­tette». Una lacu­na che per l’asses­sore al Tur­is­mo anda­va col­ma­ta: «Pae­si come l’Aus­tria e la Dan­i­mar­ca da anni han­no real­iz­za­to itin­er­ari ciclo­tur­is­ti­ci che attra­ver­sano i loro pae­si. La scelta del­la Provin­cia e di ques­ta Giun­ta di inve­stire ingen­ti risorse in un prog­et­to sim­i­le non pote­va essere più azzec­ca­ta». Del resto è già inizia­ta anche la pro­mozione del­la “provin­cia da per­cor­rere in bici­clet­ta”: una pub­bli­cazione rac­coglie 40 itin­er­ari con car­tine, fotografie e schede descrit­tive del panora­ma nat­u­rale bres­ciano. Non man­cano i prog­et­ti: «Abbi­amo in mente — con­tin­ua Buf­foli — di costru­ire una sor­ta di rete di comu­ni­cazione che con­sen­ta a chi decide di trascor­rere le pro­prie vacanze in bici­clet­ta, di trovare alberghi e agri­t­ur­is­mo sul per­cor­so, dopo pot­er per­nottare, pran­zare o sem­plice­mente sostare met­ten­do in sicurez­za le due ruote. Un modo per ren­dere più vivi­bile e godi­bile il ter­ri­to­rio per chi decide di fruir­lo in bici­clet­ta o anche a pie­di. Sono con­vin­to che se man­cano queste infra­strut­ture il tur­is­mo farà ben pochi pas­si in avan­ti». Una pista su tutte meri­ta per l’asses­sore Buf­foli di essere men­zion­a­ta, ovvero la Vel­lo-Toline, per­la del lago d’Iseo. «L’in­ter­ven­to di recu­pero una vol­ta ter­mi­na­to con­tribuirà alla riqual­i­fi­cazione di tut­to il ter­ri­to­rio restituen­do ai res­i­den­ti del­la zona un vero gioiel­lo, e ai tur­isti il piacere di passeg­gia­re in riva al lago».

Commenti

commenti