Sulla provinciale 118 il Comune di Riva ha avviato la costruzione di un percorso ciclopedonale di importanza strategica. Matteotti: «Le piste periferiche tra cento giorni saranno collegate»

Mezzo chilometro in più per chi pedala

12/03/2003 in Attualità
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo

Tra cen­to giorni un lun­go trat­to del­la stra­da provin­ciale 118 (la cosid­det­ta «San Gior­gio», diven­ta­ta l’ar­te­ria di mas­si­mo scor­ri­men­to dei veicoli delle indus­trie e del­l’ar­ti­giana­to sul­l’asse Riva-Arco) non sarà più un incubo per i pedoni e soprat­tut­to per le bici­clette, che quel­l’ar­te­ria devono nec­es­sari­a­mente per­cor­rere per immet­ter­si nel­la rete delle «» del­la piana bena­cense. La dit­ta Edil­bal­do, vincitrice del­l’ap­pal­to, real­izzerà infat­ti un «per­cor­so pro­tet­to» sul lato ovest del­la provin­ciale, pre­cisa­mente nei 545 metri com­pre­si tra casa Versi­ni (l’in­cro­cio via Zan­don­ai e via Maso Bel­li) e la strad­i­na di con­fine tra il ter­ri­to­rio rivano e quel­lo arcense (l’in­cro­cio con via monte Brione). Il lavoro costerà cir­ca 300mila euro.La nuo­va pista è sta­ta illus­tra­ta ieri mat­ti­na da un vicesin­da­co Pietro Mat­teot­ti par­ti­co­lar­mente sod­dis­fat­to («Riva ha fat­to la sua parte; ora toc­ca ad Arco pros­eguire la mes­sa in sicurez­za del­la 118»), dal prog­et­tista geome­tra Bruno Ghisi e dal capo del­l’uf­fi­cio tec­ni­co comu­nale, l’ingeg­n­er Ser­gio Pel­le­gri­ni, che si sono sof­fer­mati sui det­tagli tecnici.Si è così appre­so che la cicla­bile, scor­ren­do sul lato ovest di una stra­da par­ti­co­lar­mente traf­fi­ca­ta, sarà piut­tosto larga (non meno di 220 cen­timetri) e soprat­tut­to pro­tet­ta da un robustis­si­mo para­pet­to in fer­ro: lo stes­so che fa da bar­ri­era per le bici­clette sul­la litoranea Riva-Torbole.Il lavoro, come abbi­amo det­to, inizierà in questi giorni. Ma l’Edil­bal­do, pri­ma anco­ra di trac­cia­re il nuo­vo per­cor­so per le bici, si occu­perà del­l’in­ter­ra­men­to sul lato oppos­to di un ramale del metan­odot­to. Molto oppor­tu­na­mente, infat­ti, il Comune ha per­fezion­a­to un accor­do con l’Ags ed ha colto il clas­si­co pic­cione con una fava: cantiere aper­to per la cicla­bile, ma anche per offrire il metano a tut­ta la zona, che fino­ra era sprovvista.Subito dopo aver oper­a­to sul lato est, l’Edil­bal­do — con la direzione lavori di Ghisi — pre­dis­porrà il per­cor­so ciclo-pedonale ad ovest. Non c’è sta­to bisog­no, per­al­tro, di nes­sun espro­prio: la larghez­za del­la sede stradale è tale che quan­to ver­rà ros­ic­chi­a­to ad una cor­sia dal­la cicla­bile (ad ovest), ver­rà recu­per­a­to sul ver­sante oppos­to acco­stan­do mag­gior­mente la cor­sia ai muri di con­fine degli appez­za­men­ti agri­coli del­la zona. «Con ques­ta nuo­va pera — ha spie­ga­to il vicesin­da­co Mat­teot­ti — si chi­ude un impor­tante anel­lo per chi usa la bici­clet­ta. A sud, infat­ti, la pista si innes­ta nel sis­tema delle cicla­bili prove­ni­en­ti da San­t’A­lessan­dro, dal Brione e dal Grez; a nord si rac­cor­da con la strad­i­na di con­fine che por­ta ver­so San Naz­zaro».

Parole chiave: -