Piccola, graziosa e cosmopolita «Arco visitata da turisti di quaranta nazioni»

Mezzo mondo all’ombra del castello

30/07/2000 in Curiosità
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Di Luca Delpozzo
cad.

Il tur­is­mo ad Arco va bene ed è in cresci­ta. Paro­la del pres­i­dente del­l’As­socen­tro, Bruno Lunel­li. Il suo «ter­mometro» è un sem­plice quader­net­to in cui anno­ta gli ind­i­rizzi dei tur­isti che fan­no acquisti nei suoi due negozi di via Segan­ti­ni. E’ per gli auguri di , che pun­tual­mente invia a tut­ti con un bigli­et­ti­no ricor­do di Arco. Nel ’99 le mis­sive han­no rag­giun­to 40 nazioni dei cinque con­ti­nen­ti. Quest’an­no Lunel­li pen­sa di bat­tere il suo invidi­a­bile record.«La mia inizia­ti­va è un po’ orig­i­nale e mi ren­do con­to che a qual­cuno potrà sem­brare alquan­to strana come vei­co­lo pro­mozionale. Però dimostra innazit­tut­to che la noto­ri­età del­la nos­tra cit­tà ha rag­giun­to liv­el­li impens­abili — com­men­ta sod­dis­fat­to l’ec­clet­ti­co respon­s­abile dei com­mer­cianti del cen­tro stori­co — mer­i­to anche di un numero sem­pre mag­giore di tur­isti che han­no lo sfizio di girare il mon­do atti­rati da qualche avven­i­men­to. Ad esem­pio, per prati­care l’ar­rampi­ca­ta sporti­va dalle nos­tre par­ti o per assis­tere al Rock Mas­ter ho avu­to nel mio negozio, citan­do a caso, giap­pone­si, islandesi, fin­lan­desi, neoze­landesi ed altri appas­sion­ati di numerose nazioni. Non si con­tano i tur­isti itin­er­an­ti, con una fet­ta di statu­niten­si e di altri pae­si amer­i­cani. Nel­l’im­man­ca­bile pun­tati­na sul Gar­da, Arco è diven­ta­ta una sos­ta obbli­ga­ta. A forza di reclamiz­zare il cli­ma mediter­ra­neo con il castel­lo ed il par­co, i risul­tati stan­no arrivando».Lunelli ram­men­ta l’al­tro inesauri­bile ser­ba­toio di pre­sen­ze che sono le inter­minabili schiere di vil­leg­gianti sulle rive del Gar­da. «Arrivano in cit­tà tut­ti i giorni, quan­do per il mal­tem­po dis­er­tano le spi­agge, fan­no il pienone come a Fer­ragos­to nelle nos­tre vie — pros­egue sod­dis­fat­to il pres­i­dente del­l’As­socen­tro -. Ven­gono volen­tieri per­chè Arco possiede quel toc­co trenti­no, da paese, che mette a pro­prio agio i vis­i­ta­tori e che è assai diver­so dal­l’am­bi­ente garde­sano. La Busa tur­is­ti­ca­mente è già uni­ta, mer­i­to, anche se può sem­brare un con­trosen­so, delle diver­sità dei tre prin­ci­pali comu­ni». Dopo uno sguar­do oltre l’oriz­zonte con la sper­an­za che tramite gli auguri natal­izi torni­no ad Arco i vis­i­ta­tori anno­tati nel volu­mi­noso quader­net­to «ter­mometro», Bruno Lunel­li s’in­fer­vo­ra nel­l’il­lus­trare le «ultimis­sime» del­la situ­azione tur­is­ti­ca. Per esem­pio, si stan­no ingrossan­do le file degli ingle­si. «L’u­ni­co prob­le­ma è che per far­ci capire dovre­mo orga­niz­zare tra com­mer­cianti un cor­so di inglese — pun­tu­al­iz­za la gui­da del­l’As­socen­tro -. Non è vero poi che gli arrampi­ca­tori ed i bik­ers siano di serie B. Tut­t’al­tro, eco­nomi­ca­mente la loro pre­sen­za si sente, eccome, anche per­ché arrivano da mar­zo e novem­bre. Sono lon­tani i tem­pi di quan­do mia madre, negli anni ’60, ave­va un’os­te­ria nel cen­tro stori­co. Allo­ra la sta­gione dura­va appe­na una quar­an­ti­na di giorni gra­zie ai par­en­ti dei ricoverati nei sana­tori e ai pri­mi olan­desi». Ora, il quader­net­to «ter­mometro» dimostra che si è volta­ta pagina.

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