Mauro Grazioli riordina il miglior repertorio fotografico delle gite 1926-50. E va oltre

Mezzo secolo di emozioni e 400 carezze agli orizzonti alpini

25/04/2002 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

«Lib­ri di fotografie ce ne sono tan­ti, soprat­tut­to a , ma in ques­ta ripro­pos­ta del­l’archiv­io del­la Sat di Riva, per­al­tro corre­da­ta di ben ses­san­ta pagine di com­men­to stori­co, c’è qual­cosa di più dei pae­sag­gi e delle cose: ci sono le donne e gli uomini».Mario Benas­si, vicepres­i­dente del­la Sat trenti­na, tra gli invi­tati di ieri a San Pietro, ha colto in poche parole l’essen­za del­l’ul­ti­ma fat­i­ca di Mau­ro Grazi­oli, che ha rior­di­na­to, inquadra­to stori­ca­mente e trasfor­ma­to in ele­gante vol­ume gli album fotografi­ci che la Sat di Riva ha reli­giosa­mente cus­todi­to tra il 1926 (anno del­la sua nasci­ta) e il 1950.Donne e uomi­ni rivani, dunque, che — come scrivono anche Mut­ti e Mod­e­na in pre­fazione — han­no cer­ca­to di rag­giun­gere i lim­pi­di oriz­zon­ti intrav­isti al di là del quo­tid­i­ano, con­seg­nan­do alle foto un gomi­to­lo di vita rac­colto sui rilievi bena­cen­si, sulle nevi vio­late dai pio­nieri del­lo sci, nei rifu­gi cul­lati dai can­ti del­la nos­tal­gia alpina, sulle roc­ce solatie delle mon­tagne trentine.Avrà molte occa­sioni, Grazi­oli, di spie­gare ai rivani «Le mon­tagne incan­tate». Ieri, per ovvi motivi, s’è lim­i­ta­to agli essen­ziali inquadra­men­ti stori­ci. Cos’er­a­no quegli Album delle gite sociali? E per­chè, a pre­fazione e corol­lario, lo stori­co ha volu­to andare a ritroso nel tem­po fino a ritrovare altre immag­i­ni del­la Sat rivana anco­ra più pio­niera, quel­la che nel 1877 (con Vin­cen­zo De Lut­ti) segui­va a ruo­ta la pri­ma Sat trenti­na fon­da­ta dal­l’arcense Pros­pero Mar­che­t­ti? Sem­plice: c’è un filo sot­tile che unisce gli Alpin­isti «borgh­e­si» e irre­den­tisti del­l’Ot­to­cen­to agli Alpin­isti — mas­sa, ma non «mas­si­fi­cati» — degli anni Trenta-Quar­an­ta ed anche, se tar­gati Sat, di oggi. E’ il filo del­la pas­sione, del sog­no, del­la leg­gerez­za, del rispet­to del­la natu­ta ed anche, in defin­i­ti­va, del­la libertà.

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