Il Comune non l'ha autorizzata: una questione complessa

Microcelle, antenne sotto tiro

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Ci sono sem­pre più richi­este, da parte dei diver­si gestori del­la tele­fo­nia mobile, rel­a­tive all’in­stal­lazione di ripeti­tori sup­ple­men­tari nel­la zona di Desenzano.Un incre­men­to preved­i­bile: con il gran numero di tur­isti che affol­lano durante l’es­tate (e non solo) la cit­tad­i­na garde­sana, i ripeti­tori sono sem­pre più necessari.Tempo fa, per rego­la­mentare la mate­ria, il Comune ave­va sti­la­to una sor­ta di map­pa e un piano di zoniz­zazione elet­tro­mag­net­i­ca del ter­ri­to­rio comu­nale, con l’o­bi­et­ti­vo di imporre un min­i­mo di regole e impedire una cor­sa sel­vaggia all’an­ten­na o al ripeti­tore. Nat­u­ral­mente nel­l’ot­ti­ca di evitare dan­ni non anco­ra accer­tati con sicurez­za, ma comunque pos­si­bili, causati alla salute dalle onde elettro-magnetiche.Ma nei giorni scor­si, il con­sigliere comu­nale leghista Rino Pol­loni ha scor­to qual­cosa di stra­no sul tet­to di un anti­co palaz­zo di piaz­za Malvezzi, nel cuore di Desen­zano. Sul­l’an­ten­na tele­vi­si­va posizion­a­ta sul tet­to del­lo sta­bile sono state col­lo­cate delle micro­celle, ovvero apparec­chia­ture che ser­vono ad ampli­fi­care i seg­nali del­la tele­fo­nia mobile. Non un vero ripeti­tore, ma quasi.Sono in rego­la o no? L’in­ter­rog­a­ti­vo il con­sigliere Pol­loni l’ha gira­to imme­di­ata­mente al sin­da­co desen­zanese Cino Anel­li. Ma da quel che si è appre­so, men­tre il pro­pri­etario del palaz­zo avrebbe dato il suo con­sen­so (una specie di lib­er­a­to­ria) all’in­stal­la­tore delle apparec­chia­ture, il sin­da­co, al quale com­pete per legge il rilas­cio del­l’au­tor­iz­zazione, non ne saprebbe nulla.Bisogna sot­to­lin­eare che oggi, dopo le pres­sioni arrivate da un po’ tut­to il paese da parte di asso­ci­azioni e pri­vati cit­ta­di­ni, pri­ma di piaz­zare questi stru­men­ti occor­rono pre­cise autor­iz­zazioni; alcune delle quali non di poco conto.Si trat­ta di una vera e pro­pria pro­ce­du­ra da seguire; altri­men­ti, chi col­lo­ca un ripeti­tore vio­la la legge e incorre in sanzioni anche penali. Inoltre, il cen­tro stori­co viene defini­to dal piano del Munici­pio «zona proibi­ta», sia per i ripeti­tori nor­mali sia per le microcelle.E se le micro­celle non sem­bra­no essere fonte di onde elet­tro­mag­netiche par­ti­co­lar­mente nocive per la salute umana (ma anche questo non è un dato cer­to), è nec­es­sario che siano comunque autorizzate.La pro­ce­du­ra? Il sin­da­co provvede a fir­mare il nul­la osta per le nuove stazioni radio; il Dis­tret­to san­i­tario al rilas­cio del parere igien­i­co-san­i­tario entro 70 giorni dal­la doman­da. Suc­ces­si­va­mente entra­no in azione anche l’Azien­da san­i­taria locale di Bros­cia e l’A­gen­zia regionale per l’am­bi­ente, l’Arpa, di recente istituzione.C’è pure la facoltà di ispezionare le antenne nel caso in cui dovessero essere instal­late a ridos­so di abitazioni o scuole.Cosa chiede a questo pun­to il con­sigliere Pol­loni? «Di ver­i­fi­care che tipo d’impianto è sta­to effet­ti­va­mente mon­ta­to su quel tet­to, e se lo stes­so è abu­si­vo». Poi l’e­spo­nente leghista vuole sapere che genere di con­ven­zione è sta­ta stip­u­la­ta tra i pri­vati e il gestore, e infine chiede di ver­i­fi­care che a Desen­zano non ci siano altri impianti piaz­za­ti abu­si­va­mente. Il prob­le­ma, in effet­ti, non è solo desenzanese.E’ anche una sor­ta di invi­to ai cit­ta­di­ni ad aguz­zare la vista a cac­cia di antenne e ripeti­tori in odore di ille­gal­ità; ammes­so che fac­ciano davvero male alla salute.In ogni caso le dis­po­sizioni per ottenere i pareri favorevoli sono com­p­lesse, e preve­dono la con­seg­na da parte del­l’in­stal­la­tore di numerosi doc­u­men­ti, con annes­si paga­men­ti di tar­iffe presta­bilite. Altri­men­ti a cosa sarebbe servi­to il piano di zoniz­zazione? si chiede Polloni.

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