Si è costituito un comitato per fermare le bande che da tempo razziano animali e materiali da equitazione

Microchip per salvare i cavalli rubati

29/07/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bardolino

Non solo i cav­al­li, ma anche selle e il cos­toso mate­ri­ale per l’equitazione sono da tem­po al cen­tro di razz­ie da parte di bande ben orga­niz­zate. Un’attività delin­quen­ziale ben pre­cisa con inter­es­sate e col­pite in par­ti­co­lare le zone dell’entroterra del . Recen­te­mente fur­ti di equi­ni si sono reg­is­trati a come a Cavaion, a Lazise ma anche a Capri­no, a Peschiera e nel­lo stes­so tem­po a Bus­solen­go, Castel­n­uo­vo e nel Man­to­vano. Una situ­azione con il tem­po sem­pre più pre­oc­cu­pante e insosteni­bile per i pro­pri­etari che vivono «in una situ­azione di angos­cia». Moti­vazione ques­ta che ha spin­to alcu­ni pro­pri­etari di cav­al­li, non solo del­la zona del Gar­da, a cos­ti­tuir­si in comi­ta­to a dife­sa dei loro ani­mali. Comi­ta­to «Salvi­amo il nos­tro cav­al­lo» già sot­to­scrit­to da una trenti­na delle più di cinquan­ta per­sone pre­sen­ti alla riu­nione dell’altra sera svoltasi nel­la sala con­sil­iare comu­nale per appun­to cer­care le soluzioni a una situ­azione ormai intoller­a­bile più grave di quan­to può sem­brare a una pri­ma anal­isi. Non sem­pre i fur­ti ven­gono denun­ciati, è emer­so nel cor­so del­la ser­a­ta, e questo crea una caren­za di infor­mazioni pre­cise in gra­do di aiutare i deru­bati ma anche le forze dell’ordine a stron­care un’attività delin­quen­ziale che ha come fine il pro­cac­cia­men­to di ani­mali da des­tinare alla macel­lazione clan­des­ti­na. Un’attività al di fuori di ogni con­trol­lo san­i­tario con preved­i­bili dan­ni alla salute dei con­suma­tori di carni equine in quan­to gli ani­mali rubati e macel­lati clan­des­ti­na­mente il più delle volte sono sogget­ti a ter­apie vet­eri­nar­ie con l’assunzione di for­ti antibi­oti­ci sver­minan­ti o sostanze sim­ili. Moti­vazioni più che suf­fi­ci­en­ti, com­pre­sa quel­la che gli ani­mali sot­trat­ti, alcu­ni dei quali di razze pre­giate e cos­tose, rap­p­re­sen­tano un par­ti­co­lare bene affet­ti­vo non quan­tifi­ca­bile in denaro, che han­no con­vin­to i pro­pri­etari di equi­ni a cos­ti­tuir­si in comi­ta­to e quin­di avere più forza al fine ben pre­ciso di sen­si­bi­liz­zare al mas­si­mo le autorità pub­bliche com­pe­ten­ti (prefet­to, sin­daci e forze dell’ordine) affinché inter­vengano nell’avviare tutte quelle mis­ure, dal con­trol­lo alla vig­i­lan­za, atte a fron­teggia­re e pre­venire ques­ta tipolo­gia di even­ti delit­tu­osi. Fur­ti che si ver­i­f­i­cano in par­ti­co­lare, è emer­so dalle varie tes­ti­mo­ni­anze dei deru­bati, quan­do nei Comu­ni vici­ni, ove avven­gono i fur­ti, si instal­lano campi di noma­di. Razz­ie antic­i­pate, come è sovente avvenu­to, dall’arrivo in zona di per­sone che con la scusa di rac­cogliere vec­chie fer­raglie, stu­di­ano il luo­go, indi­vid­u­ano even­tu­ali sis­te­mi di allarme e pas­sare poi le infor­mazioni rac­colte a chi ver­rà a met­tere a seg­no il fur­to? Tra le pro­poste avan­zate per arrivare tem­pes­ti­va­mente al riconosci­men­to degli ani­mali razz­iati, l’inserimento sot­to pelle ad ogni equino di un microchip. Questo darebbe la pos­si­bil­ità, alle forze dell’ordine dotate di ril­e­va­tore, di accer­tar­si del­la pro­pri­età dell’animale e quin­di bloc­care e denun­cia­re chi li trasporta clan­des­ti­na­mente. «Soltan­to agen­do come grup­po orga­niz­za­to e ognuno costan­te­mente infor­ma­to», ha det­to la sig­no­ra pro­motrice di questo pri­mo incon­tro che ha vis­to la pre­sen­za anche del sin­da­co Arman­do Fer­rari,« pos­si­amo arrivare a sen­si­bi­liz­zare mag­gior­mente sia l’opinione pub­bli­ca che l’attenzione delle forze dell’ordine. In quest’ottica quin­di anche l’altra inizia­ti­va emer­sa; l’apertura di un sito inter­net per rac­cogliere notizie in mer­i­to ai fur­ti o ten­tate razzie.

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