Animata assemblea indetta dal comitato che non vuole le auto in piazza d’Armi; assenti gli amministratori. Legambiente e Italia Nostra ora si rivolgono alla Soprintendenza

Mille firme contro il parcheggio

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Un migli­aio di firme in una set­ti­mana. Tante ne ha rac­colte il comi­ta­to apartiti­co che si oppone al prog­et­to del parcheg­gio inter­ra­to mul­ti­p­i­ano in piaz­za d’Armi, nel cen­tro stori­co del paese. Lo han­no det­to i com­po­nen­ti del comi­ta­to nel­la sec­on­da ser­a­ta orga­niz­za­ta su questo tema al Beato Andrea; all’incontro ha parte­ci­pa­to anche Michele Bertuc­co, pres­i­dente provin­ciale di Legam­bi­ente, che appog­gia l’iniziativa ed ha annun­ci­a­to un inter­ven­to insieme ad talia Nos­tra, pres­so la Sovrin­ten­den­za per invi­tar­la alla mas­si­ma atten­zione sul prog­et­to. Anche per questo sec­on­do appun­ta­men­to la sala del Beato Andrea si è riem­pi­ta: cit­ta­di­ni, numerosi com­mer­cianti; assen­ti gli ammin­is­tra­tori comu­nali. Francesco Gia­r­di­na, por­tav­oce del comi­ta­to, ha aper­to la ser­a­ta ricor­dan­do le ragioni dell’opposizione al parcheg­gio: il val­ore stori­co e mon­u­men­tale del­la piaz­za, tute­la­ta da vin­co­lo come l’intera fortez­za aril­i­cense; l’ipotizzato cos­to dell’opera, cinque mil­ioni e 400mila euro per una sti­ma di 180 posti auto; la pos­si­bile con­tes­tuale ces­sione a chi real­izzerà il parcheg­gio dell’edificio delle ex scuole ele­men­tari del capolu­o­go che si affac­cia sul­la piaz­za (val­u­tazione di mas­si­ma di 1,5 mil­ioni di euro); i rischi che il con­testo stori­co e i prob­le­mi idro­ge­o­logi­ci allungh­i­no i tem­pi del cantiere, pre­vis­to in 270 giorni lavo­ra­tivi; la scelta di portare il traf­fi­co in pieno cen­tro stori­co; la pos­si­bil­ità di un’alternativa, ovvero un autosi­los all’esterno di por­ta Bres­cia in un’area adi­a­cente al cen­tro, non vin­co­la­ta e con pos­si­bil­ità di real­iz­zare più posti auto. Dopo Gia­r­di­na, l’architetto Lino Vit­to­rio Bozzet­to ha illus­tra­to il pat­ri­mo­nio urban­is­ti­co del­la cit­tad­i­na aril­i­cense; Michele Bertuc­co ha invece par­la­to di un tur­is­mo «che viene sul Gar­da per­ché cer­ca la qual­ità: la sto­ria, i prodot­ti, l’ambiente; ques­ta sarebbe un’inversione di ten­den­za, con un flus­so con­tin­uo di auto dirette in cen­tro al parcheg­gio. È un prog­et­to che non ha sen­so; si spera che la rac­col­ta firme ripor­ti gli ammin­is­tra­tori al buon sen­so». Mar­co Ardiel­li, architet­to e prog­et­tista per Parcheg­gi Italia, ha pre­cisato: «Non si pos­sono demo­niz­zare i parcheg­gi sot­ter­ranei per­ché ci sono molti esem­pi di queste infra­strut­ture real­iz­zate in impor­tan­ti cen­tri stori­ci con risul­tati tutt’altro che neg­a­tivi. In urban­is­ti­ca esiste però il prin­ci­pio dell’alternativa: si val­u­ta il cen­tro stori­co solo quan­do non c’è altra via. Qui però c’è, per questo il parcheg­gio in piaz­za d’Armi è inop­por­tuno. Ed è pos­i­ti­vo che si sia aper­to un dibat­ti­to e che più gente conosca e si inter­es­si alle bellezze di ques­ta cit­tad­i­na». Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na, con­sigliere dell’opposizione, ha sot­to­lin­eato: «Il prog­et­to è sta­to approva­to dal­la sola Giun­ta; non si sono con­di­vise scelte così impor­tan­ti per il paese con il con­siglio comu­nale e nes­suno dell’opposizione ha vis­to il prog­et­to. E se siamo in tan­ti ad essere con­trari mi chiedo: chi vuole il parcheg­gio? La ver­ità è che, se togliamo la scuo­la, il parcheg­gio non inter­es­sa a nes­suno». Il comi­ta­to con­tin­ua la sot­to­scrizione e ha chiesto all’amministrazione di pot­er esporre un banchet­to, ogni domeni­ca dal 19 mar­zo sino a fine aprile, per la rac­col­ta delle firme.