Successo per la raccolta di firme contro il nuovo regolamento europeo lanciata dai Consorzi di tutela del Bardolino e del Garda Classico in difesa del Chiaretto e degli altri vini rosati tradizionali.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, A

Millecinquecento “no” ai rosé miscelati dell’Unione Europea

16/04/2009 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Ha rac­colto ampi con­sen­si la petizione in dife­sa del e dei vini rosati tradizion­ali pro­mossa a con­giun­ta­mente dai Con­sorzi di tutela del Bar­dolino e del Gar­da Clas­si­co. Sono state più di 1500 le firme rac­colte negli stand con­sor­tili e numerosi sono sta­ti i servizi gior­nal­is­ti­ci, radio­foni­ci e tele­vi­sivi usci­ti sull’iniziativa, che ha vis­to per la pri­ma vol­ta allear­si i due Con­sorzi che tute­lano i rosé prodot­ti sulle opposte rive del lago di Gar­da: nel Vene­to, il Bar­dolino Chiaret­to, prodot­to preva­len­te­mente con le uve autoc­tone del­la Corv­ina, esce annual­mente sul mer­ca­to in cir­ca 9 mil­ioni di bot­tiglie, men­tre il Lom­bar­dia, il Gar­da Clas­si­co Chiaret­to, ottenu­to in net­ta prevalen­za dal vit­ig­no locale del Grop­pel­lo, è attorno alle 400 mila bot­tiglie annue.Tra i fir­matari, numerosi sono sta­ti i pro­dut­tori (anche di altre regioni ital­iane), così come pieno sosteg­no è per­venu­to da vari pro­tag­o­nisti del­la vita polit­i­ca e ammin­is­tra­ti­va. Ovvi­a­mente larga­mente mag­gior­i­tarie le firme degli ital­iani, ma alcune sot­to­scrizioni sono arrivate da cit­ta­di­ni dell’Olanda, del­la Fran­cia, del­la Spagna, del Bel­gio, del Lussem­bur­go, del­la Slove­nia, del­la Polo­nia, del­la Litu­a­nia, dell’Ucraina. La pas­sione per il rosé aut­en­ti­co non ha confini.“I due Con­sorzi di tutela del lago di Gar­da — ha spie­ga­to, nell’apporre la pro­pria fir­ma, l’onorevole Aldo Branch­er, sot­toseg­re­tario alla Pres­i­den­za del Con­siglio, ma anche pro­dut­tore di Bar­dolino nel­la sua tenu­ta riv­ieras­ca – bene han­no fat­to a sol­lecitare l’attenzione sui val­ori del­la ter­ri­to­ri­al­ità, del­la tradizione, del­la storic­ità dei vini rosati ital­iani: con­fer­mo il mio pieno appog­gio all’iniziativa”. Ed allo stand di uno dei pro­dut­tori del Bar­dolino ha siglato la petizione perfi­no il min­istro alle Politiche agri­cole Luca Zaia. Inter­esse per l’iniziativa dei Con­sorzi garde­sani è sta­ta man­i­fes­ta­ta dall’onorevole leghista Gio­van­na Negro. Ampio l’appoggio anche da parte di espo­nen­ti del­la : nel­lo stand del Con­sorzio del Gar­da Clas­si­co han­no appos­to la loro sot­to­scrizione l’assessore all’agricoltura Luca Fer­razzi e l’assessore allo sport e al tur­is­mo Pier Gian­ni Pros­peri­ni. Per l’Amministrazione provin­ciale di Bres­cia han­no dato il loro sup­por­to gli asses­sori all’agricoltura Gian Francesco Toma­soni e alle attiv­ità cul­tur­ali Ric­car­do Mini­ni, nonché il vicepres­i­dente Aris­tide Peli.Le doc del Bar­dolino e del Gar­da Clas­si­co preve­dono che nel­la pro­duzione del Chiaret­to si uti­lizzi la tradizionale vinifi­cazione in rosa di uve rosse. Il nuo­vo rego­la­men­to europeo in dis­cus­sione il prossi­mo 27 aprile vor­rebbe autor­iz­zare invece la pro­duzione di vini dal­la col­orazione rosa attra­ver­so una mis­cela di vini bianchi e rossi. “Siamo con­traris­si­mi a ques­ta involuzione comu­ni­taria, che rischia di van­i­fi­care il lavoro e l’impegno di centi­na­ia di pro­dut­tori del Bar­dolino, così come di altre denom­i­nazioni ital­iane” dice il pres­i­dente del Con­sorzio del Bar­dolino, . “Spero che tut­to il panora­ma enoico ital­iano si schieri con­tro ques­ta ipote­si pesan­te­mente offen­si­va nei con­fron­ti del­la nos­tra cul­tura e del­la nos­tra dig­nità di pro­dut­tori, ma anche dei con­suma­tori” affer­ma il pres­i­dente del Con­sorzio del Gar­da Clas­si­co, .