Istituzione di un’area di salvaguardia interregionale: in assemblea i pro e i contro. L’ambiente sfida dell’imminente campagna elettorale

Mincio, prove per il parco

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Gli aspet­ti pos­i­tivi, ma anche gli even­tu­ali osta­coli dell’appartenenza a un par­co, e in par­ti­co­lare al Par­co del Min­cio per Valeg­gio e Peschiera, con­sideran­do che quest’ultima ne rap­p­re­sen­ta l’ingresso nat­u­rale: di questo si è par­la­to nel­la ser­a­ta orga­niz­za­ta da Wwf, Legam­bi­ente e asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste del­la zona per pro­muo­vere il defin­i­ti­vo ingres­so dei due cen­tri verone­si nel Par­co del Min­cio. Questo è sta­to pre­vis­to dal­la attra­ver­so il suo Piano ter­ri­to­ri­ale, insieme ad alcune norme di sal­va­guardia, ma non è mai sta­to cos­ti­tu­ito. Alla ser­a­ta, che si è tenu­ta nel­la sala par­roc­chiale del Beato Andrea, han­no pre­so parte in qual­ità di rela­tori Car­lo Salet­ta, del con­siglio di ammin­is­trazione del Par­co del Min­cio; Diego Leonar­doni e Gia­co­mo De Franceschi, rispet­ti­va­mente seg­re­tario ammin­is­tra­ti­vo e diret­tore del Par­co del­la Lessinia, che han­no por­ta­to tes­ti­mo­ni­an­za del­la loro realtà sot­to­lin­e­an­done, però, le pecu­liar­ità stret­ta­mente derivan­ti dal ter­ri­to­rio. L’idea di un par­co del Min­cio inter­re­gionale, che abbrac­ci tut­to il ter­ri­to­rio del fiume da cui prende il nome inclu­den­do Vene­to e Lom­bar­dia, «non è l’unica pos­si­bil­ità di Par­co sul­la quale si può lavo­rare», ha sot­to­lin­eato De Franceschi, «anche se ques­ta è indub­bi­a­mente l’ipotesi ide­ale». «Ciò che con­ta è capire bene quali sono le reali volon­tà, cosa che non può pre­scindere da un con­fron­to politi­co, e gli obi­et­tivi: se si vuole, ad esem­pio, la sal­va­guardia e la tutela di un ambi­ente o la sua pro­mozione o entrambe: in questo caso se Peschiera e Valeg­gio vogliono entrare a far parte del Par­co del Min­cio occorre pro­gram­mare i pas­si, e sono molti, da com­piere». Car­lo Salet­ta ha par­la­to delle fun­zioni e degli obi­et­tivi del Par­co del Min­cio e di come, negli anni, la sua cos­ti­tuzione abbia super­a­to le resisten­ze ad esem­pio degli agri­coltori e di quan­ti non ave­vano colto il sig­ni­fi­ca­to di val­oriz­zazione, anche pro­dut­ti­vo, che ques­ta isti­tuzione ha com­por­ta­to. «I cit­ta­di­ni han­no capi­to che avere il Par­co sig­nifi­ca mag­giore garanzia di man­tenere un pae­sag­gio così com’è e un ambi­ente più salu­bre di quan­to non sia in con­testi di gran­di urban­iz­zazioni o di inse­di­a­men­ti pro­dut­tivi più inva­sivi». I rela­tori han­no anche par­la­to delle dif­fi­coltà a reperire i fon­di a liv­el­lo regionale e nazionale e del­la neces­sità di ricor­rere ai finanzi­a­men­ti europei gra­zie a prog­et­ti mirati di val­oriz­zazione e recu­pero; Salet­ta ha inoltre indi­ca­to il peri­o­do che pre­cede le elezioni come l’occasione migliore per invitare i futuri can­di­dati sin­daci di Peschiera e Valeg­gio a un con­fron­to sull’argomento. Su questo pun­to è inter­venu­to Giulio Bichel, con­sigliere di oppo­sizione nell’ultima ammin­is­trazione aril­i­cense, sug­geren­do di inserire nel con­testo di un even­tuale con­fron­to pub­bli­co «Anche una sche­da per cias­cun can­dida­to che ripor­ti i rispet­tivi trascor­si e le deci­sioni prese in par­ti­co­lare in ambito ambi­en­tale». Mau­ro Sil­va, anch’egli espo­nente del­la stes­sa ammin­is­trazione, ha invece pos­to sull’accento sul­la reale pos­si­bil­ità, da parte del­la Regione Vene­to, di cos­ti­tuire un Par­co in un’area in cui «Sus­siste un impianto come il depu­ra­tore con­sor­tile, in cui la stes­sa Regione prevede il pas­sag­gio dell’ e in cui la Fed­er­azione Ital­iana Pesca Sporti­va ha in con­ces­sione le sponde del Min­cio per la pesca».

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