Portata minima (10,5 mc al secondo) per «tenere» il livello del Garda

Mincio ridotto a poco più di un torrente

12/01/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

L’ingeg­n­er Gae­tano Quar­ta, da 14 anni respon­s­abile degli uffi­ci man­to­vani del Mag­is­tra­to delle Acque, ci risponde gen­til­mente al tele­fono pro­prio pochi minu­ti dopo aver sped­i­to ai fun­zionari dell’«edificio rego­la­tore» (impro­pri­a­mente chiam­a­to diga) di Pon­ti sul Min­cio un fax che riduce a 10,5 metri cubi al sec­on­do la por­ta­ta del grande emis­sario del Gar­da. E’ la con­fer­ma «oper­a­ti­va» che il bassis­si­mo liv­el­lo del lago non è solo una curiosità sta­tis­ti­ca, ma una pre­oc­cu­pazione reale (anche se anco­ra non si può par­lare di allarme) che ser­peg­gia tra i tec­ni­ci incar­i­cati di equi­li­brare — con l’u­so delle para­toie sul Min­cio — due gran­di economie legate all’ac­qua del lago. L’e­cono­mia ambi­en­tale-tur­is­ti­ca dei cen­tri riv­ieraschi e l’e­cono­mia agri­co­la di 100mila ettari di cam­pagna pre­gia­ta nel mantovano.Fortuna vuole che la clam­orosa sic­c­ità e il con­seguente inesora­bile abbas­sa­men­to del Gar­da (ieri solo 29 cen­timetri sopra il cosid­det­to 0 idro­met­ri­co: record asso­lu­to per questo peri­o­do) coin­ci­dano con le sta­gioni «del letar­go» sia degli oper­a­tori tur­is­ti­ci che dei con­ta­di­ni, ma l’ingeg­n­er Quar­ta, a scan­so di equiv­o­ci, sta cer­can­do di con­ser­vare nel grande mag­a­zz­i­no del­la Padana più acqua pos­si­bile. L’ul­te­ri­ore riduzione decisa ieri del deflus­so del Min­cio (che con una por­ta­ta di 42 metri cubi al sec­on­do si porterebbe via un cen­timetro di Gar­da in 24 ore) dovrebbe tradur­si in non più di 2,5 mil­limetri di disce­sa gior­naliera del liv­el­lo del lago. Sic­come siamo a cir­ca 9 cen­timetri dal record neg­a­ti­vo asso­lu­to (che risale al set­tem­bre 1990), per qualche set­ti­mana la situ­azione è anco­ra sot­to con­trol­lo. Purchè pio­va. Ed abbondantemente.«Sarebbe un mez­zo dis­as­tro — spie­ga l’ingeg­n­er Quar­ta — se i liv­el­li fos­sero a queste quote, o poco più alti, dal 20 aprile in poi, quan­do nel man­to­vano iniziano i peri­o­di delle irrigazioni. Le pre­cip­i­tazioni non dovreb­bero man­care, ma quel­lo che è suc­ces­so quest’an­no ci inseg­na che nel­l’im­magazz­i­nazz­ione del­l’ac­qua del Gar­da non bisogna mai risparmi­ar­si. L’ac­qua alta non provo­ca mai incon­ve­ni­en­ti così ris­chiosi come l’ac­qua bassa».Sul chi va là anche la , la com­pag­nia di del lago. Ma i con­trol­li fat­ti eseguire a Limone ieri l’al­tro dal diret­tore, l’ingeg­n­er Cop­po­la, han­no esclu­so che i traghet­ti (da lunedì uni­co cor­done ombe­l­i­cale tra Riva e il bres­ciano per i lavori nelle gal­lerie) non pos­sano attrac­care al por­to per man­can­za di «pescag­gio». «Ci sono anco­ra 10 cen­timetri di dis­tan­za tra gli scafi e il fon­dale» — ci ha det­to lo stes­so ingeg­n­er Cop­po­la — «per un po’ di tem­po siamo tranquilli».

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