La Provincia spenderà 10 milioni per raccordare il tracciato «Del Sole» alle località gardesane. Ma a livello locale la realtà è triste

Miraggio piste ciclabiliOggi chi pedala rischia

25/11/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

«In bici­clet­ta a Lazise si può?»: era il tema del­la ser­a­ta orga­niz­za­ta a Lazise dal Cir­co­lo di Legam­bi­ente «Terre del Gar­da» e dagli «Ami­ci del­la bici­clet­ta». Rispos­ta sec­ca: no, almeno a sen­tire gli inter­ven­ti del pub­bli­co e a vedere la del­lo sta­to delle cose delle sul territorio.«In realtà per­cor­si pro­tet­ti per bici­clette non ce ne sono», han­no esor­di­to rap­p­re­sen­tati di Legam­bi­ente e cit­ta­di­ni, «una striscia gial­la a lato del­la Garde­sana non fa una ; e lad­dove si dovrebbe andare solo a bor­do delle due ruote, ci sono spes­so auto parcheg­giate, can­cel­li che chi­udono pas­sag­gi pub­bli­ci e quan­to altro impedis­ca un per­cor­so pro­tet­to per ciclisti».L’assessore all’ecologia del Comune di Lazise, Diego Ada­mi, è sta­to con­tes­ta­to pro­prio sul­lo sta­to di prog­et­tazione delle cicla­bili. «Sti­amo facen­do qual­cosa», ha repli­ca­to, «e sti­amo pen­san­do di ren­dere ciclope­donabile tut­ta la riva del ter­ri­to­rio. C’è uno stu­dio di fat­tibil­ità in cor­so e nell’entroterra abbi­amo fat­to un cen­si­men­to di tutte le stra­dine trasforma­bili. Per la cicla­bile sul­la Garde­sana, ver­rà real­iz­za­ta un’aiuola divisoria».È inter­venu­to anche Luca Sebas­tiano, asses­sore provin­ciale alla via­bil­ità ed ex sin­da­co di Lazise: «Le piste sul nos­tro ter­ri­to­rio non le pos­si­amo chia­mare cicla­bili, ma come Provin­cia abbi­amo prog­et­ti molto inter­es­san­ti da antic­i­pare, con inves­ti­men­ti impor­tan­ti. Abbi­amo in pre­vi­sione, infat­ti, la spe­sa di 10 mil­ioni per i trat­ti com­ple­men­tari alla Pista del Sole e a quel­la dell’Adige. Per quest’ul­ti­ma, com­pleter­e­mo gli stral­ci del­la Verona-Chie­vo-Bus­solen­go. Poi da Bus­solen­go, arriver­e­mo a Riv­o­li e fino a Brenti­no Bel­luno per col­le­gar­ci al Trenti­no». «Nel bilan­cio di dicem­bre», annun­cia, «approver­e­mo 4 mil­ioni per le trat­te del­la Pista del Sole, che sarà real­iz­za­ta entro il 2010. Col­legher­e­mo così Brenti­no Bel­luno a Riv­o­li, Cavaion, Cal­masi­no, Lazise, per arrivare con il trac­cia­to fino a Peschiera. È un pro­gram­ma ambizioso con il con­trib­u­to anche di Regione e Governo».«Chiaramente», ha pros­e­gui­to Sebas­tiano, «queste sono “autostrade cicla­bili”, non parag­o­nabili a per­cor­si comu­nali». E pro­prio su questo, si è alza­ta una forte con­tes­tazione: «Ben vengano le “autostrade cicla­bili”, ma intan­to, se dob­bi­amo man­dare i bam­bi­ni a scuo­la (scuole che non a caso si trovano sul­la Verona-Lago) o in paese, non abbi­amo disponi­bili per­cor­si pro­tet­ti». E sul tema delle piste comu­nali, da con­sid­er­ar­si col­le­gate a un dis­eg­no più ampio di rete inter­co­mu­nale, le risposte degli ammin­is­tra­tori sono state deboli.Michele Bertuc­co, pres­i­dente di Legam­bi­ente, ha repli­ca­to all’assessore provin­ciale: «Il prob­le­ma vero è che nel Piano ter­ri­to­ri­ale provin­ciale di coor­di­na­men­to, non ci sono i piani di mobil­ità cicla­bile, dove invece si trovano molte strade per le auto. Che scelte si vogliono fare per la mobil­ità del Gar­da? Occorre che il piano provin­ciale non si adegui solo a prog­et­ti inter­nazion­ali obbli­gati, come la pista del Sole, ma che pen­si ad una rete inter­co­mu­nale aven­do chiaro un progetto».La rispos­ta di Sebas­tiano: «La nos­tra atten­zione è ind­i­riz­za­ta agli assi prin­ci­pali. Le reti locali sono a cari­co comu­nale». Ma poi ha promes­so che inserirà «nel piano provin­ciale un dis­eg­no di piste per la zona».Paolo Fab­bri, pres­i­dente degli ami­ci del­la bici­clet­ta, ha com­men­ta­to infine, qua­si con stu­pore: «Com’è pos­si­bile che in ques­ta ter­ra mer­av­igliosa, par­adiso per i ciclisti non ci siano piste: che cosa vi è accadu­to per trovarvi in una simele situ­azione». Incred­i­bile, mag­a­ri, ma sicu­ra­mente vero.