Il film «Cacciatori di mostri» narra storie di pescatori. La vicenda di «Sigaretta» e di strani animali

Misteri nel fondo del lago

05/01/2005 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Mirco Franceschetti

Il mese scor­so, nel­la sala Con­gres­si del Comune, è sta­to proi­et­ta­to in antepri­ma il video «Cac­cia­tori di mostri», film stori­co doc­u­men­taris­ti­co real­iz­za­to da Andrea Tor­re­sani, sul­la fan­tomat­i­ca ricer­ca del mostro che un pesca­tore sostene­va di aver avvis­ta­to nel negli anni 60. Il video gira­to in pre­sa diret­ta dal Tor­re­sani e da Mas­si­mo Ver­nia con l’uso di due tele­camere segue il filone nar­ra­ti­vo del video real­i­ty. La sce­na che viene rap­p­re­sen­ta­ta non è più finzione, ma una tra­ma tan­gi­bile che si sno­da con l’improvvisazione degli avven­i­men­ti che suc­ce­dono nel cor­so di ques­ta avven­tu­ra fil­ma­ta. Occa­sione per sen­tire in pri­ma per­sona pesca­tori e garde­sani tes­ti­mo­ni­are su quan­to avvenu­to e sta avve­nen­do sul lago di Gar­da. Due doc­u­men­taristi ritrovano casual­mente in un caso­lare del Gar­da alcu­ni arne­si da pesca appartenu­ti ad un pesca­tore det­to «Sigaret­ta», che sostene­va di aver avvis­ta­to un pesce mostru­oso nel lago, all’altezza del­la Baia delle Sirene. In quei tem­pi (anni ’60) l’avvenimento ebbe vas­ta eco sui gior­nali. Era sta­ta ritrova­ta anche una vec­chia car­toli­na (degli anni ’30) recante una scrit­ta, «seg­nalazione», con una frec­cia indi­cante una figu­ra che si muove nelle acque del lago. «Inizial­mente si dove­va girare un altro servizio. Si è però deciso di cam­biare pro­gram­ma», affer­ma il ricer­ca­tore Andrea Tor­re­sani che pre­sen­terà il film nei vari fes­ti­val nazion­ali, «ripren­den­do tutte le fasi del ritrova­men­to e proce­den­do nel­la ricer­ca inter­vi­s­tan­do alcu­ni per­son­ag­gi garde­sani, uti­liz­zan­do poi una bar­ca da pesca­tori per effet­tuare delle riprese sul lago, ver­so la Baia delle Sirene». È sta­ta l’occasione per sen­tire dal­la viva voce di chi lavo­ra sul lago quel­lo che suc­cede nelel gior­nate pas­sate a lavo­rare tra il lago e la cos­ta. Cer­can­do però l’animalesco essere ne è appar­so un altro, non in carne ossa, ma altret­tan­to peri­coloso. La bar­ca come si vede dalle riprese viene cir­con­da­ta ad un cer­to pun­to da una mas­sa d’acqua in movi­men­to e improvvisa­mente uno dei due cac­cia­tori scom­pare dall’imbarcazione. Ed è a Pun­ta San Vig­ilio, cele­bre luo­go tur­is­ti­co garde­sano, che i due doc­u­men­taristi iniziano la loro ricerca.Già dal nome del­la Baia si capisce che las­cia incan­tati i vis­i­ta­tori per la bellez­za incom­pa­ra­bile dell’insenatura.Una baia che avrebbe las­ci­a­to incan­ta­to pure Ulisse. Prob­a­bil­mente il pesca­tore «Sigaret­ta» era rimas­to anche lui ammalia­to da quel pic­co­lo grande gol­fo e forse era sta­to spin­to ad esager­are sul fenom­e­no che ave­va nota­to. Di cer­to nel lago scom­paiono, per cause diverse, da sec­oli, tante per­sone, molte del­la quali non sono state più ritrovate. Di recente in una notte non di forte ven­to, si è pure «volatiliz­za­to» un pesca­tore pro­fes­sion­ista di Gar­da che è sta­to ritrova­to pro­prio in questi giorni a 160 metri di pro­fon­dità. Uno stori­co dell’800, il Coro­nel­li, sostene­va che nel Bena­co c’erano delle vor­agi­ni che inghiot­ti­vano i mal­cap­i­tati che vi pas­sa­vano sopra. Sarà. Ma allo­ra qual­cuno può dire che c’è anche il mostro che inghiotte chi gli capi­ta a tiro. Ettore Malfer, pesca­tore del lago che viene inter­vis­ta­to nel film, dice:«Nel lago non si pes­cano più pesci .Che sia sta­to il mostro?» Una doman­da che forse si può spie­gare in modo meno fan­ta­sioso, sen­za ricor­rere ai mostri, con la dif­fu­sione, purtrop­po, dell’inquinamento, forse il vero «mostro» che può essere dev­as­tante per il Bena­co e i suoi abitanti.

Parole chiave: