Oltre 400 km di tracciati sicuri per ciclisti di qualsiasi livello

Mobilità dolce in bicicletta

26/03/2011 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Il Trenti­no estende e miglio­ra costan­te­mente la pro­pria rete di per­cor­si ciclope­donali, che copre l’in­tero ter­ri­to­rio provin­ciale. Un sis­tema di qual­ità che va incon­tro a chi cer­ca una vacan­za “slow”, dai rit­mi molto tran­quil­li e rilas­san­ti   Trenti­no ter­ra ami­ca dei ciclisti. Un modo nuo­vo di vivere davvero un ter­ri­to­rio, di goder­si una vacan­za, las­cian­dosi andare ad una escur­sione in bici­clet­ta. Sem­pre più in tut­ta Europa, infat­ti, è apprez­za­ta la mobil­ità che unisce l’e­colo­gia alla spen­sier­atez­za di un’es­pe­rien­za a con­tat­to con la natu­ra, poten­do così toc­care con mano gli angoli più carat­ter­is­ti­ci e spe­ciali di una ter­ra. La Provin­cia Autono­ma di Tren­to, che ha com­in­ci­a­to a real­iz­zare la rete dei per­cor­si ciclope­donali fin dagli anni Ottan­ta, nel 2008 ne ha pro­gram­ma­to l’estensione fino a 570 km indi­vid­uan­do anche una speci­fi­ca seg­nalet­i­ca che inte­gra quel­la del codice del­la stra­da e che carat­ter­iz­za i per­cor­si nel Trenti­no. Le piste ciclope­donali sono ris­er­vate con pari dirit­to ai pedoni ed ai ciclisti, pos­sono essere per­corse anche dai cit­ta­di­ni che usano i “roller”, dai mezzi per la manuten­zione, dal­la vig­i­lan­za e dai con­ta­di­ni che devono rag­giun­gere i ter­reni da colti­vare. Per questo gli uti­liz­za­tori devono atten­er­si alle norme del Codice del­la stra­da, rispet­tan­do i dirit­ti e le esi­gen­ze di tut­ti, le regole di edu­cazione civi­ca e del buon sen­so. Sulle piste ciclope­donali del Trenti­no, che cos­ti­tu­is­cono anche un reti­co­lo di per­cor­si a sup­por­to del­la mobil­ità alter­na­ti­va, è assi­cu­ra­to un alto gra­do di sicurez­za, che rende adat­ta l’in­fra­strut­tura anche alla fre­quen­tazione dei bam­bi­ni, per questo alla rete è sta­to asseg­na­to il mar­chio «Fam­i­ly in Trenti­no». Ogni trat­to è sta­to clas­si­fi­ca­to sec­on­do tre par­ti­co­lari gra­di di dif­fi­coltà. La rete è sta­ta real­iz­za­ta dall’Ufficio Piste ciclope­donali del Servizio Con­ser­vazione del­la Natu­ra e Val­oriz­zazione Ambi­en­tale del­la Provin­cia Autono­ma di Tren­to, che ne cura anche la manuten­zione occu­pan­do un centi­naio di lavo­ra­tori e lavo­ra­tri­ci ricol­lo­cati in queste attiv­ità, uomi­ni ultra­c­inquan­ten­ni e donne ultra­quar­antac­inquen­ni che sono state espul­si dalle imp­rese e non più rias­sor­biti dal mer­ca­to del lavoro ordi­nario, han­no in questo modo la pos­si­bil­ità di com­pletare il pro­prio ciclo lavo­ra­ti­vo. Per qual­i­fi­care le infra­strut­ture di servizio ed in par­ti­co­lare gli eser­cizi di som­min­is­trazione che han­no acces­so diret­to dalle , è sta­to isti­tu­ito il mar­chio «Bici­grill» rego­la­to da uno speci­fi­co dis­ci­pli­nare.   Dove ped­alare alla scop­er­ta del ter­ri­to­rio La rete si arti­co­la in 10 per­cor­si prin­ci­pali: Valle dell’Adige, Val­sug­ana, Val­li di Fiemme e Fas­sa, Valle del Prim­iero, Bas­so Sar­ca, Valle dei Laghi, Val Ren­de­na, Valle del Chiese, Valle di Ledro e Val di Sole. Il più lun­go è quel­lo in Valle dell’Adige, trac­cia­to tra i vigneti, che misura 96 km e cos­ti­tu­isce un col­lega­men­to pro­tet­to tra le Alpi e la Pia­nu­ra Padana. Nel cor­so del 2011 sarà mes­so a dis­po­sizione dei ped­ala­tori parte di un nuo­vo trat­to di per­cor­so ciclope­donale, che si svilup­pa nell’alta Val di Non per una lunghez­za di 32 km.   Tan­ti servizi stu­diati per i ciclo­tur­isti   In prim­is è sta­ta pen­sa­ta una seg­nalet­i­ca ver­ti­cale e oriz­zon­tale ded­i­ca­ta che con­sente di iden­ti­fi­care pun­tual­mente i trac­ciati e di conoscere la pro­pria posizione carat­ter­iz­za l’intera rete. Ogni trat­to è correda­to poi da una speci­fi­ca seg­nalet­i­ca che ne dichiara la per­cor­ri­bil­ità sec­on­do tre diver­si gra­di di dif­fi­coltà, per sup­port­are il ciclista nel­la piani­fi­cazione dell’impegno che lo aspet­ta. La mag­gior parte dei per­cor­si si svilup­pa su via­bil­ità ris­er­va­ta all’utente “debole” del­la stra­da, con passerelle e sot­topas­si man­tenu­ti in per­fet­ta effi­cien­za e adeguata­mente pro­tet­ti. Cinque Bici­grill dis­lo­cati a Nomi, Vigo Ren­de­na, Lev­i­co Terme, Tezze di Grig­no e Pel­liz­zano sono a dis­po­sizione per ris­torare, infor­mare e assis­tere, ren­den­do disponi­bili i servizi igien­i­ci e una serie di attrez­za­ture per la pic­co­la manuten­zione del­la bici­clet­ta. Il sis­tema Trenti­no del­la mobil­ità offre una servizio per il trasporto del­la bici­clet­ta sui mezzi pub­bli­ci, auto­bus o treno, al cos­to di 1 euro su qual­si­asi trat­ta. Con­sul­tan­do il sito www.ciclabili.provincia.tn.it, si può piani­fi­care il pro­prio itin­er­ario, otte­nen­do infor­mazioni sul­la per­cor­ri­bil­ità dei sin­goli trat­ti e scari­care le mappe con gli anda­men­ti alti­metri­ci dei per­cor­si. Sul sito è inoltre disponi­bile un applica­ti­vo che con­sente la per­cor­ren­za vir­tuale delle piste cicla­bili e un sis­tema GPS per la mes­sa in lin­ea dei trac­ciati.

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