«Si aggiungono agli 84 stanziati in precedenza». Oggi il via libera dal Consiglio dei ministri. Il sottosegretario, deputato della Lega, annuncia di aver ottenuto un nuovo stanziamento nel maxiemendamento alla Finanziaria

Molgora: «Terremoto, 30 milioni dallo Stato»

14/12/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
m.te.

La battaglia più dura s’è con­suma­ta nel­la notte fra lunedì e mart­edì. C’erano da dividere i magri stanzi­a­men­ti del­la all’interno del maxi-emen­da­men­to alla finanziaria, che oggi sarà vara­to dal Con­siglio dei min­istri. «È sta­ta dura — dice a battaglia con­clusa il sot­toseg­re­tario alle Finanze, — ma alla fine sono rius­ci­to a strap­pare un nuo­vo, sig­ni­fica­ti­vo stanzi­a­men­to per le zone ter­re­mo­tate del Bres­ciano». I fon­di ottenu­ti sono di 2 mil­ioni di euro all’anno per i prossi­mi quindi­ci anni, il che total­iz­za 30 mil­ioni di euro com­p­lessivi per le zone garde­sane e valsab­bine dura­mente provate dal sis­ma del 24 novem­bre 2004. Mol­go­ra, che a Roma ha battaglia­to sul ver­sante dei finanzi­a­men­ti statali, e che lamen­ta di «aver dovu­to fare tut­to da solo, sen­za inizia­tive di altri par­ti­ti», sot­to­lin­ea che questo stanzi­a­men­to va ad aggiunger­si a quel­li già decisi in prece­den­za. E che non sono trascur­abili. «Ricor­do — dice il dep­u­ta­to leghista — che 10 mil­ioni di euro era­no sta­ti stanziati con una pri­ma ordi­nan­za, nei giorni dell’emergenza. Poi, nel­la finanziaria 2005, d’intesa con il min­istro Calderoli erava­mo rius­ci­ti ad ottenere altri 30 mil­ioni di euro». Una terza voce è sta­ta rap­p­re­sen­ta­ta dai 2,93 mil­ioni per quindi­ci anni stanziati suc­ces­si­va­mente, «che fan­no altri 44 mil­ioni di euro». Fino­ra, insom­ma, il gov­er­no nazionale ave­va des­ti­na­to 84 mil­ioni di euro (sia pur diluiti nel tem­po) alle zone ter­re­mo­tate di casa nos­tra. «Con i 30 mil­ioni pre­visti nel maxi-emen­da­men­to — insiste Mol­go­ra — si arri­va a 114 mil­ioni stanziati per una zona ter­re­mo­ta­ta nel Nord. Una som­ma impens­abile negli anni scor­si, tan­to più in un momen­to di dif­fi­coltà eco­nom­i­ca come quel­lo che sti­amo viven­do». Una som­ma che Mol­go­ra ricor­da di aver dovu­to strap­pare pez­zo dopo pez­zo: «Per quan­to riguar­da la Pro­tezione civile, l’altra notte, si era par­ti­ti da stanzi­a­men­ti con­cen­trati nel Molise e nel cen­tro Italia, men­tre alla Valsab­bia sareb­bero rimaste le brici­ole. Dopo la trat­ta­ti­va dura­ta tut­ta la notte si è arrivati a una divi­sione più equi­li­bra­ta». Come saran­no imp­ie­gati questi fon­di? «Essendo col­le­gati alla Pro­tezione civile — antic­i­pa Mol­go­ra — saran­no uti­liz­za­ti in accor­do con il com­mis­sario». Il che, di fat­to, li rende disponi­bili a una molteplic­ità di impieghi sul ter­ri­to­rio. Oggi il max­iemen­da­men­to alla Finanziaria — dice­va­mo — appro­da al Con­siglio dei min­istri per l’approvazione finale. Mol­go­ra fa gli scon­giuri, ma la sud­di­vi­sione dei fon­di per la Pro­tezione civile appare «blin­da­ta» dall’accordo di mag­gio­ran­za. Le popo­lazioni ter­re­mo­tate, insom­ma, dovreb­bero davvero fes­teggia­re un inat­te­so «pen­siero» di san­ta Lucia…