Al Trimelone raccolti ulteriori 2.200 ordigni, da oggi in una cava di Torri la bonifica. Sos dell’amministrazione: «Servono altri soldi per farle brillare»

Molte più bombe del previsto

09/03/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Le bombe recu­per­ate all’isola del Trimel­one sono così tante che son fini­ti i sol­di nec­es­sari allo stoccag­gio e al bril­la­men­to degli ordig­ni stes­si. Insom­ma, i fon­dali del lago attorno all’isola al largo di Assen­za con­tin­u­ano a las­cia­re a boc­ca aper­ta. I lavori di bonifi­ca del ter­reno pros­eguono sen­za intop­pi, come i lavori di recu­pero degli ordig­ni bel­li­ci dall’acqua, tut­ti ese­gui­ti dagli esper­ti del­la dit­ta Bosca di Venezia. Ma, assieme ai lavori, pros­eguono pure le sor­p­rese, cer­ta­mente al di là di ogni aspet­ta­ti­va. Dopo il recu­pero, nelle prime quat­tro set­ti­mane, di oltre 2.200 bombe di vario tipo, tra cui granate, bombe d’artiglieria, bombe a mano, mine, fumo­geni e bombe a cari­ca­men­to spe­ciale (cioè le incen­di­are al fos­foro bian­co), altri 3.400 ordig­ni sono sta­ti recu­perati in questi giorni dagli uomi­ni gui­dati da Nico­la Fal­coni, tec­ni­co con brevet­to Bcm (bonifi­ca campi minati, n.d.r.) e tito­lare del­la dit­ta veneziana incar­i­ca­ta dal­la Prefet­tura. «Ad oggi», chiarisce l’assessore ai lavori pub­bli­ci di Bren­zone, Davide Benedet­ti, incar­i­ca­to dal sin­da­co Gia­co­mo Simonel­li di seguire quo­tid­i­ana­mente la vicen­da e respon­s­abile del coor­di­na­men­to tra le squadre al Trimel­one, la Prefet­tura e le Forze Armate, «sono sta­ti recu­perati cir­ca 5.600 ordig­ni di vario poten­ziale esplo­si­vo». Una cifra record, ma pure agghi­ac­ciante se si pen­sa che, dal 1954, gli ordig­ni del­la pri­ma e del­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale giac­ciono sui fon­dali garde­sani tra Assen­za e il Trimel­one e, soprat­tut­to, se si pen­sa alle pos­si­bili con­seguen­ze che ciò ha sig­ni­fi­ca­to per la sicurez­za dei cit­ta­di­ni. Ques­ta cifra record sta però cre­an­do seri prob­le­mi anche sul ver­sante eco­nom­i­co dato che, come ave­va illus­tra­to Fal­coni al pri­mo cit­tadi­no di Bren­zone, «Quel­lo del Trimel­one è un caso uni­co in Italia per con­cen­trazione, qual­ità e quan­tità di esplo­si­vo», e vis­to anche che «la realtà è molto peg­gio di quan­to ci potes­si­mo aspettare». Così, assieme alle bombe, sono venute a gal­la espo­nen­zial­mente anche le neces­sità sul ver­sante eco­nom­i­co. «La Prefet­tura, tramite la Pres­i­den­za del Con­siglio», ricor­da l’assessore Benedet­ti, «ave­va stanzi­a­to nel set­tem­bre scor­so 660 mila euro men­tre la giun­ta regionale, su pro­pos­ta dell’assessore ai lavori pub­bli­ci Mas­si­mo Gior­get­ti, a mar­zo 2005 ave­va dato un ulte­ri­ore con­trib­u­to di 200 mila euro. Ebbene, oggi abbi­amo già prati­ca­mente esauri­to la quo­ta di finanzi­a­men­ti, solo 51 mila euro, che era­no sta­ti pre­visti per lo stoccag­gio e il bril­la­men­to degli ordig­ni esplo­sivi, obbli­ga­to­rio una vol­ta recu­perati gli stes­si». Insom­ma: a cir­ca metà del lavoro, dato che gli uomi­ni del­la Bosca han­no fino­ra boni­fi­ca­to il fon­dale lacus­tre sola­mente fino a una pro­fon­dità di cir­ca 10 metri rispet­to ai 35 metri sot­to l’acqua cui dovran­no arrivare, sono prati­ca­mente ter­mi­nati i sol­di nec­es­sari a portare in una cava dismes­sa di Tor­ri del Bena­co gli ordig­ni e a far­li poi bril­lare. E pro­prio ques­ta mat­ti­na ci saran­no i pri­mi bril­la­men­ti nell’ex cava marmifera. «Sem­bra impos­si­bile pure a noi», aggiunge Benedet­ti, «ma è pro­prio così. I fon­di per con­tin­uare le ricerche e la bonifi­ca ci sono. Man­cano invece quel­li per por­tar via e far saltare le bombe. All’inizio infat­ti era dif­fi­cile quan­tifi­care il denaro nec­es­saro a questo scopo, dato che non si pote­va sapere cosa e quan­to si sarebbe recu­per­a­to». Di qui la deci­sione del sin­da­co Gia­co­mo Simonel­li di for­mu­la­re ora una nuo­va richi­es­ta urgente di finanzi­a­men­to stra­or­di­nario all’assessore regionale Gior­get­ti che, pro­prio qualche set­ti­mana fa, era sta­to con­vo­ca­to in sopral­lu­o­go dall’amministrazione di Bren­zone. Nell’occasione, il rap­p­re­sen­tante veronese in regione di Allean­za nazionale già abbon­dan­te­mente stupi­to per la quan­tità indus­tri­ale di ordig­ni e per la situ­azione più che mai esplo­si­va, ave­va volu­to tran­quil­liz­zare gli ammin­is­tra­tori, garan­ten­do «ulte­ri­ore appog­gio alle oper­azioni di bonifi­ca, se nec­es­sario». In questi giorni Benedet­ti ha incon­tra­to Gior­get­ti per illus­trare i det­tagli del­la richi­es­ta. «Siamo a man­i­festare», han­no scrit­to il sin­da­co e l’assessore di Bren­zone, «l’insufficienza di fon­di per effet­tuare i bril­la­men­ti, vista l’indilazionabilità del com­ple­ta­men­to del­la bonifi­ca per l’imminente inizio del­la sta­gione tur­is­ti­ca, chiedi­amo ulte­ri­ori 350 mila euro di finanzi­a­men­to stra­or­di­nario». Una cifra che il pri­mo cit­tadi­no oggi sti­ma suf­fi­ciente sia per pagare lo stoccag­gio delle bombe e l’affitto del­la cava di Tor­ri del Bena­co, dove i mil­i­tari stan­no por­tan­do a bril­lare gli ordig­ni, sia per met­ter­si al riparo da ulte­ri­ori ammanchi dovu­ti alla stra­or­di­nar­ia quan­tità dei ritrova­men­ti. La pal­la pas­sa ora all’assessore Gior­get­ti, al quale spet­ta il non facile com­pi­to di bat­tere cas­sa in Giun­ta regionale per fare stanziare i sol­di nec­es­sari a com­pletare un inter­ven­to atte­so dal­la popo­lazione di Bren­zone da 52 anni.