Il sindaco: «Se ha sbagliato la ditta, li rifarà; se è colpa dell’assessore, pagherà lui» I cartelli pubblicitari sono in tre lingue ma la traduzione in tedesco non è corretta

Mondiali di ciclismo con tanto di errore

24/12/2003 in Curiosità
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

«Repeti­ta iuvant» (ripetere gio­va), sol­e­vano dire i lati­ni. Ma anche «errare humanum est, per­se­veràre dia­bolicum» (errare è umano, per­se­ver­are è dia­bol­i­co), era uno dei loro mot­ti. Ebbene, delle due mas­sime quel­la che più si addice al Comune di Bar­dolino è sen­za dub­bio la sec­on­da. I fat­ti. Dopo mesi d’attesa, final­mente sono appar­si in paese gli sten­dar­di che pub­bli­ciz­zano i mon­di­ali di ciclis­mo 2004: scritte nere su sfon­do bian­co con tan­to di logo in alto che reclamiz­zano in tre lingue l’evento del­la tre giorni iri­da­ta (27, 28, 29 set­tem­bre). Tut­to a pos­to, no? No, per­ché la traduzione in tedesco ripor­ta un errore che, per quan­to banale, errore sem­pre è: far­rad anziché fahrrad (in tedesco sig­nifi­ca bici­clet­ta). Ad accorg­ersene è sta­ta una gio­vane pas­sante teu­ton­i­ca. Incredu­la, ha fat­to osser­vare l’errore agli incolpevoli operai comu­nali. «Ma come, un paese tur­is­ti­co come il vostro, fre­quen­ta­to soprat­tut­to dai tedeschi, fa sim­ili errori!», si è mer­av­igli­a­ta la tur­ista tedesca. Lo sbaglio non è pas­sato inosser­va­to nep­pure al capogrup­po di mino­ran­za di Bar­dolino oltre duemi­la pron­to a ind­i­riz­zare al sin­da­co, al diret­tore gen­erale e a respon­s­abile area finanziaria e Iso 9001 una let­tera di protes­ta. «Dopo essere sta­ti a suo tem­po dileg­giati dal­lo Spiegel per un cartel­lo sbaglia­to in lin­gua tedesca», scrive, «oggi rica­di­amo nel­lo stes­so errore. Mi chiedo chi fa queste traduzioni, chi tra asses­sori e dipen­den­ti le con­trol­la». Sul­la vicen­da il sin­da­co Arman­do Fer­rari non nasconde tut­to il suo dis­ap­pun­to. «Non pagher­e­mo la dit­ta com­pe­tente», assi­cu­ra, «se pri­ma non ver­ran­no fat­te le cor­rezioni del caso». Silen­zio, poi sbot­ta: «Se la col­pa è invece dell’assessore com­pe­tente, pagherà lui. No, io non fac­cio nomi».