Un'occasione da prendere al volo. La candidatura di Bardolino e Verona per i Mondiali di ciclismo del 2004

Mondiali di ciclismo sul lago di Garda?

05/07/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Un’oc­ca­sione da pren­dere al volo. La can­di­datu­ra di Bar­dolino e Verona per i Mon­di­ali di ciclis­mo del 2004 può rap­p­re­sentare un colpo da novan­ta per l’im­mag­ine del cen­tro lacus­tre e del­la spon­da veronese del lago di Gar­da. Per­ché il sog­no diven­ti realtà occorre che l’I­talia bat­ta la con­cor­ren­za di Spagna e Ger­ma­nia le cui can­di­da­ture insieme a quel­la azzur­ra sono state accolte dal­l’U­nione ciclis­ti­ca inter­nazionale (Uci). Suc­ces­si­va­mente l’asse Verona-Bar­dolino dovrà pro­porre garanzie mag­giori di Berg­amo, Cane­va (Friuli Venezia Giu­lia), Imo­la e Pescara. Una cor­sa sen­z’al­tro alla pari ma comunque zep­pa d’in­si­die e sor­p­rese. Il comi­ta­to gial­loblù può però con­tare su di un leader di spic­co come Teofi­lo San­son, indus­tri­ale in gra­do d’im­primere lo sprint vin­cente. Cre­den­ziali di ran­go che som­mate all’es­pe­rien­za mat­u­ra­ta come orga­niz­za­tore dei Mon­di­ali del­lo scor­so anno sulle Tor­ri­celle a Verona garan­tis­cono a San­son un peso speci­fi­co di rispet­to. Lo stes­so re dei gelati, come già affer­ma­to lunedì pomerig­gio nel­la con­feren­za stam­pa indet­ta in Provin­cia, non nasconde una buona dose di ottimis­mo. «Il suc­ces­so che abbi­amo reg­is­tra­to a Verona è sta­to di por­ta­ta mon­di­ale. L’even­to sporti­vo è sta­to segui­to in tele­vi­sione da 380 mil­ioni di spet­ta­tori. Mai tan­ta gente si era sin­toniz­za­ta su di una gara iri­da­ta. Con­sid­er­a­ta poi la crisi d’im­mag­ine che cir­con­da il mon­do delle due ruote il risul­ta­to è sicu­ra­mente doppio». Ma su quali basi pog­gia la sua fidu­cia di riportare a Verona e per la pri­ma vol­ta sul Gar­da una com­pe­tizione di tale spes­sore. «Sem­plice. Il ciclis­mo inter­nazionale ha bisog­no di una orga­niz­zazione impec­ca­bile ma anche di sce­nari di grande fas­ci­no e attrat­ti­va che da noi non difet­tano di cer­to». L’ot­timis­mo di San­son non ha man­ca­to di con­ta­gia­re i pre­sen­ti alla con­feren­za stam­pa. Tra questi anche il vice-sin­da­co di Bar­dolino Val­ter Rizzi e l’asses­sore al tur­is­mo Ste­fano Tagli­a­fer­ri. Assente per­ché influen­za­to il pri­mo cit­tadi­no Arman­do Fer­rari. «La scelta del nos­tro paese come pos­si­bile sede delle sei gare a cronometro è deter­mi­na­ta dalle carat­ter­is­tiche del ter­ri­to­rio e di pari pas­so dal­la pre­sen­za di numerose strut­ture alberghiere di un cer­to liv­el­lo», com­men­ta Rizzi. «L’ampia capac­ità ricetti­va rispet­to agli altri cen­tri lim­itrofi ha gio­ca­to a nos­tro favore come anche la pre-mon­di­ale svol­ta nel 1992 sulle strade di Bar­dolino e del­l’en­troter­ra. Non dimen­tichi­amo poi che inver­no da noi ven­gono a svernare intere squadre pro­fes­sion­is­tiche approf­ittano del cli­ma ide­ale per svol­gere gli allena­men­ti. L’ul­ti­mo cam­pi­one è sta­to l’irida­to Oscar Camen­zind». Ieri come oggi a spon­soriz­zare il cen­tro riv­ieras­co è anco­ra una vol­ta San­son. «Ma non è solo Bar­dolino ad essere coin­volto», affer­ma l’asses­sore provin­ciale e garde­sano doc Davide Bendinel­li. «Ci sarà spazio anche per Lazise, Gar­da e altri. Inutile ricor­dare che si trat­terebbe di un otti­mo lan­cio tur­is­ti­co per la Riv­iera degli Olivi». Il lago di Gar­da nel pas­sato ha abbrac­cia­to in altre cir­costanze i cam­pi­oni delle due ruote. Al di là delle ultime tre edi­zioni del Giro del Trenti­no, che han­no fat­to tap­pa a Tor­ri e Mal­ce­sine, è da ricor­dare il fes­toso salu­to che Gar­da diede il 16 mag­gio 1969 alla 52ª del Giro d’I­talia con­clu­so poi con la vit­to­ria di Gimon­di. All’e­poca al fat­to sporti­vo si abbinò quel­lo eco­logi­co. In quei giorni face­va dis­cutere il «prog­et­to Rodighiero» che prevede­va di far arrivare le bet­to­line (le chi­at­te da trasporto) sul Gar­da attra­ver­so il Min­cio reso nav­i­ga­bile. Con­tro il provved­i­men­to insorse la popo­lazione e i sin­daci del lago che ven­ti­larono una man­i­fes­tazione di protes­ta in occa­sione del­la pun­zonatu­ra dei giri­ni ma tut­to poi si svolse in per­fet­to ordine.

Stefano Joppi

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