Aprirà il programma la «passeggiata in bicicletta» dalla piazza centrale. Oggi la comunità celebra il santo protettore del paese

Moniga in festaper San Martino

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Di Luca Delpozzo
Elena Cerqui

Oggi l’intera comu­nità di Moni­ga si mobiliterà per i fes­teggia­men­ti del patrono, San Mar­ti­no, la cui ricor­ren­za cade pro­prio l’11 novem­bre. Per fes­teggia­re al meglio ques­ta ricor­ren­za l’Amministrazione comu­nale si è mobil­i­ta­ta, in col­lab­o­razione con l’Unione sporti­va locale e il Grup­po , per coin­vol­gere la comunità.Si com­in­cerà alle 8.45, con il ritro­vo, nel­la cen­trale piaz­za San Mar­ti­no, per la “Passeg­gia­ta in bici­clet­ta”, una scam­pag­na­ta su due ruote lun­go il ter­ri­to­rio comu­nale giun­ta alla sua sec­on­da edi­zione, aper­ta a tut­ti e in memo­ria di Giampi­etro Pasi­ni. Alle 11 si ter­rà, nel­la par­roc­chiale, la fun­zione reli­giosa e, a seguire, per tut­ti col­oro che si saran­no iscrit­ti, il pran­zo in com­pag­nia nei locali dell’oratorio. Il menù, dal cos­to di 20 euro per gli adul­ti e di 5 per i bam­bi­ni, prevede: mines­tra con fega­ti­ni, l’immancabile spiedo con polen­ta, con­torni, for­mag­gio, dolce, acqua, e caf­fè. Ma la gior­na­ta non si chi­ud­erà qua: i fes­teggia­men­ti con­tin­uer­an­no nel pomerig­gio, a par­tire dalle 15, con giochi in piaz­za San Mar­ti­no e castagne e vin brulè per tut­ti preparate dal locale Grup­po alpi­ni. «La fes­ta sarà un’opportunità per conoscer­ci meglio — spie­ga il sin­da­co di Moni­ga, Lorel­la Lavo, riv­ol­ta ai cit­ta­di­ni — un momen­to di incon­tro e di dial­o­go per rigener­are e instau­rare vec­chie e nuove amicizie».San Mar­ti­no di Tours è il patrono dei cav­a­lieri, viag­gia­tori e dei vig­naioli e visse nel IV sec­o­lo. Nato in Pan­non­ia attorno al 315 fu avvi­a­to al servizio mil­itare all’età di 15 anni e si con­vertì al cris­tianes­i­mo dopo il famoso episo­dio del man­tel­lo. La leggen­da nar­ra che Mar­ti­no si trova­va alle porte del­la cit­tà di Amiens con i suoi sol­dati quan­do incon­trò un men­di­cante semi­nudo. D’im­pul­so tagliò in due il suo man­tel­lo mil­itare e lo con­di­vise con il men­di­cante. Quel­la notte sognò che Gesù si reca­va da lui e gli resti­tu­i­va la metà di man­tel­lo che ave­va con­di­vi­so. Udì Gesù dire ai suoi angeli: «Ecco qui Mar­ti­no, il solda­to romano che non è bat­tez­za­to, egli mi ha vesti­to». Quan­do Mar­ti­no si risveg­liò il suo man­tel­lo era inte­gro. Il man­tel­lo mira­coloso venne con­ser­va­to come reliquia, ed entrò a far parte del­la collezione di reliquie dei re Merovin­gi. Gli abi­tan­ti di Tours lo elessero vesco­vo nel 371 per la fama di san­tità col­le­ga­ta ai numerosi mira­coli al suo atti­vo, come la gua­ri­gione di leb­brosi ed epilet­ti­ci, o la res­ur­rezione di un gio­vane schi­a­vo che era sta­to impiccato.

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