Il Comune scende in campo per difendere gli utenti che, pur pagando il canone, godono da anni di un servizio monco. Si riceve Rai tre del Veneto, e il sindaco minaccia proteste forti

«Moniga vuole il tg lombardo»

21/06/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Moniga del Garda

Il canone tv? Va bene, ma almeno, dato che bisogna pagar­lo ogni anno, la Rai dovrebbe pre­oc­cu­par­si di fornire un servizio adegua­to. Non par­liamo nat­u­ral­mente delle scelte legate al palinses­to (rispet­to alle quali ogni tele­spet­ta­tore avrebbe prob­a­bil­mente posizioni diverse), ma più sem­plice­mente di un vero dis­servizio. E per di più di vec­chia data. Ovvero dell’impossibilità, in alcune zone del Gar­da bres­ciano e in par­ti­co­lare a Moni­ga, di rice­vere le fre­quen­ze, e quin­di i tele­gior­nali, di Rai tre Lom­bar­dia. E ora, pro­prio a Moni­ga, il sin­da­co Mas­si­mo Polli­ni e l’intera Giun­ta comu­nale han­no deciso di affrontare di pet­to la situ­azione, rac­coglien­do il gen­erale mal­con­tento degli uten­ti Rai e las­cian­do intravedere la pos­si­bil­ità di attuare forme di ritor­sione di un cer­to peso. I cit­ta­di­ni, con a capo il sin­da­co, ricor­dano, come quel­li di altri comu­ni del bas­so lago, che sono costret­ti a pagare il canone poten­do però con­tare su un servizio «mon­co». «Si trat­ta di un civile atto di protes­ta — sot­to­lin­ea Polli­ni — che parte da Moni­ga, un paese pret­ta­mente tur­is­ti­co nel quale sog­gior­nano anche migli­a­ia di tur­isti lom­bar­di, ovvi­a­mente inter­es­sati alle notizie che riguardano la loro regione. Sen­za dimen­ti­care che rispet­to alle notizie locali va reg­is­tra­ta anche l’attenzione dei vacanzieri prove­ni­en­ti da altre regioni d’Italia, oltre che, nat­u­ral­mente, dei res­i­den­ti». «Ma a noi — rib­adisce Polli­ni — Rai tre pro­pone ogni sera i pro­gram­mi e le notizie del Vene­to: un palinses­to pur sem­pre inter­es­sante ma lon­tano da noi, dal nos­tro ter­ri­to­rio e dal nos­tro quo­tid­i­ano. La nos­tra gente e i nos­tri tur­isti, sono inter­es­sati alle notizie di casa nos­tra, cioè a quelle lom­barde». La con­clu­sione? Sen­za entrare nel det­taglio, il pri­mo cit­tadi­no ha invi­ta­to uffi­cial­mente la pres­i­den­za del­la Rai e in par­ti­co­lare la direzione di Rai tre a rime­di­are all’inconveniente, minac­cian­do «forme ecla­tan­ti di protes­ta» nel caso in cui l’invito, rel­a­ti­vo a un prob­le­ma che si trasci­na da anni, non ven­ga affronta­to e risolto.