Era affollato il Supercinema venerdì sera per l'intervento di monsignor Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra

Mons. Riboldi: è da guardoni il Grande Fratello di Canale 5

Di Luca Delpozzo
e.b.

Era affol­la­to il Supercin­e­ma ven­erdì sera per l’in­ter­ven­to di mon­sign­or Anto­nio Ribol­di, vesco­vo emer­i­to di Acer­ra. La sua visi­ta nel­la cit­tà del­l’Al­to Man­to­vano era inseri­ta nel pro­gram­ma di cel­e­brazioni per il Giu­bileo del­la famiglia, orga­niz­zate dal­la par­roc­chia dei San­ti Nazario e Celso.«Quale famiglia per il 2000?» era infat­ti il tito­lo del­la ser­a­ta, anche se il vesco­vo non ha man­ca­to di toc­care diverse tem­atiche di attual­ità e rac­con­tare alcu­ni aned­doti diver­ten­ti del­la pro­pria infanzia, tenen­do des­ta l’at­ten­zione del pub­bli­co per due ore. «La soci­età odier­na è carat­ter­iz­za­ta dal­la man­can­za di val­ori — ha esor­di­to mon­sign­or Ribol­di -. Diamo impor­tan­za ad aspet­ti del­la vita che non han­no futuro, ci man­ca una visione escat­o­log­i­ca. La fedeltà, val­ore fon­dante del mat­ri­mo­nio e quin­di del­la famiglia, è scomparsa».Il vesco­vo non ha risparmi­a­to critiche al mon­do tele­vi­si­vo e dei mass media, che impon­gono fal­si mod­el­li: «Il Grande fratel­lo? Un insieme di fal­sità, con attori che pre­tendono di rap­p­re­sentare la vita reale. Ormai siamo dei guardoni che spi­ano dal buco del­la ser­ratu­ra», ha com­men­ta­to il pre­sule. Mon­sign­or Ribol­di ha poi avu­to parole dure con­tro le cop­pie omoses­su­ali, il divorzio, l’abor­to e le unioni di fat­to: «Adesso chia­mano in questo modo le con­viven­ze sen­za mat­ri­mo­nio, per noi si trat­ta­va sem­plice­mente di con­cu­bi­ni». Sec­on­do il vesco­vo, oltre alla fedeltà, per tenere uni­ta una famiglia serve man­tenere una cer­ta dis­tinzione di ruoli fra uomo e don­na, ed è impor­tante non pri­vare le per­sone del­la mater­nità e pater­nità, attra­ver­so alcu­ni tipi di insem­i­nazione arti­fi­ciale che la scien­za sta prospettando.