Monte Brione: una folla all’inaugurazione dei forti

20/10/2014 in Attualità
Di Luigi Del Pozzo

Nel cen­te­nario del­lo scop­pio del­la pri­ma guer­ra mon­di­ale, si è svol­ta nel­la mat­ti­na di saba­to 18 otto­bre l’at­te­sa cer­i­mo­nia d’in­au­gu­razione del­l’in­ter­ven­to di recu­pero e ripristi­no dei for­ti del Monte Brione – il forte Gar­da e la Bat­te­ria di mez­zo – e degli spazi cir­costan­ti, real­iz­za­to dal Comune di Riva del Gar­da e dal­la Provin­cia autono­ma di Tren­to, e con­clu­so in questi giorni. La cer­i­mo­nia, molto parte­ci­pa­ta, si è tenu­ta a forte Gar­da, pre­sen­ti il sin­da­co Adal­ber­to Mosan­er, gli asses­sori comu­nali Maria Flavia Brunel­li (attiv­ità cul­tur­ali) e Alessio Zanoni (opere pub­bliche), oltre al vicesin­da­co Alber­to Bertoli­ni, al vice seg­re­tario gen­erale Anna Cat­toi e all’ingeg­nere capo Ser­gio Pel­le­gri­ni; per il MAG era­no pre­sen­ti il respon­s­abile, Gian­ni Pel­le­gri­ni, e lo stori­co Lodovi­co Tav­erni­ni; e per la Provin­cia l’asses­sore alla cul­tura provin­ciale Tiziano Mel­lar­i­ni, con il diri­gente del­la Soprint­en­den­za per i beni cul­tur­ali San­dro Flaim, e per la Rete Trenti­no Grande Guer­ra Camil­lo Zadra. Ospi­ti di riguar­do gli , con il Grup­po di San­t’A­lessan­dro, che da anni ha in cura i for­ti, e tan­tis­si­mi ammin­is­tra­tori del­l’Al­to Gar­da.

Dal­l’al­to del monte Brione, lo sguar­do anco­ra oggi può cogliere il con­fine seg­na­to dal­la lin­ea immag­i­nar­ia del fronte di allo­ra. Cosa ci dicono oggi questi luoghi? Di cosa ci par­la oggi quel­la guer­ra? Sono le domande che si è pos­to il MAG, che con l’inizia­ti­va «Forte Brione» intende fer­mare il pen­siero e allo stes­so tem­po lib­er­are la mer­av­iglia: fer­mare il pen­siero sulle trac­ce di una guer­ra che è sta­ta, ponen­do i con­fi­ni ridis­eg­nati allo­ra e le ferite rimaste aperte nel cor­so del Nove­cen­to, in relazione con gli sta­ti di con­flit­to e le crepe incli­ni a sfog­a­r­si in squar­ci odierni; e lib­er­are la mer­av­iglia abi­tan­do un pae­sag­gio evoca­ti­vo di sto­ria e memo­ria, ma esistente in sé, pri­ma, dopo e nonos­tante l’op­er­a­to umano; un pae­sag­gio che per­suade a guardare oltre l’oriz­zonte dei con­fi­ni e delle linee dei fron­ti, per sve­lare la nat­u­rale e pri­maria smisuratez­za del­l’essere incan­to.

«Si apre oggi una due giorni molto impor­tante – ha det­to il sin­da­co Adal­ber­to Mosan­er – che giunge dopo un lavoro impeg­na­ti­vo, del­i­ca­to, che ha coin­volto più per­sone, asso­ci­azioni, enti. Un inter­ven­to che apre a più chi­avi di let­tura: la pri­ma è che final­mente abbi­amo rag­giun­to l’o­bi­et­ti­vo desider­a­to, quel­lo di resti­tuire il val­ore stori­co, cul­tur­ale e di iden­tità a questi luoghi; qual­cosa allo stes­so tem­po di dovu­to e di utile. Utile per­ché bisogna conoscere e con­tin­uare a stu­di­are questo bra­no tragi­co del­la nos­tra sto­ria, dato che le guerre le abbi­amo sem­pre di fronte, come purtrop­po dob­bi­amo con­statare, una vol­ta di più, in queste set­ti­mane; quel­lo che dob­bi­amo fare è erigere queste opere, far­le par­lare un nuo­vo lin­guag­gio, per real­iz­zare un nuo­vo fronte di pace. In questi luoghi, nel­l’Al­to Gar­da e in Trenti­no abbi­amo vis­to due fron­ti opposti: per questo moti­vo questi luoghi, l’Al­to Gar­da e il Trenti­no sono diven­tati, oggi, sim­boli di pace e di dial­o­go tra i popoli. Un’al­tra chi­ave di let­tura, anch’es­sa impor­tante per­ché lega­ta alla nos­tra econo­mia, al nos­tro benessere, riguar­da la forte valen­za tur­is­ti­ca di questo inter­ven­to che mette a dis­po­sizione del­la nos­tra offer­ta dei man­u­fat­ti di stra­or­di­nario inter­esse stori­co e cul­tur­ale».

Han­no poi pre­so la paro­la gli asses­sori alla cul­tura Maria Flavia Brunel­li – che ha par­la­to soprat­tut­to del­la valen­za cul­tur­ale del­l’inizia­ti­va, real­iz­za­ta per il tramite del il quale, com’è la sua vocazione e la sua scelta, pro­pone let­ture del ter­ri­to­rio nel­l’ot­ti­ca di un’e­lab­o­razione di pen­siero – e alle opere pub­bliche Alessio Zanoni – che ha riper­cor­so la Gen­e­si e le fasi prin­ci­pali del­l’idea di recu­pero dei for­ti del monte Brione e del con­seguente inter­ven­to – segui­ti dal­l’asses­sore provin­ciale alla cul­tura Tiziano Mel­lar­i­ni, il quale s’è sof­fer­ma­to sul­la valen­za corale del­l’inizia­ti­va, che ha coin­volto tan­tis­sime per­sone e asso­ci­azioni del ter­ri­to­rio, ma anche la Provin­cia automa di Tren­to e il Prog­et­to Grande Guer­ra.

«In questo caso, sul monte Brione, come dap­per­tut­to in Trenti­no – ha det­to il diri­gente del­la Soprint­en­den­za per i beni cul­tur­ali San­dro Flaim – il nos­tro scopo è far par­lare le pietre, e soprat­tut­to le vicende e le sto­rie delle per­sone che questi fat­ti lon­tani li han­no vis­su­ti, cioè la nos­tra gente, dunque le nos­tre radi­ci». Camil­lo Zadra, respon­s­abile del­la Rete Trenti­no Grande Guer­ra, ha par­la­to del Prog­et­to Grande Guer­ra come di uno stru­men­to di con­sapev­olez­za con cui guardare ad un peri­o­do stori­co non miti­co, che non sti­mo­la la nos­tal­gia, per­ché è un tem­po di guer­ra e di vio­len­za, ma è comunque un tas­sel­lo del­la nos­tra sto­ria.

Dopo la cer­i­mo­nia, la visi­ta gui­da­ta, a cura di Lodovi­co Tav­erni­ni, affi­an­ca­to dai prog­et­tisti Gior­gio Losi e Andrea Rigo, che han­no cura­to e segui­to il prog­et­to di ripristi­no: pri­ma a forte Gar­da, quin­di alla Bat­te­ria di Mez­zo, dopo gli Alpi­ni di San­t’A­lessan­dro han­no offer­to un rin­fres­co.

Ma la cel­e­brazione, cura­ta dal Museo Alto Gar­da, è pros­e­gui­ta nel pomerig­gio con altre e, alla Bat­te­ria di mez­zo, con «Un sec­o­lo di guerre, fino ai con­flit­ti del tem­po pre­sente», let­ture con Francesca Sor­renti­no trat­te da Andreas Latzko, «Uomi­ni in guer­ra» (Keller, 2014), Slaven­ka Drakulic, «Come se io non ci fos­si» (Riz­zoli, 2000), Andrei Kurkov, «Diari ucrai­ni» (Keller, 2014), alter­nate a dialoghi con Raf­faele Croc­co, gior­nal­ista e diret­tore del­l’At­lante delle guerre del mon­do, e Rober­to Keller, edi­tore.

Le cel­e­brazioni pros­eguono domeni­ca 19 otto­bre alle 10 (fino alle 14), da forte San Nicolò alla Bat­te­ria di mez­zo con «Forte dis­eg­no: dis­eg­nare, cam­minare, rac­con­tare il pae­sag­gio», lab­o­ra­to­rio all’aper­to di osser­vazione e dis­eg­no del­l’am­bi­ente del monte Brione, con Francesca Baz­zur­ro, illus­tra­trice e grafi­ca, e Giu­lia Miran­dola, cura­trice edi­to­ri­ale per l’in­fanzia e di pic­ture books per adul­ti e famiglie. Nel pomerig­gio, alle 14 (fino alle 16) le vis­ite gui­date a forte Gar­da e alla Bat­te­ria di mez­zo con lo stori­co Dona­to Ric­cadon­na; e alle 14.30 (fino alle 17.30) a forte Gar­da il lab­o­ra­to­rio «Forte dis­eg­no» è repli­ca­to per i bam­bi­ni dai 6 ai 12 anni d’età. Alle 16 (fino alle 17) a forte Gar­da «Con­fi­ni, mar­gi­ni e mino­ranze», let­ture con Francesca Sor­renti­no da Sepp Mall, «Ai mar­gi­ni del­la feri­ta» (Keller, 2014), Maja Hader­lap, «Angeli del­l’oblio» (Keller, 2014), Andrea Nico­lus­si Golo, «Dirit­to di memo­ria. Can­to per mia madre e mio padre emi­granti» (Bib­liote­ca del­l’im­mag­ine, 2014), alter­nate a dialoghi con Andrea Nico­lus­si Golo, scrit­tore, vinci­tore nel 2011 del pre­mio «Ostana scrit­ture di mino­ran­za», e Rober­to Keller, edi­tore.

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