Monte Brione: iniziato il recupero delle fortificazioni

25/01/2014 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

Sono iniziati in questi giorni sul monte Brione i lavori di recu­pero di forte Gar­da, del­la Bat­te­ria di Mez­zo e del pun­to di osser­vazione e tiro, ese­gui­ti dal Comune di Riva del Gar­da con un finanzi­a­men­to del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to, nel­l’àm­bito del Prog­et­to Grande Guer­ra, per il cen­te­nario del­la pri­ma guer­ra mon­di­ale. Obi­et­ti­vo di fon­do del prog­et­to è non solo recu­per­are i man­u­fat­ti, ma anche real­iz­zare un rap­por­to di sen­so stret­to e per­cepi­bile tra il pae­sag­gio e i pre­si­di bel­li­ci con la loro valen­za stor­i­ca e la loro for­ma, attra­ver­so inter­ven­ti di recu­pero del­la vis­i­bil­ità dei tre luoghi e delle loro relazioni e per­cor­ren­ze.

Il prog­et­to è fir­ma­to dal­l’ar­chitet­to Andrea Rigo del­la soci­età Plan Architet­tura srl di Arco per la parte edilizia, urban­is­ti­ca, eco­nom­i­ca, con­trat­tuale e impian­tis­ti­ca, e dal­l’ingeg­n­er Andrea San­ti­ni del­lo stu­dio asso­ci­a­to Aba­co di Riva del Gar­da per la parte rel­a­ti­va alla sicurez­za. Il cos­to totale dell’intervento è di 710 mila euro, cui 563.750 euro per lavori a base d’as­ta. I lavori sono ese­gui­ti dall’Impresa Edilux srl di Cave­dine che si è aggiu­di­ca­ta l’appalto con un rib­as­so d’as­ta del 14,329 per cen­to. Le opere di cavo sono state sub­ap­pal­tate alla dit­ta Ellepi snc di Vigo Cave­dine. L’intervento è sostenu­to da un con­trib­u­to del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to.

Batteria_di_mezzo_2Per quan­to riguar­da il forte Gar­da, una vol­ta elim­i­na­ta la veg­e­tazione infes­tante, si eseguirà un inter­ven­to di con­sol­i­da­men­to e di con­ser­vazione degli ele­men­ti lapi­dei e degli intonaci, per met­ter­li in sicurez­za rispet­to al degra­do in cor­so, specie per infil­trazioni d’ac­qua e per l’azione mec­ca­ni­ca delle radi­ci (in ques­ta fase non sono pre­visti inter­ven­ti di micro puli­tu­ra e con­sol­i­da­men­to). Inoltre saran­no elim­i­nati i tam­pon­a­men­ti real­iz­za­ti nel cor­so degli anni e ria­per­ti finestre, sfiati, porte, pun­ti di tiro e di osser­vazione; saran­no sos­ti­tu­iti tut­ti i man­u­fat­ti in fer­ro, instal­lati a più riprese nel cor­so degli anni per evitare l’accesso all’interno del forte, con nuove infer­ri­ate ed ele­men­ti per la sicurez­za dei vis­i­ta­tori; saran­no pulite le pietre e le pareti dalle scritte e dai graf­fi­ti, rimossi i deposi­ti di mate­ri­ali estranei, mes­si in sicurez­za i per­cor­si di acces­so, i luoghi e l’edificio stes­so dai rischi di cadu­ta dal­l’al­to e scivola­men­to. La filosofia del­l’in­ter­ven­to è ispi­ra­ta al min­i­mo inter­ven­to per rag­giun­gere l’o­bi­et­ti­vo di una parziale vis­itabil­ità del pre­sidio bel­li­co.

La Bat­te­ria di Mez­zo, gra­zie anche all’u­ti­liz­zo da parte del Grup­po di Riva del Gar­da, si pre­sen­ta in con­dizioni migliori rispet­to al forte Gar­da: la manuten­zione lo ha preser­va­to dal­l’in­fes­tazione del­la veg­e­tazione sia in cop­er­tu­ra che lun­go le pareti, e alcu­ni inter­ven­ti d’emergenza han­no scon­giu­ra­to dan­ni gravi alle strut­ture por­tan­ti, già com­pro­messe dai dan­ni del­la guer­ra e da quel­li arrecati dalle demolizione ese­gui­te in pas­sato per recu­per­are il fer­ro, oltre che dalle con­seguen­ze del­l’ab­ban­dono.

La pulizia da mac­erie e da piante ed arbusti è sig­ni­fica­ti­va solo nel­la parte dove un tem­po era­no col­lo­cati i quat­tro can­noni riv­olti ver­so pas­so San Gio­van­ni e ver­so la stazione fer­roviaria di Mori: qui le demolizioni han­no fat­to sì che l’azione del­la piog­gia e del ven­to fos­se causa di accu­muli di ter­ric­cio e ghi­a­ia, con la cresci­ta di cespugli e piante. Tut­ta ques­ta parte è quin­di da bonifi­care e rip­ulire, pri­ma degli inter­ven­ti di con­sol­i­da­men­to e mes­sa in sicurez­za: ovvero, la sis­temazione del­la cop­er­tu­ra e la sua imper­me­abi­liz­zazione; la mes­sa in sicurez­za dell’edificio con para­pet­ti e con la chiusura di pun­ti peri­colosi; la sos­ti­tuzione dei can­cel­li d’in­gres­so, delle infer­ri­ate anti­ntru­sione delle finestre; e la sos­ti­tuzione dei bloc­chi di cemen­to posati a rin­for­zo del­la strut­tura con ele­men­ti e pro­fili metal­li­ci nor­mal­iz­za­ti

Il sis­tema for­ti­fi­ca­to del monte Brione è un’opera che con la strat­i­fi­cazione degli inter­ven­ti ha assun­to una dimen­sione impo­nente, uni­ca per la tec­ni­ca costrut­ti­va mil­itare. Dismes­si da qua­si cen­t’an­ni, oggi i man­u­fat­ti s’intrecciano in un ambito nat­u­ral­is­ti­co prezioso riconosci­u­to a liv­el­lo europeo; il monte Brione, quin­di, è ful­cro di un sis­tema pae­sag­gis­ti­co al cui inter­no la tra­ma costru­i­ta a dife­sa del con­fine del­l’Im­pero aus­tro-ungari­co diven­ta occa­sione per lan­cia­re un nuo­vo sguar­do. Per questo in prospet­ti­va si pen­sa anche alla real­iz­zazione di un per­cor­so di visi­ta, con un alles­ti­men­to che riper­cor­ra la sto­ria dei luoghi e delle architet­ture.

 

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