Faustini: «Spazio al turismo intelligente»

Monti gardesani rilancio possibile

17/10/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Alto Lago

Si è con­clu­so ieri, con vis­ite a Cima Rest di Mag­a­sa (fie­nili, etno­grafi­co, osser­va­to­rio astro­nom­i­co, ostel­lo «Scoiat­to­lo») e a Pra­bione (Cen­tro Vis­i­ta­tori Par­co) il con­veg­no inter­nazionale su «Aree pro­tette e comu­nità locali per uno svilup­po sosteni­bile del­la mon­tagna» orga­niz­za­to dal Cen­tro stu­di «Vale­rio Gia­co­mi­ni», con il sosteg­no del­la Comu­nità Par­co e del­la . Gli incon­tri si sono tenu­ti nel­la sede stac­ca­ta del­l’ statale di , a Gargnano. Fit­ti gli inter­ven­ti, pur in mez­zo a numerose defezioni gius­tifi­cate in genere da impeg­ni sopravvenu­ti e impro­ro­ga­bili. Han­no, così, dato for­fait l’asses­sore regionale Fran­co Nicoli Cris­tiani (sos­ti­tu­ito dal diri­gente regionale Gian­ni Fer­rario) e l’asses­sore provin­ciale Giampao­lo Man­tel­li (lo sos­ti­tu­i­va Graziano Laz­za­roni). Non sono inter­venu­ti nep­pure Rober­to Tor­toli (sot­toseg­re­tario al Min­is­tero del­l’Am­bi­ente) e Luciano Caveri (par­la­mentare europeo e pres­i­dente del comi­ta­to ital­iano per il 2002 Anno inter­nazionale delle Mon­tagne). Non ha par­la­to Bernard Ray­mond, sin­da­co del­la cit­tà francese di Gap, nom­i­na­ta «Cit­tà alpina del­l’an­no» e in sua vece è inter­venu­ta l’asses­sore al Tur­is­mo del­la cit­tà transalpina. Bruno Faus­ti­ni, pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana Par­co del­l’al­to Gar­da, ha aper­to i lavori, con un taglio chiaro: «Il nos­tro è un ter­ri­to­rio dove è evi­dente la ric­chez­za, ma nel quale esistono pure aree arretrate: si va dai 65 metri del liv­el­lo del lago ai 1976 di qualche mon­tagna ret­rostante. Noi, qui, non cer­chi­amo il con­sum­is­mo ma non si può restare nel­l’am­bito di un’ide­o­log­i­ca arretratez­za. Bisogna inter­venire a favore del­l’a­gri­coltura e ver­so forme intel­li­gen­ti di tur­is­mo com­pat­i­bile, con­sen­tire all’uo­mo di vivere in ques­ta realtà, miglio­ran­do però la qual­ità del­la vita». Sul­la lunghez­za d’on­da di uno svilup­po equi­li­bra­to si sono mossi molti rela­tori. Graziano Laz­za­roni, del­la Provin­cia: «Abbi­amo orga­niz­za­to cinque con­veg­ni: uno in cias­cu­na delle cinque Comu­nità mon­tane bres­ciane. Con­clud­er­e­mo con un’as­sise in cit­tà. Il man­ten­i­men­to delle popo­lazioni in mon­tagna? Siamo d’ac­cor­do, ma deve pas­sare attra­ver­so qual­cosa di eco­nomi­ca­mente sosteni­bile. Con la rifor­ma delle politiche comu­ni­tarie, le risorse che potran­no essere inves­tite in agri­coltura saran­no sem­pre meno: anche ques­ta è una sfi­da». Molti inter­ven­ti era­no rel­a­tivi a inizia­tive real­iz­zate nei parchi nat­u­rali ital­iani. Per l’al­to Gar­da, Nico­la Gal­li­naro ha illus­tra­to l’at­tiv­ità del Con­sorzio fore­stale del­la Valvesti­no che gestisce 5 mila ettari di ter­ri­to­rio e rag­grup­pa 4 comu­ni, la Comu­nità Par­co e una cinquan­ti­na di soci privati.