La compagnia Volare potrebbe sostituire Air Dolomiti sulla linea per la capitale. «Il «Catullo» respinge le accuse: serve collaborazione

Montichiari non perde Roma

23/03/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

La com­pag­nia aerea Volare potrebbe sos­ti­tuire la sul­la rot­ta Bres­cia-Roma, ma non si trat­ta dell’unica novità des­ti­na­ta a garan­tire un futuro allo sca­lo «» di Mon­tichiari. Garanzie del resto era­no giunte anche l’altro ieri, a mar­gine del con­veg­no di Gar­done Val­trompia, per boc­ca del min­istro Pier­lui­gi Bersani, che pur sen­za fare promesse, ave­va las­ci­a­to capire che per la con­ces­sione aero­por­tuale del D’annunzio non dovreb­bero esser­ci prob­le­mi, anche se dis­po­sizioni pre­cise arriver­an­no soltan­to a fine mese. Ma a pre­oc­cu­pare Provin­cia e Cam­era di Com­mer­cio di Bres­cia — soci del­la «Cat­ul­lo» che gestisce gli scali di Verona e Bres­cia — è il silen­zio sui tem­pi di for­mal­iz­zazione del­la nuo­va soci­età di ges­tione del «D’Annunzio». La com­pagine soci­etaria bres­ciana è comunque decisa a rompere gli indu­gi e per la set­ti­mana prossi­ma han­no già con­vo­ca­to una rovente con­feren­za stam­pa. «Non appe­na il pres­i­dente del­la Cam­era di Com­mer­cio Fran­co Bet­toni tornerà dal viag­gio di lavoro all’estero — annun­cia l’assessore provin­ciale Vig­ilio Bet­tin­soli -, affron­ter­e­mo una vol­ta per tutte la ques­tione. Fare­mo fer­ro e fuo­co affinchè si esca dal lim­bo dell’incertezza». Sul fronte delle soluzioni sul­la rot­ta Bres­cia-Roma la «Cat­ul­lo» è ottimista, come con­fer­ma Anto­nio Real­di diret­tore del­lo sca­lo bres­ciano. «Siamo con­sapevoli che non è facile sos­ti­tuire Air Dolomi­ti in poco tem­po — ammette -, ma cer­ta­mente ci rius­cire­mo vis­to che è impens­abile riun­cia­re ai voli interni. Sti­amo lavo­ran­do con il mas­si­mo impeg­no per trovare un’al­ter­na­ti­va in tem­pi rapi­di». Con­tat­ti sono in cor­so con la com­pag­nia Volare (la stes­sa soci­età che por­ta in Ter­ras­an­ta i voli char­ter del­la Bre­vivet che, tramite il suo pres­i­dente Gio­van­ni Sesana, ha già con­fer­ma­to che i voli dei pel­le­gri­nag­gi diret­ti a Lour­des con oltre 2000 passegeri par­ti­ran­no da Mon­tichiari), ma non sono esclusi colpi di sce­na che la «Cat­ul­lo» potrebbe comu­ni­care già ques­ta mat­ti­na. «La sos­ti­tuzione di Air Dolomi­ti, che da dopodomani cesserà il servzio di col­lega­men­to con la cap­i­tale, non cam­bia di una vir­go­la i nos­tri piani di svilup­po per il D’An­nun­zio» fan­no sapere i ver­ti­ci del­la soci­età di Vil­lafran­ca. «Fra tante voci rimane un impor­tante dato di fat­to — spie­ga Mar­co Fran­chi­ni, addet­to alle relazioni esterne per la soci­età veronese -: lo svilup­po del D’An­nun­zio è prova­to dai suoi 165 mila passeg­geri trasportati nel 2000 ed un piano che porterà a rad­doppi­are nell’anno in cor­so questi numeri». Il diri­gente scaligero elen­ca poi gli sforzi ed i costi affrontati dal­la Cat­ul­lo in questi due anni: «Per­chè mai dovrem­mo spendere oltre 150 mil­ioni ogni mese sul Mon­tichiari se non pun­tas­si­mo a un suo rilan­cio? Sem­mai — osser­va Fran­chi­ni — ci chiedi­amo dove siano le pro­mozioni tur­is­tiche promesse dai part­ner bres­ciani per il loro aero­por­to o dove fos­sero quan­do ci siamo dati da fare per trovare un accor­do con il coman­do vig­ili del fuo­co provin­ciale? Per­chè i par­la­men­tari bres­ciani han­no lati­ta­to quan­do a Roma occor­re­va il loro impeg­no e per­ché pren­dono l’aereo per la cap­i­tale a o Berg­amo, invece che a Mon­tichiari — si doman­da il diri­gente del «Cat­ul­lo» -. Per­ché l’Aib non invi­ta Air Dolomi­ti, com­pag­nia aerea bres­ciana, ad insis­tere sul­lo sca­lo di Mon­tichiari?». Domande che avran­no presto una rispos­ta ma che sec­on­do la Cat­ul­lo, potreb­bero avere un segui­to pos­i­ti­vo solo se accom­pa­g­nate da una «conc­re­ta e bilat­erale col­lab­o­razione». Un invi­to che la Provin­cia di Bres­cia sem­bra aver già accolto tramite il suo asses­sore ai trasporti Vig­ilio Bet­tin­soli, da un lato arrab­bi­a­to «per le risposte che non arrivano dal Cat­ul­lo, soprat­tut­to in mer­i­to ai tem­pi di ges­tazione del­la nuo­va soci­età di ges­tione del D’An­nun­zio», e dal­l’al­tro lato fau­tore di una incon­tro «per gettare le basi di una col­lab­o­razione più fat­ti­va tra Bres­cia e Verona». Nes­suna «rot­ta di col­li­sione» fra le due com­pagi­ni soci­etarie ma la fer­ma inten­zione ad andare avan­ti insieme «per lo svilup­po di un sis­tema Aero­por­tuale del Gar­da — affer­ma Bettinsoli‑, che può solo crescere al servizio di una vas­ta area del nord Italia». Intan­to sull’esclusione del «D’Annunzio» dai col­lega­men­ti nazion­ali si reg­is­tra la crit­i­ca pre­sa di posizione del sin­da­ca­to Uilt. «E’ sbaglia­to e pre­oc­cu­pante che Mon­tichiari resti taglia­to fuori dalle rotte interne — sostiene Rober­to Mon­ti­cel­li del­la seg­rete­ria Regionale Uilt -: il baci­no di uten­za gli con­ferisce poten­zial­ità di svilup­po di grande rilie­vo, sia sul traf­fi­co inter­nazionale che su quel­lo nazionale. Le strate­gie del D’Annunzio non pos­sono essere decise da Verona che legit­ti­ma­mente priv­i­le­gia il pro­prio sca­lo nè dal­la Air Dolomi­ti che opera sec­on­do val­u­tazioni impren­di­to­ri­ali. «Sulle scelte che riguardano l’areoporto di Bres­cia devono inter­a­gire la Regione e la Sea — con­tin­ua il sin­da­ca­to -. E’ nec­es­sario che la Regione assuma l’iniziativa per pro­muo­vere un tavo­lo che met­ta a pun­to un piano aero­por­tuale lom­bar­do coin­vol­gen­do tut­ti i sogget­ti isti­tuzion­ali. La Sea deve invece met­tere al cen­tro del­la pro­pria strate­gia di espan­sione l’areoporto di Montichiari».